Si dovrebbe indignare, il liberale che è dentro ciascuno di noi, per la diffusione di una totale ignoranza contabile che tutte le parti politiche diffondono a piene mani sui conti pubblici.

Promettendo zucchero e miele; o “si entra gratis senza pagare il biglietto” per ogni dove; ovvero “qui se hanno dato 100 ti prometto che, se vincerò io, pagherai 25”.
Tutte balle.
Spezzo una lancia a favore del Presidente Mario Draghi: che è un grande e capace tecnico al servizio di tutti noi.
Egli sta facendo il massimo con una coperta troppo stretta. Punto.
Vi spieghiamo come funziona il Bilancio pubblico, che è un po’ come quello familiare.
Ogni legge di spesa o di riduzione di entrata deve sempre trovare un corrispettivo (o “copertura”), onde non trasformarsi in ulteriori debiti.
Anche se non è esattamente così per il nostro Bilancio (che può  pure avvalersi di tutta una serie di correttivi principalmente europei), la compatibilità per ogni spesa va sempre trovata e qui in Italia questo “gioco” è stato, dalla fine degli anni 80, una pratica del tutto inesistente.
Questa si chiama irresponsabilità. Hanno praticato tale brutto vizio ingannatore tutti: dai sindacati ai partiti, dalle associazioni a noi elettori.
Trasformando l’Italia in un grande, gigantesco, paese del Bengodi e scaricando le “rogne” pure sulle generazioni successive.
Sui nostri “amati” figli, che oggi -in definitiva- siamo noi.
Che vorremmo prolungare l’asse ereditario.    Bene, anzi male.
Quindi ogni dichiarazione politica dovrebbe essere valutata  alla luce di questo vero faro morale: “c’è una compatibilità contabile?
Perché noi non siamo come i giapponesi (che si ricomprano il proprio debito) e non siamo neppure come gli americani, che
-grazie al $, moneta internazionale- scaricano le loro tensioni economiche sul mondo intero.
Siamo l’Italia, ficchiamocelo bene in testa, e facciamo pure parte di una più grande famiglia: che si chiama Europa.
Che non perde occasione per dirci: “io non posso far pagare i tuoi debiti (sia pure ereditati) ai tuoi fratelli”.       Bene, anzi male.
Allora, l’ultima trovata si chiama “Rottamazione delle Cartelle Esattoriali”.    Sono, esse, delle intimazioni legali di pagamento che ci vengono recapitate -per via A. R.- e che raccolgono tutto quello che teoricamente dovremmo dare allo Stato e ai suoi uffici preposti.
Tali somme sono già state conteggiate dal Pantalone di turno come poste (teoriche) di Entrata per lo Stato.  Che coprono Spese varie.
Quindi, negli anni, le prime hanno dato un avallo contabile per le seconde.   Molti dei supporti, essendo di fatto supportati da quelle Cartelle, si sono incarnati in quel… “monstre” che l’Europa intende pure nutrire, ma con i denari…che ne so?  Delle bionde svedesi.
Chee, giustamente, dicono: “perché noi doffer pagare debbito lattin lover ttaliani gon gabrio?  No, ccrazie”.      Bene, anzi male.
Allora il buon Draghi, posto che non può fare più né il giapponese, né l’americano, trova il corretto marchingegno, poco inverabile, ma ché pure riconosce un condono.
“Sono abolite le Cartelle Esattoriali dal 2000 al 2015…per chi ha un basso reddito,…non è evasore seriale,…non ha grandi questioni aperte e…purché si presenti accompagnato dai suoi due genitori ultraottantenni viventi….”
Bene, anzi male.
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