Mettiamo meglio a fuoco Enrico Letta.
Questo novello Cincinnato che è tornato qui da noi dopo di aver ospitato… tra le sue terga un poderoso e ironico “stai sereno”.
Con cui quell’altro campione di storia demoromacristiana, certo Matteo Renzi (novello Bruto in questa novella che vi raccontiamo) gli scippò il Regno dalle mani, con tanto di passaggio (un atto istituzionale ormai) della classica campanella.
Ebbene il prode Cincinnato, munito di trolley, pare si sia cimentato, in giro per il modo (narra la vulgata), .. per proseguire l’opera che il suo “pater” Beniamino Andretta (un valido e retto Ministro dc) gli lasciò di eredità, con tanto di prestigiosa sede situata nei pressi del Senato della Repubblica.
Quindi non è che proprio ricominciò da “0”, Cincinnato.
Non ripartì da povero in canna, come molti ritengono.
Avendo avuto, si presume, pure qualche Sesterzio e  collegamenti di tutto rispetto. Di “pive”, insomma, ne dovrebbe aver avuto nel sacco, come si suol dire.
Complice la sede dell’Arel, sita a due passi dal Senato della Repubblica a Roma, quindi non proprio nella suburra più periferica dell’Urbe, il Nostro Eroe ha creato la propria tela di ragno subito dopo la nuova incoronazione a Segretario del PD.
Tra  due rami portanti: la proposizione di un asse di ferro con il M5S a partire dalle prossime elezioni amministrative di Roma e…il voto ai 16enni.
Ove il Zingaretti politico le avesse avanzate lui queste proposte lo avrebbero di sicuro “arrostito con le patate”.
Invece le ha proposte Cincinnato e…tutto va bene per un popolo suonato qual’è quello del PD.
Che subirà pure la giubilazione dei due capigruppo al Parlamento: segno che i sassolini nei calzari li aveva pure Cincinnato.
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