Che dispiacere e rabbia per come è ridotta Roma, la città storica più importante al mondo, che raccoglie da sola, la quantità più grande mai vista di monumenti e opere, un museo a cielo aperto straordinario e unico per dimensione, bellezza e valore, che oggi sembra un Vietnam di sciatteria, trasandatezza, abbandono, sporcizia e incuria, per dei cinghiali, dei topi e dei gabbiani da safari urbano.

Sia chiaro il grosso del male viene da lontano, la parte finanziaria poi non ne parliamo, addirittura nel 2008 il governo Berlusconi per evitare il crac da debiti accumulati, parliamo di miliardi a gogò, dovette separare le gestioni in due commissariando il debito pregresso e rimettendo a nuovo quello della giunta Alemanno appena insediata.

Eppure da allora ad ora non solo la situazione non è migliorata ma peggiorata, tanto che seppure non si dica, dal 1 gennaio 2022 visto che le gestioni di bilancio torneranno ad essere una, il comune rischierà di nuovo il botto, perché il peso del debito non risanato sommato a quello accumulato a nuovo, cifrerà una somma da paura e poco chiara, forse 15 miliardi o più, una finanziaria del paese.

Insomma la giunta che verrà dovrà sia fare i conti con i conti, e giri di parole a parte non sarà robetta, sia con lo stato della capitale ridotta come mai nella sua storia, perché se è vero come è vero che la discesa più recente è iniziata nel 2008 col centrodestra che a dire poco fu una delusione, è altrettanto vero che dopo Ignazio Marino la vittoria dei grillini con Virginia Raggi è stata il colpo di grazia.

Coi grillini al comando di Roma 5 anni di via crucis e non parliamo solo delle dimissioni e dei cambiamenti burrascosi e clamorosi a ripetizione in giunta, che già sarebbe tanto vista l’enfasi grillina sulle scatole di tonno, parliamo proprio della trascuratezza progressiva di tutto l’assetto urbano, civile, sociale e comunale.

Una sciatteria che nonostante le promesse dei grillini sul vento nuovo per Roma, a proposito del quale verrebbe da dire: alla faccia, si è vista subito, tanto è vero che per giustificare, da Grillo a Di Maio a Di Battista, tutti a dichiarare: è presto, concedete tempo al tempo.

Non era presto per niente, il buongiorno si vede dal mattino, coi grillini da Roma a Livorno e a Torino è stata subito una sventura, inutile dire poi ciò che di peggio fino ad ora abbiano combinato indisturbati al governo e combinino ancora coi cattocomunisti, nonostante Draghi e la presenza di lega e forza Italia ,sembrano i padroni e solo in Italia

una cosa del genere può accadere.

Ecco perché parliamo di rivincita per Roma perché quella del 2016 è stata una partita elettorale sotto iattura, come una sventura è stata quella delle politiche del 2018, insomma coi grillini è iniziata una devastazione senza precedenti, dalla capitale al paese intero, e lo vediamo bene.

Roma dopo 5 anni di pentastellati sembra un paesaggio da “Cristo si è fermato a Eboli” di Levi, dalle strade ai marciapiedi, al decoro urbano, ai parchi, ai giardini, ai cartelloni, alla segnaletica, ai rifiuti, alle buche, agli alberi che crollano in continuazione, per non parlare dei trasporti, del traffico e dell’illuminazione.

Eppure pensate la spesa corrente supera i 6 miliardi di euro, c’è un esercito di impiegati tra diretti e indiretti di oltre 50000 unità, una città nella città, ci sono municipalizzate per tutto, alcune tipo ATAC vere fornaci di debito e divoratrici di denaro, ma nonostante questo non funziona niente o quasi.

Sia chiaro lo ripetiamo molto viene da lontano, perché è vero che i grillini abbiano preso in mano una città già azzoppata e malandata, ma in 5 anni è peggiorata, e non lo diciamo per partito preso, basta fare un giro per capire, ci vorrebbe davvero la protezione civile per ripartire e ripulire.

A Roma servirebbe innanzitutto una spending review perché non c’è dubbio che la capitale rispecchi l’andazzo del paese, sprechi, sperperi, eccessi, e poi uno status costituzionale diverso dal resto dei comuni, La Capitale è il biglietto da visita della nazione è deve avere uno status ad hoc, dopodiché servirebbe ripartire da zero perché Roma sta praticamente a zero.

Servirà di semplificare la burocrazia che nei servizi alle attività e ai cittadini è da pazzia, rilanciare il marchio della Capitale, il circuito museale, il commercio e l’impresa, il settore turistico alberghiero e della ristorazione che è in ginocchio per una chiusura più forzata che giustificata, perché da noi consentono di andare all’estero, ma per via del covid a colori non consentono di andare per l’Italia, roba da matti.

 

Diciamoci la verità questa situazione per chiunque vincesse sarà una manna, perché in fondo basterà poco per un vento nuovo, basterà una cosa iniziale, curare i parchi, potare e ripiantumare, o sistemare la cartellonistica, i marciapiedi, l’asfalto cittadino, basterà tornare a dare luce perché Roma è buia come non mai, cambiare il ciclo dei rifiuti, insomma basterà fare il contrario dei grillini per avere consenso a vita tanto sono esasperati i cittadini con questa giunta.

Insomma, servirà restituire a Roma quella magia e quella dignità di capitale che è stata sepolta dalla sciatteria, servirà una nuova breccia di Porta Pia.

Ecco perché sarà una rivincita, in fondo sbagliare il voto è umano, s’ è visto a Roma e si vede al governo del paese, perseverare è diabolico, intelligenti pauca, evviva L’Italia, evviva Roma, evviva la libertà e la democrazia, abbasso il fascismo e abbasso il comunismo.

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1 COMMENTO

  1. Caro Alfredo, come giustamente dici il malessere di Roma viene da lontano, ma i grillini hanno notevolmente peggiorato la situazione. Non solo hanno dato il meglio di se nel dimostrare la loro incapacità a governare anche un condominio, ma anche il loro rimandare sine die ogni decisione ha contribuito a portare Roma allo sfascio.
    Certo 15 miliardi di debiti accumulati negli anni sono un disastro, ma non servirebbe neppure ripianarli se non si interviene con una ferrea spending review che diminuisca organico e poteri di veto dei sindacati. Atac è un buco nero peggio di Alitalia, ma se assume 100 autisti che subito dopo, tramite sindacati e medici conniventi, si fanno dichiarare inadatti alla guida e vanno a rimpolpare le fila delle migliaia di impiegati nulla facenti, allora il disastro è già scritto. E questo vale per ogni società gestita direttamente o indirettamente dal Comune (valga per tutto i 200 giardinieri potatori assunti dal Comune e dichiarati inadatti a potare, quindi adibiti a mansioni amministrative).
    Ormai Roma è veramente difficile da raddrizzare con i suoi 15 Municipi che hanno diverso colore politico e quindi remano contro, con i sindacati che hanno un potere immenso, con le migliaia di persone parcheggiate dai vari governi in società che nulla hanno a che vedere con il profitto o quanto meno con il pareggio di bilancio.
    Certo Roma è la capitale d’Italia e come tale avrebbe bisogno di un trattamento diverso dagli altri capoluoghi, ma non bastano solo i soldi per Roma.
    Chiunque dovesse vincere le prossime elezioni avrà un lavoro immane da compiere, osteggiato da politici, sindacati e magistratura; solo un pazzo o un comunista avrebbe possibilità di successo, ma non perché bravo, solo perché protetto dal sistema che in tanti anni i comunisti hanno messo in piedi.
    Sono veramente felice di essere andato via da Roma da più di 20 anni, almeno non vedo lo scempio dove i vari Alemanno, Marino e soprattutto Raggi, l’hanno portata.
    Resto dell’idea che il popolo votante dovrebbe usare la testa per eleggere un Sindaco o un Parlamentare o un Governo, mai usare la pancia o la rabbia; abbiamo potuto sperimentare cosa significa aver portato degli illustri sconosciuti al Governo o al Comune, l’incapacità e la fame atavica, fanno più danni della grandine!
    Un caro abbraccio

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