FERMARE L’ALLARGAMENTO DEL DIVARIO TRA NORD E SUD
di Puddu

La maggiore fetta del Recovery Fund è toccata all’Italia, dove tra i problemi principali c’è la questione meridionale. Il 23 marzo, Draghi è intervenuto nell’iniziativa promossa dal Ministro Carfagna: “SUD-Progetti per ripartire”. In questa sessione si è discusso del valore del Mezzogiorno per questo Paese e da dove ripartire per colmare il divario tra Nord e Sud. Negli ultimi anni i fondi per il Meridione sono stati dimezzati, passando da 20 a 10 miliardi l’anno. Dal 2014 al 2020 dei 47,3 mrd previsti dal “Fondo per lo Sviluppo e la Coesione”, ne sono stati solamente investiti 3 mrd. Il 70% delle infrastrutture e opere pubbliche al Sud, dal valore di 2 mrd, sono state iniziate e mai concluse. Per quanto riguarda il Recovery Fund, il Sud percepirà la somma di 96 mrd puntando su infrastrutture fisiche e digitali per tenere il passo con il Centro-Nord. Il Mezzogiorno può nel futuro divenire un importante porto economico, finalizzando il suo ruolo centrale nella regione mediterranea e implementando la sua importanza strategica collegando l’Europa e il Nord Africa.

 

GORDON JOHNSON
di Mazzeri

Che il primo ministro inglese non sia nuovo a uscite quantomeno bizzarre è noto a tutti. Ma negli ultimi giorni Boris Johnson è tornato a far parlare di sé. Il motivo? Una citazione azzardata di Gordon Gekko, “greed is good” – l’avidità è buona, o perlomeno aiuta nella campagna vaccinale contro il covid. Perché i numeri della perfida Albione – test, vaccini, nuovi casi, nuovi deceduti – sono davanti agli occhi di tutti, e oltremanica si accelera verso un ritorno progressivo alla normalità. Che sia vero o meno che la avidità sia buona, sicuramente lo spirito liberale che anima Johnson ha aiutato nell’approvvigionamento delle quote di vaccini, prodotti in loco grazie alle eccellenze scientifiche (e non ai baracconi statali) e acquistati con una giusta dose di scaltrezza, che è mancata, per dire un eufemismo, ai negoziatori dell’Unione Europea.  L’ennesima vittoria del capitalismo?

 

IL FUTURO DELLA PA TRA SMARTWORKING E DISSERVIZI
di Mercurio

Sebbene i piani organizzativi del “lavoro agile” (termine fuorviante che non ha nulla a che fare con le metodologie agili per la gestione dei progetti n.d.r.) siano stati presentati soltanto dal 33% delle amministrazioni pubbliche entro il termine ultimo, fissato al 31 gennaio 2021, il ministro Brunetta punta al consolidamento di tale modalità operativa, proponendo di regolamentarla seguendo procedure ad-hoc, costruite su misura per ogni singola amministrazione.

Senza misure specifiche volte ad incrementare il coinvolgimento dei giovani, spesso maggiormente preparati all’utilizzo degli strumenti tecnologici necessari allo svolgimento del lavoro da remoto, e senza costituire un modello condiviso attraverso il quale valutare i risultati e l’efficienza derivati dallo smart-working, sarà però difficile avere una visione completa dei punti critici e delle potenzialità offerte da tale cambiamento.

Ci si augura inoltre che il cittadino non rimanga soltanto un ricevente passivo dei servizi, ma che possa partecipare, fornendo riscontri, nel valutare l’efficienza e segnalare eventuali criticità degli stessi, proprio come avviene per gli utenti nelle iniziative propriamente “agili”.

 

LA VITA DURANTE IL NUOVO LOCKDOWN ALL’ITALIANA, QUESTA VOLTA QUAL È LA DIFFERENZA?
di Alberti

Lunedì, a poco più di un anno dal primo lockdown, la maggior parte del Belpaese tornerà in zona rossa. Quali differenze e quali analogie con lo scorso anno? Nelle principali città italiane si nota una maggiore vitalità. Nel centro di Milano i parcheggi di zona sono pieni e i parchi sono frequentati dai più appassionati tra i corridori milanesi. Relativamente alla didattica a distanza, l’anno scorso in questo periodo si navigava nel buio, con corsi in ritardo, esami rimandati e software non ancora implementati; oggi il meccanismo è ben rodato, anche se non piacevole come la didattica in presenza. D’altra parte, avvicinandosi alla seconda Pasqua passata da soli per molti studenti fuori sede, si riprenderanno le abituati da lockdown: studio, esercizi a casa e qualche corso di cucina per sopperire alla mancanza del pranzo in famiglia.

Stessi limiti, più preparazione. Chi si aspettava un cambio di regime rispetto allo scorso esecutivo è rimasto deluso. Molti sono quelli rimasti scottati.

 

DANTEDÌ: LETTERATURA E POLITICA
di Pantaleo

Il 25 marzo u.s. abbiamo celebrato il Dantedì, una giornata dedicata a Dante Alighieri, il poeta italiano più famoso nel mondo. La data secondo gli studiosi coinciderebbe con l’inizio del viaggio nell’aldilà raccontato nella Divina Commedia. Nel 2021, settimo centenario della morte del Sommo Poeta, questa ricorrenza assume un significato ancor più particolare. Innumerevoli le celebrazioni di Dante sulle piattaforme e sui social, tante anche le iniziative nel mondo per ricordare l’opera del Poeta toscano. Per costruire il futuro, del resto, è doveroso conservare il passato. La celebrazione annuale di una giornata nazionale ed internazionale dedicata a Dante è un segnale importante per il Paese. L’auspicio è che possa segnare l’inizio di una nuova centralità dei temi culturali; questi dovranno attraversare e caratterizzare l’intera agenda di governo in corso di ridefinizione. Ogni centesimo investito in istruzione e ricerca può fungere da moltiplicatore di benessere e ricchezza per l’intero Paese, l’impatto economico che può derivarne è notevole. Supportare il settore significa “traghettare” il Paese verso un futuro migliore. È questo il momento giusto per produrre uno slancio e per puntare, con risorse adeguate, su ricerca, università, scuola, insomma su  tutto ciò che rende l’Italia grande nel mondo, in una parola: la cultura.

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