Inutile illudersi con la storia del recovery, anche perché per via della solita ipocrisia politica si è fatto credere ai cittadini che grazie ai soldi della Ue, i famosi 200 miliardi, verranno spazzati via assieme ai postumi del covid, quelli della crisi, del lavoro, della crescita e del benessere.

Non è così, innanzitutto perché tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, tanto è vero che nonostante Draghi, sul recovery siamo al palo, tutto da scrivere e presentare entro il 30 aprile alla Ue per l’approvazione che avverrà il 30 giugno e poi perché l’erogazione sarà a fette pluriennali, la prima del 13 percento, semmai entro l’estate, il semmai è d’obbligo visto che non è detto che ci approvino ogni progetto.

Ma se questo non bastasse c’è da dire che i soldi del recovery non saranno un regalo ma un prestito da restituire seppure in 40 anni, e soggetti a condizioni molto severe in termini di tempi e modi d’utilizzo, pena la sospensione delle erogazioni con richiesta di restituzione anticipata, insomma nessuna manna.

Del resto una delle sciocchezze fatte credere in tempo di covid, è stata proprio quella dell’Europa divenuta generosa, buona, benefattrice e altruista, niente di vero ovviamente, se non la presa d’atto che col virus e con la crisi senza un intervento monetario imponente e straordinario sarebbe saltato il banco.

Per farla breve, in assenza di una manovra eccezionale a favore di tutti da parte della Bce, sarebbe andata a monte l’impalcatura della UE, ecco perché la commissione è arrivata al next generation Ue,alla apertura più ampia dei cordoni, dei vincoli, dei patti, del QE e così via, insomma per interesse e non per filantropia.

È visto che non è la filantropia ma l’interesse a spingere verso pattuizioni rigide per ottenere soldi e finanziamenti extra, dietro il recovery ci sono condizioni molto fiscali e per niente facili specialmente per noi che siamo da sempre abituati alla carlona, allo sperpero di stato, alla lentezza burocratica, ai pezzi di carta infiniti, alla spesa clientelare e improduttiva.

Ecco perché diciamo che da solo il recovery non basterà mai, e non si tratta degli indirizzi per l’utilizzo,37 percento economiagreen e 21 digitale, perché da anni si parla di investimenti per l’ambiente, energia rinnovabile, ’eliminazione della carta nei certificati e pratiche, si tratta di mentalità, architettura statale, apparato pubblico, formazione culturale, leggi e sanzioni.

Insomma noi siamo il paese che ancora non ha ricostruito dopo i terremoti, eppure i soldi c’erano e ci sono, che non avvia i cantieri coi fondi Ue già assegnati, che non mette in sicurezza il territorio dopo alluvioni, esondazioni, ma si limita sempre a toppe emergenziali.

Noi siamo il paese che elimina la carta ma non i certificati che sono i veri cancri dello sviluppo, che risparmia sui seggi in parlamento anziché sugli Enti inutili, col risultato di colpire la democrazia anziché la burocrazia, siamo il paese che sforna più leggi che cornetti, col risultato che fatta la legge scoperto l’inganno, infatti è sempre tutto bloccato, per qualche scandalo, intrigo o interferenza della magistratura.

Siamo un paese da socialismo reale, un simil soviet, pergigantismo di apparato, burocrazia, impiego pubblico, codici e leggi, siamo l’Italia del timbro che manca per cui è tutto fermo in attesa che l’impiegato rientri dalla malattia o quel che sia, siamo la nazione della raccomandazione, del leviatano e del pubblico infilato ovunque pur di dare il posto fisso elettorale.

Qualcuno ci contesti se sbagliamo, perché se c’è una lamentelagenerale è quella dei disservizi,ritardi,inefficienze, è quella verso i furbetti, verso i certificati per tutto, delle file, quella contro la miriade di uffici pubblici poco facenti, dei mille Enti inutili che devono avallare qualche atto solo per giustificare che esistono, insomma la lamentela contro il troppo stato  che c’è , costoso e inefficiente, del resto per arrivare a una spesa pubblica di mille miliardi ce ne vuole di apparato statale.

Eppure da anni anziché snellire,chiudere,ottimizzare,la presenza dello Stato per risparmiare valanghe di miliardi e spenderli meglio, renderli produttivi, si è pensato a ingigantire l’apparato, creare altre aziende pubbliche, salvare quelle colabrodo, si è pensato di aumentare la presenza dello Stato all’infinito pur dispendere e distribuire incarichi,poltrone,posti, lo si è fatto a sinistra e a destra, col risultato che vediamo, siamo ultimi ,più indebitati, non riusciamo a crescere e rischiamo il botto.

Guardate che anche col covid è andata avanti così, perché anzichépensare ai privati in ginocchio, ad aiutare l’impresa e l’intrapresa di ogni tipo vicina al collasso da chiusura forzata, si è pensato a salvaguardare gli statali anzi ad aumentarne lo stipendio, si è pensato e si pensa ad altre centinaia di migliaia di assunzioni pubbliche mica a quelle private che salteranno quando finirà il blocco dei licenziamenti.

Anche col covid, con Conte e Draghi si privilegia lo stato rispetto al privato, non si pensa ad una revisione della spesa per sprechi, la si aumenta a decine di miliardi per il reddito, i bonus, l’assistenza improduttiva, alla faccia della produzione della ricchezza senza la quale finirà male, ma questo i comunisti, stavolta assieme a un pezzo di cdx, fanno finta di non saperlo e pensano di risolvere con tasse e patrimoniali  perché così finirà quando la UE ci presenterà il conto del Recovery e di tutto il resto.

Ecco perché diciamo non basterà il recovery, serve una classe dirigente preparata e colta, formata non al cattocomunismo, unaclasse politica preparata e formata non al socialismo reale del PCIpds ds pd, sui grillini poi stendiamo un velo.

Serve una cultura  più alta, democratica liberale e solidale, che consideri lo stato un supporto ,agile,efficiente,amico della gente piuttosto che aguzzino di tasse e di denaro, una cultura fiscale che stimoli la produzione di ricchezza, serve di cancellare il 50 percento di leggi che insabbiano la voglia di fare, serve una politica per il sostegno all’iniziativa giovanile soprattutto al sud, serve aiutare chi crea fatturato e lavoro, serve attrarre e favorire investimenti , serve burocrazia zero anzi sottozero come i tassi d’interesse.

Non basterà il recovery, senza una alternativa politica e culturale al socialismo reale che ci ha rovinati, chi ha tempo non aspetti tempo, a buon intenditor poche parole, evviva la democrazia, abbasso il fascismo abbasso il comunismo.

 

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1 COMMENTO

  1. Caro Alfredo, tutto quanto dici riflette la triste realtà e sicuramente il Recovery Plan non sarà la panacea di tutti i mali che affliggono l’Italia, se prima non si risolvono diverse altre cose.
    Se siamo in questa situazione di palta lo dobbiamo a 8 anni di governo comunista, a 8 anni di dictat della UE, ad una classe dirigente incapace e non ultimo all’idiozia di parecchi italiani votanti alle politiche a cui piaceva l’idea di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno. Ovviamente i “tonnaroli guastatori” come hanno preso il primo stipendio hanno capito che non bisognava distruggere, ma era necessario adeguarsi per sopravvivere e comprare casa.
    Inutile rivangare i danni del governo giallorosso, quello più a sinistra di sempre, ma ne pagheremo il conto per svariati decenni. Questo dovrebbe insegnare alla popolazione che votare è una cosa seria, altrimenti sarebbe molto meglio andare in piazza a fare la rivoluzione.
    Ieri sera ho sentito Draghi alla conferenza stampa e devo dire che mi è molto piaciuto: concreto, pragmatico, onesto, realista, chiaro e determinato. Peccato che sia una mosca bianca nel panorama politico italiano.
    Ha confermato che il Recovery sarà presentato nei termini, ha ribadito che internet sarà fondamentale per la crescita dell’Italia, la PA, per la scuola, per l’industria; ha ribadito che devono essere vaccinati prima gli anziani che sono più a rischio di decessi e poi i giovani, ha ribadito che tutti i progetti di investimento che verranno presentati saranno adeguatamente seguiti e che la burocrazia è un cancro da estirpare, che il Paese deve essere riaperto in tempi rapidi, ma in sicurezza, che il Turismo deve essere incentivato e pubblicizzato… Insomma a parole sarebbe sulla strada giusta, speriamo che anche i fatti lo siano.
    Purtroppo la maggioranza di Governo è sempre quella del governo giallorosso; Forza Italia e la Lega per ora hanno inciso molto poco, ma spero che stiano lavorando a piani a lungo termine che richiedono una preparazione più lunga ed accurata. Detto tra noi non ci sono alternative se non quella di uscire dal Governo Draghi e lasciare il pallino in mano alle sinistre, ma non credo sia conveniente.
    Certamente è un dolore quasi fisico, vedere che in Italia si fanno solo cose di sinistra (Moretti sarà felice): immigrazione, PA, Enti inutili, clientelismi, favoritismi, statalizzazioni, il tutto con la benedizione di Mattarella, dell’antipapa Francesco, delle Ong, delle Coop, dei Sindacati e chi più ne ha, più ne metta.
    Speriamo che il Generale Figliolo faccia vaccinare tutti gli italiani over 65 dando una possibilità anche a chi non vuole AstroZeneca, per poter ripartire in fretta e mettere in moto lavoro, occupazione, crescita, sviluppo e ricchezza.
    Purtroppo possiamo solo sperare, speriamo di non dover fare una robusta cura di Imodium!
    Un caro abbraccio

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