Diciamoci la verità qui non si tratta solo della continuità col passato del governo Draghi, perché ormai è ovvio che l’ex presidente della Bce non sia libero come dovrebbe, di fare e decidere, si tratta dell’accumulo di danni che dal 2018 a oggi si è verificato e innescato sopra una situazione precedente già drammatica di suo.

Del resto l’Italia si sa è arrivata alle elezioni del 2018 disastrata sia dal passato più lontano e sia dai 7 anni di Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, durante i quali sulla politica economica non se ne è azzeccata una, con Monti per il terrorismo e il drenaggio fiscale da sceriffo di Nottingham e con gli altri per la spesa allegra dei bonus e del clientelismo elettorale.

Insomma già nel 2018 crescevamo poco e molto meno degli altri, il debito continuava a salire al 130 percento del PIL, il sud continuava a perdere terreno rispetto al nord, la disoccupazione troppo alta, dei giovani che partivano dall’Italia per cercare lavoro poi non ne parliamo, del tasso di sviluppo e d’intrapresa pure, un quadro cupo, molto.

Dunque c’era da chiedersi perché l’Italia avesse questi problemi, troppe tasse su tutto e non solo sul lavoro? Burocrazia? troppo stato? troppe leggi demenziali? troppi livelli decisionali? troppi impiegati statali? Troppe spese inutili per Enti, Aziende? Troppi ostacoli agli investimenti, all’impresa? troppa guerra fra cittadini e Stato e tra contribuenti e fisco? Troppo lenta e ingiusta la giustizia?

Per farla breve qualunque classe politica con un minimo di cultura, di saggezza, preparazione e volontà, senso del civil servant, avrebbe posto mano alla soluzione dei problemi, fatto finalmente sia quelle riforme di cui si è solo parlato e sia quelle scelte per invertire la tendenza al sovraccarico di spesa pubblica, improduttiva, inutile, dannosa.

Ebbene dal 2018 a oggi con l’avvento al governo dei grillini, grazie alla complicità colpevole di Salvini, poi a quella ipocrita e peggiore delle sinistre cattocomuniste, il paese anziché invertire la tendenza è sprofondato all’inferno col debito cresciuto fino al 160 percento del Pil seppure per via del covid maledetto.

Del resto scusate, siamo tutti in attesa come fosse manna del recovery, un prestito di 200 e passa miliardi erogati a fettine in 5 anni sulla base di un piano di impieghi indicato dalla UE e condizionato da vincoli fiscali e da controlli in corso d’opera, insomma sembra che il recovery sia la salvezza e la fine dell’incubo della crisi da covid e da tutto il resto.

Eppure lo sapete che tra gialloverdi prima e giallorossi poi sono stati spesi, in 3 anni e senza controlli come sarà il recovery spalmato in 5, più dei 200 miliardi che aspettiamo dalla UE? tra reddito di cittadinanza, quota 100, bonus, monopattini, manovre, scostamenti, dpcm, ristori, ammortizzatori, negli ultimi 3 anni sono volati più di 200 miliardi senza che l’economia se ne accorgesse, tanto è vero che siamo alla disperazione.

Dunque come possiamo immaginare che col recovery tutto diventerà ricchezza, sviluppo e benessere, consumi, occupazione e crescita, investimenti e intrapresa se negli 3 anni, da quando al governo sono arrivati i grillini, si sono bruciati senza successo più miliardi di quelli che ci darà, ammesso che sia, il recovery stesso?

Ma se questo non bastasse in questi 3 anni compreso l’inizio Draghi, si è fatto peggio, perché mentre il segmento privato, che mantiene la baracca, era investito da una crisi da chiusura forzata per covid, senza precedenti e drammatica, anziché sostenerlo e aiutarlo adeguatamente come succede nel mondo, si è pensato a favorire e ingigantire l’apparato pubblico, gli statali insomma.

Col risultato che quando finirà la pandemia e dubitiamo, perché tra nuove ondate e mutazioni, ce la porteremo fino a che ci avranno spolpati, ridotti al sonno sociale e l’obbedienza totale, ci ritroveremo con un segmento privato produttivo decimato e disastrato e un apparato pubblico più costoso da mantenere, roba da matti perché anche le patrimoniali che certamente metteranno, per un verso non basteranno e per l’altro indurranno alla fuga produttiva e alla guerra definitiva con lo Stato.

Ecco perché scriviamo bene che vada ne usciremo a pezzi, perché abbiamo scritto che al Paese serva come il pane una opzione liberale, alternativa a quella statalista, assistenzialista e cattocomunista che da decenni ci rovina, impoverisce e trascina in basso, è proprio un fatto di cultura politica, economica sociale.

Per questo siamo ultimi, non cresciamo e se cresciamo è meno del dovuto, vi siete chiesti perché non si riesca a riformare la giustizia? La burocrazia? L’architettura statale a partire da quella regionale? Perché non passi un reset e una vera riforma fiscale? Perché il sindacato si occupi di politica e non del lavoro? Perché non si riesca a chiudere gli enti inutili? Perché si insista nel salvare baracconi e carrozzoni? Perché la previdenza resta attaccata all’assistenza e lo Stato infilato ovunque?

Perché da noi il Paese è in mano ai cattocomunisti, controllano tutto e anche quando il cdx vinse non fu capace né di governare né di creare le condizioni per una cultura nuova, liberale e alternativa alla sinistra, non è riuscito a formare una classe dirigente liberale che sostituisse quella padrona di tutto e dell’entrismo comunista, anzi il cdx quando ha governato è riuscito a potenziare quella che c’era, incredibile ma vero.

Ecco perché ne usciremo a pezzi e spaccati in due, fra l’apparato statale e quello privato, fra nord e sud, fra chi lavora e produce fatturato e chi lo consuma e basta, fra chi crea lavoro con l’impresa e chi con le leggi, speravamo in Draghi e speravamo nel cdx di governo, adesso speriamo solo nello stellone e nell’orgoglio degli Italiani brava gente, evviva l’Italia, la democrazia, abbasso il fascismo e abbasso il comunismo.

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1 COMMENTO

  1. Caro Alfredo, purtroppo il nostro futuro è nero come mai avremmo voluto. Ovviamente i danni fatti, gli sperperi, le mancette elettorali, le assunzioni a go go, gli enti fallimentari statalizzati (vedi MPS, Alitalia, Ilva…), i sindacati che la fanno da padrone… prima o poi dovevano presentare il conto.
    Ai danni fatti dalla politica comunista si sono aggiunti i danni ideologici fatti dagli anarcogrillini che grazie a Salvini sono stati sdoganati ed hanno subito imparato a sperperare il denaro pubblico per il proprio tornaconto.
    Alla disgrazia grillina purtroppo si è aggiunto il Covid che ci ha messo ancora più a terra; ovviamente comunisti, grillini, sindacati hanno pensato bene al proprio elettorato, assumendo nella PA, foraggiando Enti inutili, buttando soldi a pioggia al sud, con il risultato di aver aumentato il lavoro in nero, aver reso più conveniente stare in casa a percepire il reddito di cittadinanza piuttosto che andare a lavorare… con la conseguenza di aver aumentato il divario tra nord e sud.
    Così tra una mancetta e l’altra sono riusciti a metter mano ai risparmi degli italiani (in molti casi sono stati usati per sopravvivere), ma soprattutto sono riusciti a buttare alle ortiche 200 miliardi senza aver smosso il Pil di un millesimo. Pertanto la tua domanda sui 200 miliardi del Recovery è più che legittima: come potranno i 200 miliardi a prestito del Recovery sistemare le cose, che sono veramente tante, se fino ad oggi non hanno fatto nulla? Ovviamente è una domanda retorica perché per ristabilire le cose in Italia forse ci vorrebbero almeno 500 miliardi, ma soprattutto gestiti senza comunisti e sindacati tra i piedi.
    Oggi ci troviamo con l’Italia divisa in due, tra protetti e non protetti, tra PA e partite Iva, tra Italia produttiva ed Italia improduttiva, tra un nord che cerca di ripartire tra mille difficoltà ed il sud che cerca di sopravvivere con il reddito di cittadinanza.
    La classe politica giallorossa dovrebbe essere messa in piazza alla gogna per i danni che ha creato, le bugie dette, le promesse non mantenute ed invece è ancora lì che scalpita, che condiziona pesantemente il governo Draghi, che continua a fare i suoi interessi aiutata anche da una magistratura orba che da quella parte non vede. In tutto questo dai sondaggi viene fuori che CSX e CDX sono al 50%, ma ovviamente il 50% del CSX è quello che va a votare e quindi poi governerà.
    Evidentemente siamo un popolo di masochisti a cui piace lamentarsi, criticare, pontificare, ma andare a votare usando il cervello per cercare di cambiare veramente le cose è una cosa da proletari, il 50% degli italiani di CDX non si sporcano le mani con una matita copiativa.
    E allora non lamentiamoci se faranno patrimoniali (perché le dovranno fare per forza), non lamentiamoci se aumenteranno le tasse ai redditi medio-alti (perché le dovranno fare per forza), non lamentiamoci se imbriglieranno la libera iniziativa in mille lacci e lacciuoli (perché le dovranno fare per forza), non lamentiamoci se comunisti, anarcogrillini, sindacati, centri sociali, Lgbt, cooperative, clandestini, delinquenti… la faranno da padrone in Italia…queste e molte altre sono le conseguenze di non andare a votare o votare con la pancia, eppure l’esperienza grillina avrebbe dovuto insegnarci qualcosa. Un caro abbraccio

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