Ci stiamo chiedendo -in maniera particolare in questi giorni di sofferenza- quale possa essere il valore/limite per la cd. “soglia del dolore” della nostra nazione.
Cioè quel livello di tormento  che non può essere superato nella vita comunitaria per non provocare
l’esplosione di una vera e propria rivolta civile.
Ovvero, per essere più precisi, di quanto le politiche economiche, sociali, previdenziali e pure clientelari, abbiano -di fatto- innalzato il grado di sopportazione civica per una nazione che è pur sempre uno degli assi portanti della UE.
Ebbene guardando i Tg; o lo sciamano cornuto imitatore del modello originale USA; o quegli pseudo-giovani-perdigiorno  di destra che di solito manifestano sguaiati davanti a Montecitorio in attesa della imprudenza del povero Agente che -esausto di prenderle- perde il proprio self-control non facendo comprendere il giusto e sacrosanto grido di dolore che lanciano commercianti e artigiani, ci siamo risposti che tale soglia sia -qui da noi- molto più elevata di quel che si creda.
Collocata ben più in alto di quella che pure possiedono altri Paesi che sono piegati in due dalle chiusure del lockdown.    Perché?
Diciamola tutta la verità.
È pur vero che questa nostra nazione é, in larghissima misura, nutrita dalla economia del commercio, dell’artigianato e del turismo. E pure quella che origina, come domanda di semilavorati, da industrie straniere, tedesche in primis.  Da quegli (in statistica) “altri” che risentono molto più di noi del crollo di domanda industriale senza aggettivi su scala globale.
Ma vive pure di luce propria, questa nostra Italia.
Che è, in altrettanto larga misura (solo ora lo vediamo), pure rappresentata da una Pubblica Amministrazione obesa fin che si vuole ma che, a fine mese, ti accredita in banca lo stipendio; ovvero ti bonifica le pensioni; ovvero ancora -in via diretta e imperfetta- i cd.”ristori; o, infine, tutte le provvidenze di varia natura.
Senza conteggiare tutte le forme gratuite di assistenza medica, sanitaria e previdenziale, anche extra-Covid.
Vogliamo dire, cioè, che quella soglia di cui si ragionava in premessa è ben più elevata di quella di cui erano dotate -che ne so?- le popolazioni francesi o sovietiche prima delle Rivoluzioni.
È vero: quei popoli avevano pure minori pretese, esigenze minime vitali e anche di …spese fisse… rispetto a quelle che deve affrontare l’uomo di oggi.
Ma questi semplici concetti dovremmo farceli pur entrare in testa noi che -per dirla tutta- alla fine di un intero biennio di “stop&go” saremmo tutti morti di fame non più tardi di 100 fa.
Dovremmo partire sempre da questa dote di consapevolezza per dirci forte e chiaro che questo modello di Stato ha pure un senso (alla Spencer2, non alla Spencer1) anche per i più fini cultori di ogni evoluzione purista liberale.
Uno Stato che potrà (e dovrà) essere -è vero- sottoposto senza ombra di dubbio alcuno ad una poderosa dieta LIGHT, ma che non è poi così più di tanto “storto”.
È chiaro comunque che abbiamo ancora di fronte un lunghissimo cammino nel deserto.
Che dovremmo ancora compiere, con delle bisacce sempre più sgonfie; ma pure confidiamo che l’arrivo regolare dei vaccini e la proverbiale pazienza di un popolo che ne ha attraversate di tutti i colori facciano il resto.
1424

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here