Come nella “Canzona di Bacco” di Lorenzo il Magnifico, il domani del paese non solo non è certo ma pieno di rischi, gli stessi che Draghi ha dichiarato di essersi presi decretando le riaperture, seppure all’italiana, a partire dal 26 prossimo.

Innanzitutto vogliamo esprimere solidarietà a Salvini per l’incredibile rinvio a giudizio che ha subito a Palermo, sulla storia di Open Arm, una vicenda, questa del processo al Leader del cdx, che spiega ancora meglio la lettura di tanti passaggi del libro di Sallusti sul caso “Palamara”, sembra assurdo eppure è vero.

Come è incredibile per certi versi la storia degli avvisi di garanzia a Sansonetti, il direttore del Riformista, un giornale libero e importante la cui voce deve restare viva assolutamente, sia chiaro noi siamo dalla parte opposta di Sansonetti, ma sul garantismo e sulla solidarietà per l’onestà intellettuale non arretreremo mai.

Dopodiché tornando a noi, vorremmo sollevare Forza Italia e lega dall’idea di essere state determinanti nella scelta di riaprire, visto che la decisione è arrivata per la spinta della piazza esasperata dal nord al sud, e per evitare che la rabbia motivata degli operatori degenerasse in peggio.

Dunque il cdx di governo nulla c’entra col fatto che dal 26 sarà apertura, un’apertura all’Italiana, incomprensibile cioè, perché da noi la politica è specializzata a complicare le cose, tanto è vero che si riapre di sera ma col limite delle 22 che non si capisce, come non si capisce quello delle 4 persone a tavolo, almeno così sembra, insomma se il tavolo è grande abbastanza perché solo 4 persone piuttosto che 6 per esempio?

Sia come sia il governo ha preso atto, real politk, di una situazione oramai insostenibile degli esercenti chiusi da più di un anno e ridotti al lumicino dagli sbagli demenziali giallorossi, ecco perchéalla fine è stata la piazza a protestare, come noi protestiamo da tempo, assieme a pochi altri “politicamente scorretti” sulle responsabilità del Conte bis e in misura molto minore del governo attuale insediato da poco.

Per farla breve il Premier ha assunto il rischio di riaprire contro la volontà del Ministro Speranza e dei suoi consulenti, per carità tanto di cappello a Draghi, ma si tratta di buon senso e basta, non ci voleva la scienza infusa per capire che tirare oltre la corda sarebbe stato pericolosissimo.

La realtà è che se avessimo avuto in questi 12 mesi passati un governo capace non saremmo mai arrivati a tanto, come non ci sono arrivati gli altri partner Europei che non solo vanno meglio, ma sono già in fase di ripartenza.

Ecco perché Draghi parla di rischio, anche se e lo diciamo con rispetto, fa finta di dimenticare che fino ad ora il rischio è stato sulle spalle di una sola categoria, perché quella degli statali è stata favorita come è più di sempre, insomma una delle tante assurdità italiane, perché se dall’inizio si fosse capito chi aiutare veramente, non saremmo arrivati alla rabbia, esasperazione, al rischio di rivolta concreto.

Del resto in un anno i giallorossi non ne hanno azzeccata una, dagli stop and go, ai colori regionali, alle misure anticostituzionali, al piano vaccinale, allo sperpero di 160 miliardi, una cifra colossale con risultati peggiorativi, i monopattini sono un pericolo costante, il reddito esteso senzacontrolli che favorisce anche l’immigrazione illegale, quota 100 che non ha sortito l’effetto sostituzione, i navigator un flop, i bonus inutili e complicati, i ristori una presa in giro.

Oltretutto a proposito di immigrazione è la stessa Frontex, per voce del suo direttore, ad avvertire che nei prossimi mesi complice la stagione, la diminuzione della pandemia e così via, l’Italia sarà presa d’assalto dai barconi, visto che con l’attuale governo si parla di jus soli e reddito di cittadinanza a gogò per tutti e senza controlli.

Per farla breve allo stato di rabbia generale, alla possibilità che la piazza si incendiasse sul serio, ci siamo arrivati perché i giallorossi per un anno intero, ma anche questo governo nei primi passi, a tutto hanno pensato fuorché a chi era esasperato, snervato da provvedimenti politicamente ed economicamente demenziali, ecco perché Draghi ha cambiato strada, altroché pressioni della lega.

E adesso il rischio vero, non è tanto quello a cui pensa Draghi, cioè della possibile marcia indietro sulle aperture, ma dell’utilizzo del debito e del recovery, perché da noi in tutta la storia il debito è sempre stato usato male, in modo, appunto, cattivo, col debito anziché la leva per salire ci abbiamo comprato la pala per scavare la fossa, ecco perché siamo arrivati al 160 percento del PIL.

Dunque sperare che adesso per via di un miracolo in Italia si spenda bene, si spenda per crescere sul serio e in modo sufficiente a sostenere sia il servizio del debito e sia le necessità di crescita e d’investimento ulteriore è veramente un azzardo di speranza, sia chiaro non il ministro che di speranza ha solo il cognome.

L’Italia del resto è cresciuta a ritmi stratosferici solo nei famosi anni del miracolo, a cavallo del 50 e del 60, perché allora i vincoli all’impresa erano minimi, le tasse molto basse, l’apparato statale ancora non era un leviatano, c’erano meno leggi e più libertà d’azione, non esistevano mille enti pubblici interferenti e ostativi, non c’era o quasi la burocrazia, insomma l’opposto esatto di adesso.

Ecco perché l’ottimismo di Draghi sul debito buono per fare crescita è da vedere se non si ha la forza di cambiare dalla a alla z il sistema Paese, un sistema che per sua natura finito il miracolo economico, morto Einaudi insomma, morta con lui l’opzione liberale, è cresciuto al socialismo reale, alla maniera del tuttostatale, col metodo DC e PCI, è cresciuto così tanto da diventare un leviatano da fare impallidire sia Hobbes e sia Einstein col suo universo in espansione.

Perché l’Italia coll’apparato statale che si ritrova non solo deve sopportare costi da paura, la spesa pubblica sfiora i 1000 miliardi, ma deve fare i conti con una burocrazia folle che ne rappresenta l’essenza, insomma l’apparato pubblico è burocrazia.

Così come la democrazia è procedura, ragione per cui meno leggi significa più semplicità, più velocità e meno costi di funzionamento, anche qui l’esatto contrario che da noi, perché in decenni il cattocomunismo ha sfornato un numero sconfinato di leggi inutili, dannose, spesso confliggenti, una pazzia che blocca e rallenta sia la crescita che l’economia.

Per questo servirebbe l’opzione liberale, alternativa a quella cattocomunista di sinistra, servirebbero le riforme, del fisco, dell’architettura statale, della giustizia, della burocrazia, della previdenza, del negozio giuridico del lavoro, della scuola, servirebbe una nuova cultura liberale proprio per la salvezza nazionale.

Solo così l’ottimismo Draghi sul debito, sul recovery, sui numeri della crescita, del futuro verde e sostenibile economicamente e socialmente, con la più moderna tecnologia assieme alla tradizione nostrana, potrà avere senso e compimento, altrimenti senza il coraggio di riformare, eliminare l’opzione cattocomunista che ha invaso i gangli del paese portandolo allo sfascio che viviamo, saranno ancora guai, tasse e spese cattive e improduttive.

Evviva la libertà, il pensiero democratico e liberale, evviva l’Italia, abbasso il fascismo e abbasso il comunismo.

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1 COMMENTO

  1. Caro Alfredo, mi unisco alla tua solidarietà a Salvini per l’incredibile rinvio a giudizio, ma vorrei capire perché Mattarella, che è il capo del CSM non ha speso una parola per questo chiarissimo processo politico che costerà agli italiani migliaia di soldi inutilmente. Evidentemente a qualcuno sta bene che Salvini vada a processo anche se non ci sono i presupposti. Purtroppo la Cartabia tace e non accenna minimamente ad una riforma della Giustizia che elimini queste storture del Diritto.
    Tornando a noi, anche io sono sicuro che Lega e Forza Italia c’entrano molto poco con le riaperture, dato che il loro peso specifico dentro il Governo è pari a zero. Piuttosto le continue sollevazioni della piazza con feriti da ogni parte evidentemente hanno indotto Draghi a mettere un freno al CTS che è alla ricerca disperata del rischio zero, ma solo quando la metà degli italiani che non sono protetti da un sicuro stipendio statale, saranno purtroppo morti di fame o di Covid. Allora hanno fatto una riapertura all’italiana, un po’ si ed un po’ no, il classico vecchio modo di tenere il piede in due staffe per poter sempre dire: “vi ho accontentati e questi sono i risultati”. Ovviamente speriamo che gli italiani si comportino bene e non facciano assembramenti, apericena, festini e quant’altro che possa riempire gli ospedali.
    La speranza invece è che riprenda l’economia, che gli italiani con la loro creatività creino ricchezza, lavoro e paghino tasse perché oltre al debito mostruoso che abbiamo, ogni anno dobbiamo pagare più di un miliardo per mantenere l’esercito di persone assunte nella PA. Ovviamente molte lavorano sodo e bene, ma ce ne sono altrettante che vanno in ufficio per leggere il giornale in santa pace, o scegliere il lavoro da casa per fare i propri interessi o addirittura passare solo il 27 a ritirare l’assegno (ma neppure quello perché gli arriva il bonifico direttamente sul conto). Con la metà di dipendenti statali preparati, motivati, incentivati, attenti, potremmo fare lo stesso lavoro, ma molto meglio.
    Solo un governo forte di CDX coeso, lungimirante e determinato potrebbe cercare di rimediare ai danni fatti da tanti anni di governi di sinistra e non ultimo dai danni ancora più grandi creati dai popolani incapaci ed anarchici voluti al governo dagli italiani incavolati. Forse se uno è incavolato non deve fare nulla, ma aspettare di essersi calmato, perché agendo d’impeto farà sempre la cosa sbagliata. Per chi non l’avesse capito se siamo in questa situazione disastrosa dobbiamo solo ringraziare quegli 8 milioni di italiani che sull’onda dell’emotività hanno pensato di poter cambiare le cose mandando in Parlamento degli incapaci ignoranti il cui unico merito era di aver venduto Coca Cola allo Stadio San Paolo. Certo c’è anche una emergenza sanitaria, ma altri Paesi l’hanno superata con molti meno danni e molti meno debiti di noi.
    Tra comunisti, grillini, sindacati, ong, cooperative, centri sociali, magistratura politicizzata (ma Palamara non ha insegnato nulla?) … stanno distruggendo l’Italia e spero che gli italiani se ne rendano conto e questa volta usino, ma usino davvero quelle matita copiativa in maniera seria, ponderata e ragionata. Se poi non sarà così, almeno non si lamentino. Un caro abbraccio

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