È della fine della scorsa settimana la turbante notizia che la Cina è già operativamente attiva e che la crescita del suo PIL si attesta a oltre il 10%.
Ripartita molto  prima del resto del mondo, la Cina.   Perché?
Com’è possibile che il Paese più popolato del globo; con tante genti ammassate le une sulle altre nelle metropoli, ovvero assai derelitte in quelle che sono delle sconfinate pianure o territori montuosi; una nazione che -in larga misura- è per molte parti di fatto arretrata (tranne l’area orientale Pacifica), abbia potuto già risorgere: anticipando fianco anche l’assai prospero mondo occidentale?
Qua qualcosa non torna: o loro avano già il vaccino e non ne hanno informato L’OMS, o era sufficiente un solo stupido lokdown -in poche città- da far rispettare per fermare la bestia?
Fatto sta che loro sono già attivi e noi brancoliamo ancora: prostrati ginocchio tra chiusure e riaperture, proteste e… protesti.
Che tipo di sfida è mai questa?
E gli USA?
Rimasti pur basíti ad opera dello stolto negazionismo di Trump sono stati falcidiati assai, prima che Joe Biden -reagendo prontamente come deve fare il Comandante in Capo-, abnia riportatoqiasi in linea la nazione di riferimento del mondo occidentale.     Bene. Anzi male.
La Cina sta giocando da sola, come al solito, infischiandosene del resto del mondo.
Anche in materia ambientale, per esempio.
Ragioniamo sui diversi scenari di impostazione che ci sono.
Com’è possibile far coesistere una dotazione infrastrutturale di qualità per trasportare le persone e le merci, con la creazione di un ambiente mondiale più salubre?Generatore di minime emissioni carboniche (CO2) nella atmosfera che è pur sempre un bene di tutti?
È questo l’altuistico obiettivo che la UE vorrebbe affrontare con una serie di azioni calibrate (come termini) su questo decennio  e su quelli successivi (2050).
Mentre il primo progetto atterrà la struttura portante -di fatto lo scheletro-  della Rete TEN-T e coinvolgerà da subito il Nord e il Centro Italia, il secondo è previsto toccare le parti più estreme del paese, interessando pure il Mezzogiorno e con prolungamento verso il Continente Africano (allo stato attuale il Marocco).
Poi, tra l’altro, le emissioni di CO2 italiane potrebbero essere ancor più contenute: trasferendo buona parte del traffico su gomma sul ferro.
È questa una forte e altruistica iniziativa avente ampia valenza internazionale e, come si può ben capire, si pone in totale alternativa al progetto cinese: quello di puntare tutto sul trasporto marittimo, ben più inquinante, che utilizza gli hub portuali -anche italiani- da parte delle sino-navi.
Ciò sottolinea, ancor di più, come strategie europee e asiatiche di fatto confliggano.
Svegliatevi bambine!
È  in pieno corso una guerra commerciale e di trasporti con la Cina.
E non è affatto detto che i colpi bassi non possano proseguire….
Troppi sospetti si cumulano ormai.
Anche perchè, rimanendo in tema trasporti internazionali, il progetto UE  è previsto penetri l’Africa.
Un Continente, questo, dove -in particolar modo in campo energetico- la stessa Cina ha scomesso molto.
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2 COMMENTI

  1. Si sa che la Cina in fatto di diritti umani ambiente e libertà non primeggia certo, purtroppo vivere in democrazia comporta uno scotto salato da pagare, non importa sono sicura che il bene vince sul male a lungo andare chi si comporta bene alla lunga vince

    • È un pó il prezzo che pagano le democrazie anche con questo virus. I “cattivi” fanno stare la gente rinchiusa in casa. I “buoni” sono quelli del…. tana liberi tutti Solo che i primi hanno il senso civico del buon padre di famiglia, i secondi prendono i voti! Non ci è bastata la lezione M5S?

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