Come la risposta di Rhett Butler a Rossella O’Hara alla fine di Via col Vento, alla domanda, che ne sarà di me?  Francamente me ne infischio, così scriviamo noi rispetto allo show inopportuno, aberrante e tracotante di Grillo, sulla vicenda giudiziaria del figlio.

Saranno i giudici a stabilire quel che ci sarà da stabilire, del resto quale ragione avrebbe Beppe Grillo a trasalire di bile e rabbia, vista la sua storica fiducia nella magistratura? Visto il suo appoggio incondizionato al giustizialismo, vista la politica forcaiola del movimento che ha creato e modellato a sua immagine e somiglianza?

Anzi al contrario dovrebbe essere tranquillo, in buone mani, sicuro di un giudizio terzo e oggettivo, piuttosto che travasare collera e amaro dalla bocca, dopodiché per noi, che all’opposto dei grillini siamo garantisti, la galera non si augura a nessuno, meno che mai prima del tempo.

Noi non siamo come Lui che spara vaffa e insulti al resto del mondo, che offende e insolentisce chiunque, basterebbe ricordare le aggettivazioni su Berlusconi per non parlare del resto dei politici che un tempo “odiava” salvo poi andarci a braccetto, psiconano compreso, come succede adesso nel governo Draghi.

Noi non siamo quelli della scatoletta di tonno, quelli della casta da estirpare e castigare, non siamo i rappresentanti del partito di Bibbiano, ecco perché ce ne infischiamo, ecco perché sarà quel che dovrà essere sulla base dei fatti verificati dalla magistratura sul caso Grillo junior.

Dopodiché un’idea l’abbiamo e diciamo brava all’avvocato Bongiorno sull’acquisizione del video come prova a carico, perché gli show su fatti delicati , fanno male, si può pure essere Joker come ha scelto Grillo, ma est modus in rebus, ai tempi nostri le ragazzate di 4 coglioni erano ben altro di quel che abbiamo visto, questo è il problema d’oggi su cui tutti dovremmo riflettere, sui problemi gravi della gioventù e sul cosa fare sia come genitori e sia come società e politica, per risolvere e aiutare.

Ai tempi nostri Facevamo i gavettoni, la stira, seppure parziale, a qualche amico rompiscatole, smontavamo qualche pezzo delle moto o motorini per dispetto, ci attaccavamo sopra qualche fastidioso biglietto, telefonate notturne e silenziose, ma nulla di lontanamente paragonabile alla violenza e brutalità di troppe cose che sentiamo oggi e ovunque, basta leggere i giornali per capire la dimensione del problema.

Ecco perché sarà quel che deciderà il tribunale e siccome i grillini hanno sempre detto che le sentenze vanno rispettate e ripongono fiducia assoluta nella terzietà e autonomia dei magistrati, che piaccia o meno a Grillo, andrà come dovrà andare.

Insomma non bisognerebbe abboccare alle trappole grilline, che vogliono esaltare i casi, dare risalto pur di distrarre l’attenzione o spostarla altrove, mettere in caciara pure le cose peggiori, esecrabili e ingiustificabili, fare gli show per lanciare messaggi trasversali, ecco perché la risposta di Butler a Rossella calza a pennello.

Piuttosto c’è da chiedersi come si possa governarci assieme, esserci alleati e condividere il governo, con quale dose di ipocrisia preparaci una coalizione stabile come fa il pd, perché sia chiaro i 5 stelle sono Grillo, e il suo pensiero in tutto e per tutto, noi infatti attaccammo Salvini, il primo a commettere l’errore di starci insieme, perché coi grillini nell’esecutivo è iniziato il precipizio del paese, basti pensare ai governi Conte.

Precipizio che non si è certo fermato col governo Draghi, perché la linea, lo vediamo, è giallorossa, inutile farsi confondere da qualche contentino del tipo riaperture, perché a leggere i limiti, le condizioni, le carte necessarie, i certificati richiesti, le regole imposte per riaprire e solo in parte, passa la voglia e viene il mal di testa, l’esaurimento e il rompicapo, alla faccia della semplificazione e dell’aiuto alla riapertura delle attività.

Ecco perché è cambiato poco, anzi c’è stato l’annuncio di Draghi che col covid non finirà qui, per eventuali nuove ondate e sia per possibili nuove pandemie, come a dire mettetevi l’anima in pace e la mascherina incollata al viso, vogliono ridurci veramente a un gregge silente ed obbediente controllato dai pastori maremmani, altroché l’immunità, il ritorno alla normalità e alla libertà, l’habeas corpus insomma.

Trilussa, il grande poeta e senatore Romano, riferendosi al ciclo e alla durata della vita  scrisse “La strada è lunga, ma er de più l’ho fatto”, così diciamo noi sperando in un futuro che sia migliore, sperando…….

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1 COMMENTO

  1. Caro Alfredo, se devo essere proprio sincero sono diviso in due, una parte di me come Rhett Butler me ne infischia, ma un’altra parte di me è molto soddisfatta della sceneggiata video di Grillo. Sicuramente lui per due anni con Bonafede alla (in)Giustizia è stato tranquillo e sicuro che non sarebbe successo nulla e allora poteva sbraitare sulla correttezza dei magistrati e della Giustizia, infangando persone in ogni modo. Purtroppo per lui la situazione è cambiata ed ora le cause “ferme” per opportunità, vanno avanti normalmente e allora a Grillo non sta più bene che la Magistratura si arroghi il diritto di mettere suo figlio sotto inchiesta o far andare avanti una indagine che potrebbe portare anche al processo.
    A Grillo tutto questo certamente non giova, al suo posto cambierei avvocato che l’ha consigliato, perché non è solo lo sfogo di un padre, ma un’arringa politica contro la magistratura che ha osato riprendere le indagini contro un ragazzo che ha fatto una cretinata e contro una donna che consenziente ha avuto ripetuti rapporti sessuali con ben 4 ragazzi allupati e che comunque le interessava poco visto che si è ricordata di denunciare il fatto solo dopo parecchie ore.
    Caro Grillo non credo che una ragazza sobria si sarebbe sottoposta ad un tour di force con quattro persone, salvo poi denunciare tutti per stupro. Ovviamente sarà la Magistratura a decidere fatti e colpe, ma certamente Grillo non ha fatto bene alla causa del figlio, il quale merita due parole perché evidentemente non è solo colpa sua se con altri tre amici ha stuprato una ragazzina, che a detta del padre se l’era cercata. Evidentemente sentita anche la madre del ragazzo, nonché moglie di Grillo, che ha dato della puttana alla ragazzina, questo era il pensiero di casa e la conseguente educazione dei figli.
    Se questa del figlio di Grillo è una ragazzata, evidentemente in casa non hanno una grande stima delle donne e anni di lotte fatte da loro per tutelare i propri diritti, sono state mandate in fumo in pochi attimi. In un attimo Grillo ha inguaiato il figlio, inguaiato il Movimento di cui è il Garante e mi auguro che l’avvocato Buongiorno faccia ben valere i diritti della povera figliola, che è stata prima ubriacata e poi stuprata. Certo anche noi siamo stati ragazzi ed abbiamo fatto tante coglionate, ma come dici te erano sempre nei limiti, per via dell’educazione ricevuta. Forse ai nostri tempi eravamo molto più maschilisti di oggi, ma c’era il rispetto per gli altri e non si andava mai oltre lo scherzo, magari pesante, ma sempre scherzo.
    Oggi Grillo scopre sulla sua pelle quello che ha fatto e augurato agli altri e sinceramente non mi dispiace il detto: “Un po’ per uno in braccio a mamma”.
    Ma forse la sua paura è quella di dover sborsare molti soldi se il figlio sarà riconosciuto colpevole e questa credo che sarebbe la sua peggiore condanna. Per uno che ha distrutto l’Italia solo per fare soldi con l’amico Casaleggio, credo che non ci sia nulla di peggio.
    Spero che questa uscita faccia anche riflettere sia coloro che lo hanno votato, sia coloro che sono stati eletti con i suoi voti. La grossa cazzata l’hanno fatta quelli che lo hanno votato.
    Un caro abbraccio

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