Sia chiaro l’autorevolezza di Draghi non si discute, ci torniamo per evitare che qualche prevenuto possa dire che mettiamo in discussione il Premier, non è così e basterebbe rileggere una quantità di articoli nei quali abbiamo sempre elogiato l’ex Presidente BCE.

Ciononostante e vale per tutti, non sempre i più bravi riescono meglio, non sempre sono liberi di agire e disporre come vorrebbero, in politica poi, specialmente quando a dettare la linea c’è una maggioranza cattocomunista e grillina, che rappresenta l’essenza dell’ipocrisia politica.

Ecco perché non ci colpiscono gli elogi al discorso alla Camera del Premier, si giudica l’enfasi, l’eloquenza e la forma, ben più della sostanza, per questo i discorsi, specialmente quelli importanti ed istituzionali vengono curati nei dettagli romantici e suggestivi.

Sul piano nazionale di ripresa e resilienza, brutta parola per dire resistenza, c’è molto più da vedere nella sostanza, capacità di fare del sistema Italia, di andare a dama, che del fascino esegetico delle parole.

Ebbene sull’importanza vitale di mettere a frutto il Recovery viene da porsi la prima domanda, è mai possibile che per una decisione che determinerà il destino del Paese e di 60 milioni di cittadini, vengano concesse poco più di 48 ore di verifica in parlamento? Alla faccia del caciocavallo direbbe Totò.

Ma se questo non bastasse è mai possibile consegnare in poche settimane il futuro dell’Italia ad un gruppo di consulenti McKinsey, a qualche esperto del ministero e un po’ di politici di questa o quella delegazione?  insomma è tutto all’italiana, tanto è vero che il recovery sembra il libro dei sogni.

Per non dire che Draghi sa bene di esprimersi con vaghezza quando afferma che non dovranno esserci visioni di parte, perché ogni decisione strategica, economica e sociale è per definizione dettata da una linea di pensiero, da un indirizzo politico preciso, inutile appellarsi alla speranza del contrario.

Figuriamoci poi in un governo di contrari e non solo sinistra e destra, ma negli schieramenti con diverse correnti all’arma bianca fra di loro, basterebbe vedere ciò che sta accadendo nei grillini, nel PD e nello stesso cdx di governo e non, per capire il clima da Vietnam col quale ci apprestiamo a scrivere il futuro del Paese.

Insomma sembra come se nessuno lo sapesse, se nessuno avesse immaginato che impedire il voto che avrebbe consegnato al paese una maggioranza chiara e coesa, un governo conseguente con un programma condiviso sottoposto agli italiani, avrebbe creato le peggiori condizioni per affrontare la pandemia, la crisi economica e sociale, la preparazione del Recovery, il futuro in generale.

Era ovvio che consegnare il paese ai giallorossi, avrebbe significato condannare gli italiani al peggio, a sprecare tempo prezioso, a vedere bruciate risorse enormi per idiozie economiche anziché per lo sviluppo e il contrasto al covid, ecco perché siamo arrivati a Draghi, siamo gli ultimi in Europa, perché è tutto molto più difficile e incerto, sia sul Recovery che sul futuro del paese.

Del resto basterebbe pensare alle precondizioni necessarie per il rapido e ottimale utilizzo dei 230 miliardi complessivi, parliamo di riforme, di apparato, di armonia politica, tre argomenti sui quali non solo siamo all’anno zero ma difficilmente passeremo all’anno uno, bene che vada ci fermeremo in mezzo.

Sulle riforme immaginare che un governo di contrari e in pochi mesi visto che si parla di tutto entro quest’anno è impensabile, anche perché parliamo di giustizia, fisco, lavoro, P.A., di problemi che per decenni non sono stati risolti figuriamoci in 7 mesi, al massimo ci sarà qualche toppa a colori come sempre è stato.

Tanto è vero che sulla P.A. si parla di assunzioni, da noi quando lo stato non funziona è sempre perché sono pochi gli impiegati, sul fisco idem con l’aggravante che coi comunisti avidi d’esproprio si prospetta la solita caccia all’evasore che se in punta di principio è sacrosanta in punta di diritto diventa un abuso di potere sul contribuente, col risultato d’ottenere effetti controproducenti, tutt’altro servirebbe per combattere l’evasione seriamente e senza terrore.

Ecco perché una totale pace fiscale preventiva sarebbe indispensabile prima di mettere mano alle norme sulle tasse, altroché cartelle, avvisi e letterine che si annunciano in arrivo agli italiani già esasperati dalla crisi da chiusure, pensate in quale clima arriverà la riforma, per non dire quello che accadrà sulla patrimoniale, stavolta la rivolta.

Per non parlare della burocrazia che è fatta di uffici inutili, Enti inutili, dipartimenti inutili, leggi inutili e che si vuole riformare anziché tagliando con l’accetta assumendo altro personale e regolando lo Smart working che di suo è un problema.

Dulcis in fundo la giustizia, la proposta che gira è un lifting leggero, dopo il caso “Palamara” andava smontato l’apparato e riscritto da capo, separazione carriere, CSM e correnti, responsabilità civile, concorsi, ben altro insomma.

Per questo diciamo che il recovery è un libro dei sogni, per non dire che l’Italia è abituata ai sogni diventati incubi di spesa, imbrogli, fallimenti, basterebbe pensare alla cassa per il mezzogiorno, il cui costo se fosse attualizzato sia in valore e sia in potere d’acquisto farebbe impallidire il Pnrr.

Dopodiché l’Italia è capace di tutto, in qualche modo per via della genialità, creatività, adattabilità, per via della capacità a trovare sempre una via d’uscita, anche stavolta ne uscirà fuori, ma come? lo vedremo anche perché prima o poi voteremo e giudicheremo sia i risultati della politica e sia la capacità di scelta degli elettori.

Evviva L’Italia evviva gli italiani, che Dio ce la mandi buona.

 

 

 

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1 COMMENTO

  1. Caro Alfredo, sicuramente nessuno di noi mette in dubbio l’autorevolezza di Draghi, il mio sogno sarebbe averlo come Presidente della Repubblica o ancora meglio come Premier di un Governo di CDX per poi fare il PdR, ma eletto dagli elettori e non dai politici.
    Per quanto belli i due discorsi alle Camere, non ci entusiasmano più di tanto, è chiaro che è lui a dettare le linee guida, ma poi è il ghostwriter a buttarlo giù con dettagli più o meno suggestivi; lui ci mette la faccia e la sua eloquenza.
    Circa la resilienza non mi piace il termine, ma mi piace la definizione del termine che troviamo sulla Treccani: “In psicologia, la capacità di reagire a traumi e difficoltà, recuperando l’equilibrio psicologico attraverso la mobilitazione delle risorse interiori e la riorganizzazione in chiave positiva della struttura della personalità”. Più che resistenza, parola ormai sinonimo di comunismo becero, è una reazione del cervello a fattori negativi.
    E qui veniamo al nocciolo della questione, non credo che ci sia una persona intelligente che possa credere che quanto detto da Draghi si potrà mai attuare con questo Governo. Lui ha enunciato un libro dei sogni, ha elencato una serie di cose che sarebbero necessarie all’Italia per fare un salto di qualità, ma anche lui sa perfettamente che la maggioranza del PD, LeU, M5S e cespugli vari, su molte cose non sono d’accordo e con quella maggioranza sarà molto difficile fare ogni riforma necessaria.
    Verrà sicuramente fatto il minimo necessario per soddisfare la UE ed avere il malloppo, ma sicuramente non sarà sufficiente per risolvere i nostri problemi; Giustizia, Fisco, Lavoro, PA, Burocrazia sono argomenti molto complessi ed in pochi mesi si potranno solo mettere alcune toppe.
    Pensate alla burocrazia che è l’arma di potere della PA, smantellarla significherebbe smantellare la PA ed allora per tenerli buoni pensano di assumere altri 150.000 addetti, ma senza una riforma vera in senso meritocratico, incentivante, non si va da nessuna parte. D’altra parte fare la riforma significherebbe mettere fuori gioco i sindacati che non avrebbero più potere e con questa maggioranza al Governo la vedo molto, ma molto difficile.
    Stesso discorso sulla Giustizia, verrà fatto un leggero maquillage che solo apparentemente potrà modificare le cose, soprattutto sulla durata dei procedimenti, ma divisione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati, uscita dalla magistratura se si intraprende qualsiasi strada politica, elezioni del CSM, non credo verranno affrontati e tanto meno risolti.
    Come dici te siamo italiani e la genialità, la capacità, l’adattabilità e soprattutto la creatività ci permetteranno di trovare una via d’uscita, anche se non sarà la migliore. Per quella dovremo attendere che si vada a votare e dovremo sperare che gli italiani si rinsaviscano ed utilizzino il voto in maniera migliore di come è stato fatto ultimamente.
    Un caro abbraccio

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