Con lo strappo di ieri sul coprifuoco, tra Lega, Forza Italia e fratelli d’Italia si è allargato il solco che si era aperto sulla partecipazione al governo Draghi, insomma che piaccia o meno e a noi non piace, il centrodestra si divide e viaggia verso la dissoluzione.

In fondo è dal voto del 2018 che tra Salvini, Berlusconi e la Meloni si è iniziata una strada di distinguo e divisioni, di stop and go su molte questioni, di sfide inutili e dannose su troppe cose.

Del resto fu Salvini a dare il via alle divisioni con l’accordo politicamente demenziale per il governo gialloverde, fu l’inizio di fratture ricomposte sempre più fatica tra alleati, nonostante le vittorie inanellate alle elezioni amministrative in questi 3 anni.

Perché il paradosso vuole che mentre gli italiani confermavano, come confermano ancora, la preferenza per un centrodestra unito, schierato chiaramente contro il centrosinistra, tanto è vero che alle regionali è stato un crescendo di vittorie, i tre leader hanno iniziato a dividersi sempre di più.

Inutile raccontare l’elenco dei dubbi ambiguità, degli addii dentro Forza Italia, insomma la storia dei “responsabili” è nota, si è stati a un passo dal Conte ter, come è nota la diffidenza di Salvini verso Berlusconi, le dichiarazioni al limite della rottura definitiva, basterebbe ricordare quando disse di poter fare a meno di forza Italia per guidare il paese.

Per non parlare delle liti sui candidati, in qualche caso sono costate la vittoria, perché in alcune regioni con maggiore armonia nel cdx la scelta sarebbe stata diversa e avrebbe portato al successo magari anche in Emilia Romagna e Puglia, insomma il prezzo pagato per le divisioni è stato alto.

Ma se questo non bastasse c’è stato il comportamento ondivago, indeciso e disunito del cdx dalla crisi gialloverde del 2019 ad oggi, parliamoci chiaro se non si è votato e si è consentito di mettere assieme la coalizione politica più ipocrita, dannosa e perniciosa, è soprattutto per le divisioni e le incapacità del cdx.

Non dimentichiamo che a settembre 2019 non c’era il covid e se il cdx si fosse opposto al Conte 2, in piazza, in parlamento, coi 13governatori, chiedendo al Colle a voce alta il voto visto che la maggioranza politica voluta dagli italiani era chiara, se si fosse appellato al 1994 quando si sciolse il parlamento per manifesta differenza tra realtà del Paese e realtà parlamentare, insomma con un cdx di traverso e di brutto, avremmo voluto vederlo il governo giallorosso nascere lo stesso, suvvia non scherziamo.

Il governo giallorosso è nato sicuramente per volontà del Capo dello Stato, che non voleva sciogliere le camere visto che volendo avrebbe potuto farlo eccome, senza andare contro la costituzione, ma è nato soprattutto per divisioni e debolezze dentro il cdx a partire da forza Italia che in parte già inciuciava col csx.

Del resto lo sanno tutti, anche i sassi, che a parti invertite la sinistra avrebbe fatto fiamme e fuoco e si sarebbe tornati al voto, dunque nel 2019 è per questo che non si è votato ed è nato quel governo che poi ci ha rovinato e devastato, fino all’arrivo di Draghi.

Insomma la storia di un centrodestra diviso, fragile e incoerente è lampante, del resto scusate della Lega sappiamo tutto, già in passato per aiutare la sinistra con Bossi e con Maroni tradì Berlusconi e lo fece cadere favorendo il ribaltone, su Gianfranco Fini poi stendiamo un velo nel governo del 2008 fece di tutto per rovinare esecutivo e maggioranza, aprendo la strada al “golpepolitico” di Napolitano a favore di Monti.

Per non parlare delle divergenze interne al centrodestra coi democristiani di Casini e Follini che nell’esperienza di governo 2001 2006 portarono alla crisi del 2005 e al Berlusconi ter con tanto di passaggio parlamentare, insomma una storia di incapacità, divisioni, ipocrisie, ambiguità.

Ecco perché anche oggi con Draghi il cdx si è diviso, Lega e Forza Italia hanno abboccato all’amo entrando in un governo dove non solo non contano niente e si vede, ma rischiano di distruggere definitivamente l’unità del centrodestra consegnando così per sempre la vittoria al centrosinistra comunista e grillino.

Del resto scusate il cdx al governo chi l’ha visto? Sulle cartelle fiscali? Sugli sbarchi a gogò? Sugli orari del coprifuoco ritoccati a maggio se va bene? Sui ristori? Sul reddito di cittadinanza a chiunque ? sul blocco degli sfratti che è una vergogna ai proprietari? Su quello dei licenziamenti che arriveranno a valanga? Sugli aumenti catastali del recovery? Sul fisco in comune che annuncia Draghi e significa patrimoniale? Sui miliardi per gli aumenti agli statali anziché agli esercenti chiusi e disperati? È in questo che si vede il cdx al governo?

Oppure il cdx al governo si vede sulla riforma Cartabia della giustizia, un lifting dopo lo scandalo” Palamara”? forse il cdx si vede per la revisione della spesa inutile e dannosa per enti inutili, carrozzoni, municipalizzate colabrodo? Sulla riforma fiscale che escluda pubblicamente la patrimoniale?

Il centrodestra in Italia, non si vede perché non c’è, manca la cultura di un cdx ideale, presidenziale, liberale, Repubblicano, conservatore ma moderno, solidale ma non statalista eassistenziale, un centrodestra Einaudiano e all’altezza non c’è mai stato e si è visto sul voto per la riduzione dei parlamentari quando per paura si è accodato ai grillini, sollevando un vulnus di democrazia liberale epocale.

Ecco perché con Draghi si è aperto un solco enorme tra Salvini, Meloni che poi tra tutti è la più coerente e resistente, e Berlusconi che oramai è solo il cdx della sinistra, parliamo dell’inizio della fine, ancora una volta i comunisti e i cattocomunisti sono stati più furbi, l’erba cattiva infatti non muore mai.

Per questo il futuro lo vediamo male, molto male, anche se ovviamente ci auguriamo di sbagliare e di poter sperare in bene, fosse solo magari lo stellone per il bene di tutti e della nazione.

Evviva la democrazia, evviva l’Italia, abbasso il fascismo e abbasso il comunismo.

 

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1 COMMENTO

  1. Caro Alfredo, purtroppo il CDX soffre di vertigini, più sale nei sondaggi e più litigano tra di loro. Da quando Forza Italia ha perso la sua leadership, si è aperta una guerra fratricida tra Fratelli d’Italia e la Lega per assumere la guida del CDX.
    Forza Italia da quando ha commesso l’errore del Nazareno per seguire Renzi (aggravato da Monti e Letta), ha iniziato la sua debacle, anche perché i vari Letta sr, Carfagna, Brunetta si sono via via distinti su chi di loro si spostava più a sinistra. Ovviamente gli elettori di Forza Italia che erano liberali convinti, soprattutto anticomunisti convinti, non hanno gradito lo spostamento a sinistra dei vari parlamentari ed hanno bastonato il partito, che dal 28% è via via sceso all’attuale 6/7%. Purtroppo Berlusconi un po’ per l’età, un po’ per le vicende giudiziarie, molto per la delusione di non essere più il leader incontrastato del CDX, si è defilato demandando ad altri la conduzione del partito, ma Forza Italia senza Berlusconi è un partito senza anima e non possiamo meravigliarci della sua fine ingloriosa.
    La Lega ha un capopopolo non un leader, come Salvini che ha fatto miracoli portando il partito dal 7% al 28%, ovviamente si è pappato molti voti di Forza Italia, ma questa è la politica. Di fatto alle elezioni politiche del 2018 era il leader in pectore del CDX e lì ha commesso il suo più grande errore politico: ha abbandonato il CDX per unirsi al M5S e fare il governo gialloverde. Evidentemente era una alleanza tra due partiti di lotta che non poteva durare; il M5S fondamentalmente è anarchico di sinistra e la Lega è un partito di destra. Infatti si sono subito divisi dopo aver litigato dal primo giorno, ma questo ha nel frattempo portato al successivo governo giallorosso, che altrimenti non sarebbe mai nato. Se Salvini avesse tenuto duro, avrebbe costretto Mattarella a nuove elezioni o convocare il CDX per fare un suo Governo. Ovviamente il 36% ottenuto dai grillini alle elezioni, li aveva nominati primo partito in Parlamento e come primo partito volevano governare e comunque avere voce in capitolo, ma se non avesse abboccato all’amo Salvini, non avrebbero avuto nessuna possibilità di governare. Oggi Salvini è accreditato di un 21%, ma è tallonato dalla Meloni e questo non lo fa stare tranquillo. Oggi la Lega fa parte del Governo Draghi, ma Salvini deve sempre fare i suoi distinguo per non perdere altri voti. Non vota la sfiducia a Speranza per non mettere in imbarazzo Draghi, ma chiede una commissione sul suo operato per non perdere voti.
    Fratelli d’Italia è un partito molto ben condotto dalla Meloni che dal 4% lo ha portato al 17% solo con la sua coerenza. Fratelli d’Italia è un partito statalista, conservatore, sovranista, il cui slogan: “Dio, Patria e Famiglia” la dice tutta sul suo essere. Ovviamente ha avuto una vita politicamente travagliata, dall’estrema destra alla destra attuale, patriottica e conservatrice di antichi valori. Oggi se la batte con la Lega per la supremazia del CDX. Ovviamente tutto questo non fa certo piacere a Salvini, che vive tra distinguo molto difficili da conciliare e sparate che non servono certo a cementare una alleanza.
    Dubito che ci possa essere una rottura perché lottano per la supremazia del CDX, ma sanno perfettamente che un CDX unito è l’unico modo per andare a governare. La loro sarà una pace armata fino alle elezioni prossime, dove chi vincerà avrà la leadership. Purtroppo come dici te manca la cultura di un CDX Presidenziale, liberale, solidale e la sparizione di Forza Italia ha contribuito a creare questa gara tra Lega e Fratelli d’Italia che certamente non fa bene ad un CDX unito e coeso.
    Un caro abbraccio

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