Meglio tardi che mai, anche se per chiudere il discorso dei” compagni che sbagliavano” dei terroristi brigatisti comunisti arrestati in Francia, ci vorranno anni, visto che il percorso giudiziario fra appelli, contrappelli e ricorsi in cassazione, sarà lungo e molto, sia come sia almeno per adesso è stato messo un punto.

Del resto checché se ne dica, la Francia non ci ha mai amato, anzii cugini ogni volta che è stato possibile ci hanno maltrattato, non solo nella storia più lontana delle occupazioni” manu militari”, ma in tutte le occasioni di confronto e trattiva, Maastricht e l’asse Franco-tedesco sulla UE lo testimoniano plasticamente.

Insomma l’armonia col Paese “au delà des Alpes” è sempre stata più una battuta che una realtà, basterebbe pensare ai sorrisini su Berlusconi, di Sarkozy e Merkel, per capire quanto rispetto ci sia per l’istituzione Italiana, perché sia chiaro quei sorrisini di derisione oltreché il cavaliere insolentivano la nostra Istituzione.

Ecco perché all’inizio degli anni 80 la decisione del Presidente Mitterrand, di proteggere i comunisti e terroristi criminali dandogli asilo, perché considerati innocenti, perseguitati politici da un paese democratico con un diverso ordinamento giuridico, fu una mazzata per l’Italia e la democrazia.

Fu la prova della scarsa considerazione della Francia per il Bel Paese che aveva condannato dei criminali rossi per delitti orrendi e che fuggiti in Francia riuscirono a trovare asilo, protezione e lavoro, con plauso e applauso della rive gauche radical chic parigina, parliamo di Henry Levy, Pennac, Vargas, la futura premiere Dame Carlà con la sorella e così via.

Insomma il fior fiore di sinistra della ville lumiere a scherzare coi rifugiati brigatisti, per i quali è sempre stata negata l’estradizione, forse per una vendetta criminale per lo scorno mai digerito della guerra gallica di Cesare, per l’invidia atavica verso Roma, eterna, caput mundi, del resto se Parigi val bene una messa, Roma e la sua storia ne valgono 1000 almeno.

Sia come sia la Francia, ha sempre negato la consegna alla giustizia dei brigatisti rossi, basterebbe pensare a Cesare Battisti protetto ed aiutato a riparare in Brasile, dove il presidente, il comunista Lula fece il resto, salvo con colpevole ritardo chiedere scusa, ci vuole una bella faccia tosta a dire che secondo la giustizia brasiliana Battisti fosse innocente assolutamente, come se i tribunali italiani fossero incivili e medievali.

Insomma c’è voluto Macron per sbloccare un contenzioso annoso, ma non per amore di giustizia, perché la telefonata di Draghi a Macron che prima di diventare presidente era un ‘importante esponente del mondo bancario francese, è servita magari a rinfrescare la memoria di Emmanuel sul “whatever it takes, “che nella bolla micidiale dei sub prime tossici, servì a salvare l’intero sistema di credito francese impegolato fino al collo, altrimenti chissà, del resto a pensare male è peccato però….

D’altra parte si sa quando un governo è in difficoltà perché c’è rabbia, protesta e malumore, la cosa migliore è sempre uno scoop istituzionale, un successo da orgoglio nazionale, ecco perché Draghi ha giocato il jolly, calato l’asso di bastoni, per suscitare consenso e considerazioni di tutti i cittadini.

Di sicuro però la vicenda degli arresti solo ora, fa il paio con lecose ancora nascoste sullo stragismo, il grande Paul Valéry diceva che la politica è l’arte di nascondere al popolo sovrano ciò che avrebbe diritto di sapere, con l’opacità con cui la Francia ha sempre glissato sui terroristi e con l’ipocrisia della sinistra edell’informazione radical chic, pensate a parti invertite cosa sarebbe successo nei media italiani.

Pensate se in Francia fosse stata presidente la Le Pen a proteggere, aiutare e coccolare per anni e anni criminali terroristi fascisti eneri, l’ira di Dio, l’informazione nostrana avrebbe fatto fuoco e fiamme, tutti i giorni sarebbero partite accuse infamanti all’Eliseo e alla dottrina giudiziaria transalpina, questa è la realtà della sinistra.

Dulcis in fundo la memoria, perché da quando è partita la notizia dell’arresto dei comunisti e brigatisti, è scattato una sorta di buonismo del perdono visti gli anni passati, il favore degli arresti domiciliari vista l’età, insomma come se dopo decenni la memoria più lontana addolcisse l’efferatezza disumana dei delitti, ebbene non ci siamo, perché o la memoria è sempre e per tutti oppure non è.

Insomma o si invoca e celebra la memoria proprio per evitare di dimenticare, di affievolire la gravità dei fatti, di spegnere il ricordo vivo di crimini infami perché la giustizia faccia il suo corso, sia chiaro quello giusto, previsto, oppure non si capisce come mai per Battisti fu una corsa alla galera e adesso una corsa al buonismo quasi al perdono.

Ebbene per noi nessuna indulgenza nei confronti dei criminali, giovani oppure anziani, giusto per dire Erich Priebke sotto processo per le fosse ardeatine coi suoi quasi 90 anni non ci faceva alcuna tenerezza, invocammo giustizia e basta, senza sconti e senza rancori punitivi, solo giustizia, la stessa che invochiamo ora per questi terroristi, perché il garantismo non è buonismo, ma giustizia terza, rispetto dello stato di diritto, dei principi costituzionali, per tutti e per sempre, punto.

Evviva la democrazia, il pensiero liberale, evviva l’Italia, abbasso il fascismo e abbasso il comunismo.

 

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1 COMMENTO

  1. Caro Alfredo, se non altro si sono interrotti i termini della prescrizione. Però la cosa mi puzza e non poco!
    La Francia ha sempre avuto una grande invidia ed un grande rancore verso l’Italia, li chiamiamo cugini, ma sappiamo perfettamente che è proprio nelle famiglie che si annidano i maggiori rancori.
    Non posso scordare i sorrisetti di Sarkozy o le battute sprezzanti verso l’Italia della consorte che ha pure rinnegato la sua origine italiana; una vera signora.
    Che la Germania ce l’abbia con l’Italia è anche comprensibile, li abbiamo traditi e siamo inaffidabili per la serietà teutonica, ma la Francia a parte Giulio Cesare, ci deve solo essere grata o quanto meno amica.
    Se Macron ha fatto questo passo è solo perché rischia di perdere le presidenziali con la Le Pen e allora cerca di “comprarsi” qualcuno indeciso nella destra. Che poi i terroristi sono stati messi subito ai domiciliari, quindi gli sono state date tutte le possibilità di scappare od organizzare la fuga. Pertanto è solo una “consegna” di facciata, senza nessun valore o nessuna conseguenza.
    Si tratta di delinquenti che hanno insanguinato l’Italia o hanno istigato altri a farlo, sono stati regolarmente giudicati e condannati, quindi per rispetto delle vittime, DEVONO scontare la loro pena senza attenuanti di alcun genere, visto che se la sono evitata per 40 anni.
    In certi casi bisognerebbe fare come il Mossad, istituendo un corpo speciale per recuperare i fuggitivi, senza tregua.
    In quanto poi ai comunisti nostrani che vorrebbero il perdono perché sono compagni che hanno sbagliato (cosa che hanno già cercato di fare con Battisti), sono vecchi e malati, bisognerebbe fargli capire che le vittime ed i loro parenti pretendono che la giustizia faccia il suo corso. Già una volta i comunisti nostrani hanno amnistiato gli pseudo partigiani che hanno approfittato dell’occasione per vendicarsi o arricchirsi, non c’è nessuno che ha pagato per le sue colpe. Anche se i tribunali di allora li avevano giudicati e condannati, ma avevano il partito di Togliatti dalla loro parte.
    Basta con questo buonismo a senso unico, non mi sembra che sia stato utilizzato verso terroristi di destra, anzi sono riusciti a condannare Fioravanti e Mambro per la strage di Bologna quando è assodato che furono i palestinesi (forse per un tragico errore), ma i palestinesi erano amici dei comunisti, mentre Fioravanti e Mambro erano di estrema destra e bisognava dare un esempio.
    Come dici te se Priebke a 90 anni in galera non ci faceva nessuna compassione, allora i rossi devono scontare tutta la loro pena in galera e quelli che hanno avuto l’ergastolo, devono starci fino all’ultimo giorno, aggiungerei l’isolamento per la fuga.
    Purtroppo dubito molto che qualcuno di loro vada veramente in galera, ci crederò solo quando saranno materialmente vicini di stanza di Battisti, ma senza possibilità di parlarsi.
    Un caro abbraccio

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