Un virus letale si sta pian piano impadronendo delle viscere di quella che dovrebbe essere la coalizione alternativa alla sinistra in un sistema elettorale del tutto bipolare.
Portatore di conseguenze funeree che finiranno per liquefare del tutto quello che già fu centrodestra.
Una sorta di  ectoplasma che può ben definirsi quale agglomerato casuale e informe di parlamentari che -come ebbe a significare alcuni secoli fa un rivoluzionario di fronte opposto- può ben essere definito lo “spettro che si aggira per l’Europa”.
Quel copyright era comunista, ma ciò di cui parleremo di seguito è il fantasma di una coalizione che pure vinse la prima grande  sfida maggioritaria d’Italia, nel lontano 1994: anche perché tutti sapevano stare, con umiltà, al proprio posto.
Perché pure un vulnus presuntuoso alberga da troppo tempo entro quelle  mura.
Quello che fu tenuto sempre in un angolo -sino a qualche anno fa- dalla genialoide, frizzante, chic, prevalente, estrosa e financo assai spendacciona immanenza che pure -nelle stesse pareti- aveva quello che fu l’edificatore della costruzione: Silvio Berlusconi.
Il tycoon multimilionario che faceva dell’immaginario popolare il proprio ambiente naturale.
Luci, flash, colori, tartine, pistacchi, champagne, nani e ballerine,  si dimenavano in fondo all’illusorio caleidoscopio.
Luci sempre cangianti, che non davano proprio idea della crisi che al popolo italiano attorcigliava già le illiberali budella.
Ci riferiamo al colossale debito pubblico (datato fine anni ’80) che venne lasciato in eredità dalla  I^ Repubblica.
Lega e Fratelli d’Italia (in quella XII^ Legislatura bollato “Alleanza Nazionale”, ma pur sempre destra erano) rimanevano a guardare, da mute comparse di scena, le grandi e mirabolanti prestazioni personali dell’Uomo Nuovo al Comando: che, tuttalpiù, lasciava loro qualche palloso strapuntino avente un vago sapore pseudo- sociale.
I tempi, si sa, cambiano e l’Uomo Nuovo si è ormai incartapecorito. Macellato, arto per arto, dalla Magistratura Inquirente e dai suoi stra-vizi: ora compare di rado in TV, sempre circondato da un cerchio di attenti badanti politici e lascia ad Antonio Tajani il ruolo di portavoce di quel che rimane di Forza Italia.
I diritti TV del “Grande Fratello” li ha ceduti a Mediaset e noi siamo tutti un pó più tristi, anche per effetto della pandemia.    Bene, anzi male.
Al posto del  Padre, dallo stesso lato del tavolo, a fare voce grossa a corrente alternata vi sono ora due inesperti giovani drogati dal quotidiano sondaggio di turno: che rispondono ai nomi di Matteo e di  Giorgia.     Bene, anzi male.
Si combattono, i due, a colpi di intenzioni percentuali: non avendo ancora chiaramente realizzato che l’avversario è allocato dall’altra parte del tavolo e sta già facendo “banco” a causa delle loro infantili e instabili bizze.
Perché Matteo afferma un giorno una cosa e il giorno successivo il suo esatto contrario: trasmettendo a tutti un forte senso di instabilità.
Giorgia, invece, per canto proprio, vomita un giorno sí e l’altro pure tutta una serie di previsioni e contumelie negative: provocando il terrore ai…. nostri poveri zebedéi… sfregati a più non posso da parte del tapino di turno!
Però i sondaggi la premiano, vanno sú: tra un pó Giorgia sorpasserà pure… Dio!
Ora il semestre bianco è ormai già pressoché raggiunto.
Perché non usarlo in modo utile e produttivo: approvando una bella legge, votata da tutti, che stabilisca che -durante questo periodo- sono vietati (perché falsanti quando ben 1/3 degli italiani non risponde affatto alle domande) tutti i sondaggi?
Ne beneficieremmo tutti.
Draghi in primis.
1619

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