SUPERLEGA, DURA A MORIRE

Di Pietro Mazzeri

Il calcio europeo è ad un bivio. Un’industria fortemente indebitata, rallentata nelle ultime due stagioni (e verosimilmente anche nella prossima) dalle restrizioni agli eventi di massa, con una struttura ormai superata (pensata dalla UEFA negli anni 50) e ormai non più in grado di generare introiti sufficienti a coprire le spese. In questo scenario la proposta della Super Lega ha spiazzato molti appassionati ma non può che farci riflettere. O il calcio viene trattato come un’industria e impostato su un modello americano – che non significa All Star Games, franchigie e playoff, ma salary caps, limiti ai trasferimenti, redistribuzione degli introiti – oppure si ritorna alle radici del gioco, ma scordiamoci l’iper-professionalismo della disciplina esploso negli ultimi 20 anni. Con un mercato potenziale di 6 miliardi di persone, non c’è spazio per altre opzioni: tertium non datur. Sarebbe un errore credere che il progetto della ESL sia già inabissato.

 

LIBERTÀ NEL XXI SECOLO

Di Matteo Mercurio

Ogni giorno, in tutto il mondo vengono raccolte quantità immense di dati, usate per addestrare algoritmi di intelligenza artificiale, i quali vengono adoperati per supportare e/o influenzare le decisioni umane. Per molti, questi argomenti sono poco chiari o possono suonare addirittura futuristici, ma tali avanzamenti tecnologici stanno influenzando in maniera sempre maggiore la nostra realtà, rispolverando questioni etiche e riproponendole su un terreno completamente nuovo. Per gli avvocati ed i medici, per le auto a guida autonoma, persino per istituzioni come banche e scuole, l’AI è infatti ormai parte integrante di molteplici processi decisionali e può condizionare sempre maggiori aspetti della nostra realtà. L’Unione Europea si è recentemente posta come capofila nel tutelare i diritti dei cittadini con una proposta di regolamento volta a vietare alcune pratiche di utilizzo dell’intelligenza artificiale, come ad esempio i sistemi di “ranking sociale” o applicativi volti alla manipolazione dei cittadini. La tutela della libertà resta una priorità assoluta e va preservata anche e soprattutto nel mondo digitale, destinato ad accrescere continuamente la sua influenza sulle società.

 

VACCINAZIONI. RAGGIUNTE LE 500.000 DOSI GIORNALIERE

Di Gianmarco Puddu

L’Italia prova a mettersi a pari passo con gli altri paesi e cerca di raggiungere le 500.000 dosi al giorno. Obbiettivo che è stato già raggiunto da parte del team Figliuolo e dal Governo Draghi e che sta proseguendo in maniera ottimale. Il momento di “resilienza” sta procedendo cercando di intravedere, nel finale una luce che possa illuminare il futuro di questo paese. Fino a qualche giorno fa, il Ministro della Salute: Speranza, era quasi in dirittura d’arrivo con 3 mozioni di sfiducia che dovevano essere votate dal Parlamento, subito però poi abrogate e quindi rimaste inascoltate dalla gran parte della maggioranza di questo governo. In Lombardia, ora però tocca alla fascia d’età tra i 16 e i 49 anni, partite le prenotazioni, i soggetti più fragili potranno ricevere la prima dose già da sabato 1° maggio. Insomma, la campagna vaccinale continua inseguendo Francia e Germania che sono in vantaggio sulla tabella di marcia rispetto alla penisola nostrana.

 

ANTISEMITISMO E IRRESPONSABILITÀ PENALE

Di Francesco Conti

In Francia la Corte di Cassazione ha dichiarato innocente l’uomo che nel 2017 uccise violentemente la donna ebrea Sarah Halimi. Tale fatto di cronaca è stato ed è attualmente molto sentito, per via dell’appartenenza dell’uomo alla religione musulmana. Le fedi dei protagonisti della vicenda indicherebbero un’origine antisemitica e razziale dell’omicidio. Una perizia psichiatrica ha dichiarato l’uomo incapace di intendere, che è stato quindi considerato irresponsabile penalmente. Il punto principale è che tale incapacità sarebbe stata causata dall’assunzione di una grande quantità di cannabis, ergo “volontaria”. La legge francese non distingue in base all’origine del problema psichico, quindi ciò è stato sufficiente a sollevare l’uomo dalle sue responsabilità. Si evidenzia dunque un pericoloso vuoto normativo, che renderebbe possibile rendersi non perseguibili penalmente in maniera consapevole. Le comunità ebraiche, e non solo, chiedono a gran voce un cambio della legge.

 

1° MAGGIO, IL LAVORO È UN MIRAGGIO

Di Luca Degiorgis

La Festa del Lavoro e dei lavoratori cade in un periodo in cui, a seguito delle pubblicazioni ISTAT, le tematiche dell’occupazione e della disoccupazione sono di importanza vitale. Le ripetute flessioni dell’occupazione, registrate dall’inizio dell’emergenza sanitaria fino a gennaio 2021, hanno determinato un crollo dell’occupazione (-2,5% pari a -565mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne, dipendenti (-353mila) e autonomi (-212mila) e tutte le classi d’età. Il tasso di occupazione scende, in un anno, di 1,1 punti percentuali, attestandosi al 56,6%. Rispetto a marzo dello scorso anno, le persone in cerca di lavoro risultano fortemente in crescita (+35,4%, pari a +652mila unità), a causa dell’eccezionale crollo della disoccupazione che aveva caratterizzato l’inizio dell’emergenza sanitaria. A questi dati preoccupanti ma che ci si aspettava dopo un anno del genere, mi sembra doveroso ricordare che un giovane su tre in Italia non ha un’occupazione e che il numero degli inattivi fra gli under35 è in costante aumento. Una piaga che il nostro Paese si trascina dietro da tempo e che non accenna a migliorare.

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