Dal 26 aprile abbiamo ottenuto una libertà che per gentile concessione ci ha alleggeriti e reso più propositivi…Per grazia ricevuta possiamo ora condividere con amici, con congiunti e familiari un momento di ristorazione serale oppure possiamo assaporare un caffè seduti al tavolino di un bar all’aperto. Piccole libertà che ci riportano lontano nel tempo e che sembravano ormai estinte e non più riesumabili. Certo che la libertà è però ben altra cosa e questa è solo una copia sbiadita di quella reale che riguarda sino inizi del 2020. Il Covid è realmente un virus e le limitazioni sono ovviamente state prese per far sì che non ci fosse un contagio maggiore tra gli individui ma se ben ci guardiamo intorno in particolare per chi vive in una città grande come Roma, le limitazioni e le chiusure sono state totali per alcuni e assolutamente assenti per altri. Se il virus è così pericoloso e minaccioso come mai si permette ogni giorno a migliaia di persone di viaggiare su bus e metropolitane stracolme senza distanziamento e senza una reale sanificazione? Perché i grandi supermercati hanno sempre potuto lavorare indisturbati mentre piccoli negozi e attività locali sono stati costretti alla chiusura? Piccoli interrogativi che fanno riflettere su questa grande pandemia… C’è chi parla già da tempo di una terza ondata e chi addirittura di una quarta. I virus sono sempre esistiti come del resto altre gravi patologie facilmente trasmissibili ma a tutto è stato trovato un rimedio o una cura o delle misure di contenimento tali da permettere agli individui di condurre una vita “normale”. Con il Covid19 c’è stato il blocco totale delle vite altrui, dell’economia, dell’esistenza, della progettualità. Ma chi si ferma è perduto. Mai scoraggiarsi, mai arenarsi perché le difficoltà sono prove della vita ed in quanto tali ci aiutano a fortificarci e sono frutto d’insegnamento. Delusioni, fatica, tristezza, intoppi di percorso ci devono far riflettere ed aiutarci per fare introspezione. Se qualcosa accade non è per un caso, doveva accadere e a volte può essere un opportunità per avere qualcosa di migliore dal domani. Dal Covid e dalla pandemia tanto si è perso ma tanto è stato appreso… Non vi è nulla di certo e come enuncia il grande sociologo Zygmunt Bauman la nostra è una vita e una società liquida dove l’esperienza individuale e le relazioni sociali sono segnate da strutture che  si decompongono e ricompongono rapidamente in modo volatile, vacillante ed incerto prima ancora che i nostri modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. Viviamo costantemente sulle sabbie mobili con un punto di partenza preciso ma dove il punto di arrivo è sempre più incerto e fluido. Solo chi dotato di tanta resilienza si salveràperché nulla è facile e di sicuro non vi è nemmeno la nostra ombra.

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