“Da 15 anni non vinciamo una elezione politica, ma per oltre 11 siamo stati al governo”.

Queste testuali parole affermò al Corriere della Sera il piddino on. Gianni Cuperlo l’11 marzo del 2020.
Aggiorniamo i dati: da 16 anni il PD non vince una competizione avente spessore nazionale e per oltre 12 sta governando.  Oltre il 76%. Qualora volessimo maggiormente dettagliare il dato e collegarlo interamente con il vigente metodo elettorale, diciamo che per ben 27 anni (il primo maggioritario diede  vita alla XII^Legislatura, nel 1994) gli eredi di Togliatti (di I^ e II^ generazione) hanno occupato le stanze dei bottoni per ben il 74% del tempo. Sempre oltre il 70%.
Da questo conto ogni accorto lettore ne dovrebbe trarne due riflessioni politiche, strettamente collegate.      La prima.
Il sistema maggioritario, all’atto pratico, favorisce la sinistra.
Fatte salve le vicende giudiziarie, la presenza di Capi dello Stato accusati (a torto o a ragione) di non essere proprio imparziali, etc…
Non si possono più accampare tali motivazioni per negare la verità lapalissiana: quel sistema non è un arbitro imparziale!
Perché favorisce una delle due squadre contrapposte.
Giriamola come vogliamo ma questa è la verità.
La seconda (che a tutto questo è collegata) è propria per i moderati.
Giorgia Meloni, facendo due conti, abilmente ha compreso che è ben più produttiva e comoda una bella rendita di posizione nella buia grotta della opposizione.
Come darle torto, da ragioniere?
Solo che il politico vero deve saper sempre pur mixare le abilità del contabile con lo spirito di servizio missionario alla gente.
È questo il difetto di Giorgia.
Anche Moro sapeva bene che la propria via era mal vista dalle due superpotenze mondiali eppure….
Scusatemi, cari lettori, per l’ardire di aver paragonato il Martire alla giovane estremista di destra: ma l’ho fatto tanto per rendere meglio l’idea.
Ecco spiegata la ragione per cui Giorgia stenta a ritrovarsi pure con i propri alleati a Roma.
Ragiona con una logica egoistica: alla Fini prima maniera tanto per intenderci.
Non rinuncia proprio a nulla per la vittoria della coalizione che l’ha pur eletta: quella che si chiamava “Popolo delle Libertà”.
Laddove non potrà ritrovarsi  in prospettiva.
È bene che quel mondo la isoli, prima di riportare dei danni irreversibili: il centrodestra dovrà pur riprendersi uno straccio di  credibilità europea nell’orbita moderata, popolare e liberale.
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