Da quando è iniziata questa pandemia il livello tecnologico individuale si è innalzato, esploso ad una velocità vertiginosa e come non mai. Se prima del lockdown diversi individui in particolar modo di non età particolarmente “verde” si ostinavano a non volersi convertire ad internet, all’utilizzo dello smartphonecon relative applicazioni social, whatsapp, messenger con relativa videochiamata etc con il Covid c è stato questo passaggio in tutte le età. Ci si sta abituando all’utilizzo di internet per comunicare con gli amici, con i colleghi di lavoro, con i famigliari, ci si riunisce non più de visu ma in particolar modo con Zoom o attraverso altre applicazioni e questo comporta sicuramente una riduzione degli spostamenti e ad un guadagno di tempo. Ormai il virtuale più che una moda sembra essere diventata una necessità e se ripensiamo solo ad un anno fa molti di noi non sapevano nemmeno cosa fosse Zoom e come potesse essere possibile una riunione (anche di condominio) senza avere un incontro fisico con un faccia a faccia. Da un anno a questa parte il mondo è stato stravolto come del resto le nostre abitudini e per comunicare abbiamo tante possibilità e tante opzioni. Personalmente non avrei mai pensato un giorno di ritrovarmi così tecnologica e costretta ad indossare una mascherina chirurgica h 24! Quando ci imposero di indossarla pensai fosse una follia e ritornai indietro con la memoria nel tempo quando appena adolescente e studentessa di un liceo d’arte in quel di Parma, erano gli anni ‘90, vedevo girare per la città alcuni individui di nazionalità cinese ( erano ancora pochi) con la mascherina! Li osservavo sbalordita e li consideravo dei mitomani o degli extraterrestri e lo stesso pensiero lo esprimevo alle mie compagne di classe che sostenevano la indossassero probabilmente per lo smog. Smog o non smog a parer mio non era normale indossarla per diversi motivi il primo perché copriva il volto rendendoti non identificabile, il secondo perché mi pareva una barriera per tenere a distanza gli altri e terzo motivo perché credevo non permettesse una regolare e sana respirazione. Oggi mi ritrovo ad indossarla di vari colori e sfumature, dal bianco al rosa, dal giallo al nero, a stampa maculata o in pizzo, griffata, sartoriale, di pailettes per la sera oppure sfumata e normale (chirurgica) quando sento la repulsione nel doverla indossare e ho poco tempo per pensare all’abbinata con gli abiti. Ho solo che l’imbarazzo della scelta… A volte quello che ti pare impossibile diventa possibile e te lo devi far andare bene. Se quindi a 15 anni mi avessero detto che nel 2020 mi ritrovavo come quei cinesi che giravano in bicicletta per Parma con il volto coperto da mascherina bianca per colpa di un virus arrivato tra l’altro dalla Cina mi sarei fatta una grande e grossa risata. Tutto questo mi ha fatto molto riflettere, coincidenza, fatalità? Ad oggi purtroppo c’è l’obbligo della mascherina anche all’aperto e con l’estate alle porte e per molti di noi le giornate al mare tutto questo è sempre meno tollerabile. Anche questi sono effetti collaterali del Covid-19 ed una volta terminato tutto non ci toccherà che aprire i cassetti di casa e buttare le decine di mascherine e decine di euro spesi nella spazzatura con la speranza non arrivi un nuovo virus casomai ancora dalla Cina.

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