Il summit politico dei moderati di inizio settimana in ordine alle candidature da mettere in campo per le prossime elezioni amministrative si è concluso con un nulla di fatto.
Dicono che il passaggio “dirimente del dirimente” sia stato di fatto uno: quello che ha visto Giorgia Meloni contrapporsi al resto della costituita Santa Alleanza, in primis alla LegaSalvini ed a Forza Italia.
I candidati Sindaco -per quella parte politica- dovrebbero originare dal mondo politico, dalla società civile, ovvero dal mondo delle professioni?
Ammantata da questa pur nobile motivazione in realtà ci starebbe la verità inconfessabile: troppo dura per Fratelli d’Italia.
Una forza che pure è in crescita nei sondaggi settimanali belpaesani.
I cd. “politici” espressivi di quella parte (ex-AN) non sarebbero infatti in grado di offrire alcuna garanzia di immagine minimamente intesa come… “democratica”, “potabile” per la pubblica opinione: che, poi, dovrebbe pure votarli.
Infatti i “papabili” di Fratelli d’Italia avrebbero tanti, troppi … scheletri nell’armadio.
Originando, tutti, da Alleanza Nazionale, ex MSI, già ex … “destra fascista da emarginare” usando un francesismo.
È un bel problema questo per chi vede lievitare il proprio consenso come il pane ogni giorno di più.
Già: perché chi risponde per via telefonica non si pone proprio e minimamente il problema di chi fa parte di quel clan, peró avendo la matita copiativa in mano quel problema se lo porrebbe eccome.
Troppo vecchi i politici che circondano Giorgia, oppure troppo giovani per poter affrontare a duello una sfida colossale qual è quella delle grandi città.
Fratelli d’Italia, in una parola, sarebbe priva di personale politico certificato, capace di guidare una città come Roma. Ad esempio.
Só questi dei… cacchi amari per chi vorrebbe guidare la coalizione.
Ma, soprattutto, Giorgia come farebbe a reggere il paragone con Gianfranco Fini -un incubo notturno per la giovane donna- che proprio dalle elezioni di Roma aprì una vera Enciclopedia per l’Italia del sistema maggioritario?
Perché, lo ricordiamo per gli smemorati oppure ai troppo giovani per sapere, fu proprio Silvio Berlusconi (dicendo che se fosse stato residente nella Capitale avrebbe votato Gianfranco Fini) che, quella volta, aprì l’epopea dei moderati al governo.
Si sa, Giorgia Meloni soffre di un complesso di inferiorità rispetto all’algido Gianfranco che la inventò dal nulla: trasferendo la piccola da una popolosa borgata a Palazzo Chigi direttamente … “senza passare dal VIA”… direbbero le carte del Monopoli nostrano.
Questo è il punto.
Fratelli d’Italia è priva di una classe dirigente “politica” pronta ad assumersi responsabilità di governo, di qualsiasi governo. Intanto l’Urbe aspetta.
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