Mentre sgomenti e commossi preghiamo per le vittime della tragedia sul Mottarone e ci stringiamo alle famiglie nel cordoglio, la domanda che sorge è la stessa, quella che fu per il ponte di Genova, per gli altri crolli nei viadotti, nelle esondazioni, smottamenti e crolli, perché? Come mai e come è possibile?

Come è possibile infatti che si parli di new green, informatica, digitale, di futuro sorprendente e fiducia nel recovery,, se di sorpresa purtroppo c’è solo quella di un paese che crolla, affonda e sprofonda, troppo spesso inspiegabilmente e ingiustificatamente.

Insomma sono decenni che basta qualche giorno di pioggia forte per far esondare fiumi e torrenti con i drammi conseguenti, sono decenni che si parla di rinnovamento e messa in sicurezza dei territori, delle infrastrutture, delle zone sismiche, delle opere pubbliche urbane ed extra, come da decenni si parla di urgenza e indispensabilità di riforme della costituzione.

Eppure nonostante questo per un verso ci ritroviamo a piangere per tragedie incredibili e troppo spesso evitabili, per l’altro a protestare per un paese che affonda sotto il peso dell’inefficienza, del debito, del disservizio, della sfiducia, dell’arretratezza e dei costi di un apparato pubblico enorme, goffo, controproducente per la crescita e lo sviluppo.

Ecco il motivo per cui la domanda è sempre la stessa perché?  Come mai parole tante e fatti zero? Come mai questo paese è destinato ad implodere inesorabilmente? Ebbene la risposta è semplice perché da decenni la classe politica e dirigente è stata ipocrita, incapace e soprattutto ignorante, negli ultimi anni con l’arrivo dei grillini poi non ne parliamo.

Del resto ci lamentiamo della burocrazia come fosse un covid cinese mentre è un covid italiano, creato dalla politica con leggi idiote, assunzioni a valanga inutili , creazione di aziende  messe in piedi solo per trombati con stipendi da sceicchi, moltiplicazione dei dipartimenti senza motivo se non il voto di scambio, proliferazione delle norme senza una logica, una direttrice, ma solo per sommare l’inutile all’inutile creando così un mostro giuridico di 150000  leggi, 10 volte di più la media UE.

La burocrazia che malediciamo non solo ce la siamo creata da soli ma non vogliamo eliminarla perché se volessimo potremmo farlo, non c’è motivo del contrario, dipende esclusivamente dalla volontà della politica, basterebbe tagliare, leggi, uffici, direzioni, enti, norme poltrone e posti passa carte, col risultato non solo di semplificare e velocizzare ma di risparmiare decine e decine di miliardi l’anno, molto molto più di tasse ulteriori e patrimoniali furto.

Lo stesso sarebbe se volessimo davvero ammodernare, migliorare e rendere più sicuri territori strutture e infrastrutture pubbliche, basterebbe sveltire le pratiche, fissare poche ma rigide regole, velocizzare l’impiego dei fondi ad hoc, rendere tangibile quella parola di cui tutti si riempiono la bocca “semplificazione”.

Infatti ci viene in mente la giustizia, altro tasto dolente del paese, non solo per gli scandali che sono all’ordine del giorno, tanto che si inizia a parlare di qualche mela buona tra quelle marce, talmente profondo è il fenomeno di deterioramento nella magistratura, ma perché si dice sempre del giusto processo invocandone così la ragionevole durata.

E allora sarebbe giusta anche una legge che stabilisse la ragionevole durata dei lavori pubblici non vi pare? Che obbligasse a tempi di benestare, erogazione, costruzione e collaudazione certi, pena sanzioni altrettanto rapide e certe, come dovrebbe essere nella giustizia.

Perché sia chiaro la certezza della pena fa il paio con la certezza delle garanzie, dei diritti, insomma diritti e doveri, e in questo senso lo Stato dovrebbe essere d’esempio al cittadino, l’apparato pubblico dovrebbe essere esemplare in positivo e in tutto, civil servant anziché il contrario.

In Italia il fisco è diventato per modi e pressione il peggior nemico dei contribuenti, la giustizia per lentezza, politicizzazione e onnipotenza è un’emergenza nazionale, la pubblica amministrazione fra furbetti, ritardi, richieste a gogò di carte inutili e improbabili è diventata il male peggiore.

Da noi il rapporto con l’apparato pubblico centrale o locale, è di guerra e dannazione, perché non solo lo Stato si è infilato ovunque e non c’è nulla che si debba fare senza la necessità di un documento, un timbro, un passaggio in un ufficio, ma molto spesso ci si trova di fronte, lentezza ignoranza per cui non si arriva mai alla fine del tunnel statale.

Da noi la gran parte dell’apparato pubblico si sente così inattaccabile, inamovibile, da prendersi lussi che solo in Italia esistono in termini di inefficienza, scarsa educazione civica, per cui il cittadino di fronte all’apparato si sente anziché protetto ed aiutato vessato e contrastato, roba da matti.

Altrove il sistema pubblico non solo è al servizio del cittadino e dei privati coi soldi dei quali si tiene in piedi, ma è obbligato a tempi e modi giusti e garbati, se sgarra sono dolori, non come da noi coi sindacati oltretutto sempre pronti a difendere l’indifendibile , pensate solo a quello che è successo col covid, secondo voi l’apparato pubblico si è accorto della crisi? Eppure è stato favorito al posto del privato.

Ecco perché scriviamo un Paese da ricostruire ad iniziare dall’opzione cattocomunista ,statalista,assiistenzialista e pauperista di sinistra con la quale è stato obbligato a crescere male, un albero storto,indebitato,zeppo di Stato, intriso d’apparato inutile e costoso, di leggi e di burocrazia che i cattocomunisti coi grillini e i comunisti difendono ancora , perché se volessero semplificare migliorare e modernizzare nessuno potrebbe impedirlo visto che dipende dalla politica di governo e basta.

Evviva la democrazia la libertà la solidarietà il pluralismo, abbasso il fascismo e abbasso il comunismo.

 

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2 COMMENTI

  1. Caro Alfredo, la tragedia del Mottarone ci fa stringere tutti intorno alle famiglie distrutte, ma bisognerà aspettare che la Magistratura, tramite gli esperti di settore, ci dica la verità sulle colpe, o le mancanze o le dimenticanze. Cero è che il Mottarone, malgrado i controlli e gli ammodernamenti cui era stata sottoposta, è una funivia molto vecchia, costruita con sistemi oggi superati e resi molto più sicuri.
    Purtroppo il nostro è un paese che avrebbe bisogno di un ammodernamento radicale su strade, gallerie, ponti, ferrovie, linee elettriche… nonché di una messa in sicurezza del territorio che ritorna in prima pagina solo in caso di disgrazie: alluvioni, frane, smottamenti, esondazioni…
    Certo la politica con 150.000 leggi ha voluto solo complicare la vita degli italiani: il malaffare, le mafie, la corruzione, l’evasione… si annidano nella confusione, nell’incertezza, nel dubbio, nelle alternative… Poche leggi molto chiare da interpretare e pene molto dure, veloci, certe e senza sconti, sono l’unica ricetta per abolire la burocrazia. Eliminare la burocrazia come giustamente dici, è cosa fattibile, bisogna solo volerlo. La politica dovrebbe rinunciare a molti centri di potere, a molti impiegati che fanno del timbro la loro arma o la loro ricchezza, alla duplicazione di uffici, alla responsabilità ed al “potere”. Bisognerebbe responsabilizzare i cittadini, ma allo stesso tempo bisognerebbe riformare la Giustizia, perché a fronte della responsabilizzazione dei cittadini, sarebbe necessaria la certezza della pena, veloce, inesorabile, molto dura.
    Per fare questo bisognerebbe prima educare la popolazione altrimenti riempiremmo solo le prigioni; bisognerebbe ripristinare l’Educazione civica, insegnando ai bambini che in uno Stato giusto, non esoso, distributore di servizi eccellenti, pagare le tasse è un piacere, oltre che un dovere. Ovviamente l’Educazione civica servirebbe anche ai dipendenti della PA, che andrebbero equiparati ai dipendenti privati, con stipendi adeguati, con possibilità di licenziamento, con obbligo di efficienza, carriere meritocratiche e sindacati per far osservare diritti, ma soprattutto i doveri. Purtroppo siamo nel libro dei sogni, perché la sinistra non rinuncerà mai ai suoi centri di potere, i sindacati continueranno a strangolare lo Stato, i cittadini continueranno a fare lo sport nazionale: “fotti tu, che fotto anch’io”, ognuno cercherà e troverà il modo di fottere lo Stato ed il suo vicino, magari ogni tanto dando uno scossone al sistema, votando degli sconosciuti affamati, incapaci ed incompetenti che distruggeranno quel poco che si era salvato dalla politica.
    I danni fatti dalla politica cattocomunista, assistenzialista, statalista di sinistra e quelli ancora maggiori fatti dagli anarchici e manettari grillini, li abbiamo ogni giorno sotto gli occhi, sarebbe l’ora di cambiare passo, ma prima bisogna che gli italiani cambino testa, ma il fatto che dai sondaggi venga fuori che un 18% degli italiani voterebbe ancora per i grillini, mi dà molto da pensare sull’uso che gli italiani fanno della testa.
    E allora faremo come Tancredi nel Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: “Bisogna cambiare tutto, per non cambiare nulla”, non per nulla sono molti gli eredi del Principe di Salina, che la pensano così. Un caro abbraccio

  2. Come non condividere appieno Alfredo, ci mancava la “Covid dittatura” all’Italiana..Dopo più di un anno non hanno voluto modificare, opponendosi pure al TAR il Protocollo “Tachipirina e vigile attesa”. Privandoci anche del voto grazie al Capo Dello Stato. Purtroppo mi sto aspettando “altro”…., non sarà facile farli scendere dal “Trono”. Fortunatamente abbiamo La Magistratura che vigila. Ci stanno sfiancando. Un caro e ammirevole augurio per il Tuo impegno Civico. Nel mezzo tra Comunismo & Fascismo ci sarà pure qualcos’altro.!?

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