DIFENDERE LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE IN OGNI SEDE

Di Riccardo Ferri

Pubblichi un post ritenuto “sessista” contro Kamala Harris? Vieni sospeso dall’Università. È quanto accaduto al professor Marco Bassani della Statale di Milano, reo di aver pubblicato una vignetta offensiva nei confronti del vicepresidente degli USA lo scorso novembre. Il procedimento disciplinare che è seguito ha portato alla sospensione del suo stipendio per il mese di giugno, nonostante il docente abbia rimosso il post e si sia scusato per l’accaduto. “E’ ancora università o è la Cina di Mao?” denuncia Bassani. Possiamo discutere del fatto che il post facesse uso di un registro colorito o sgarbato. Ma ben più grave è il fatto che un professionista sia stato sospeso dall’incarico per avere liberamente e in maniera non violenta espresso una propria opinione. La libertà di pensiero ed espressione deve essere un principio sacrosanto e inviolabile, soprattutto in un luogo di confronto come le università pubbliche. Se così non fosse, si aprirebbero scenari altamente preoccupanti.

 

DACCI OGGI LA NOSTRA POLEMICA QUOTIDIANA

Di Ledia Ninga

Demi Lovato, emersa dagli scavi archeologici della nostra adolescenziale memoria, ha ultimamente dichiarato a noi – macinatori di polemiche – il suo genderfluidismo e richiede di essere chiamata/chiamato con il pronome “loro”. Tradotto per i più anziani, non si sente donna, ma neanche uomo. O forse nessuna delle due. O forse entrambe in contemporanea. In linguaggio tecnico, non binaria. Catapultandoci in questi lidi, Michela Giraud, nota attrice comica ha giustamente notato per tramite Twitter che tale prassi era già stata adottata tempo fa dal nostrano mago Otelma. A seguito, uno tsunami social l’ha costretta a spazzare via quel tweet, giusto per ricordarci che “la cancel culture non esiste”. Se l’americana ha la libertà di trasfigurare la biologia, perché noi non possiamo dare un giudizio comico? Chi definisce la “libertà”? Chi la può esercitare? Secondo chi la professa, apparentemente non tutti.

 

DL SEMPLIFICAZIONI: TRIVELLARE LA STERPAGLIA BUROCRATICA ITALIANA

Di Alessio Torrano

La prossima settimana il governo si appresta a varare il primo decreto a supporto – conditio si ne qua non – del PNRR, il già ribattezzato Dl Semplificazioni, per cercare di dare un sensibile colpo di scure alla paludosa burocrazia del paese. Per spendere meglio, perché i soldi non basta averli ma bisogna anche saperli investire, ma anche per poter dare una boccata di ossigeno alle tante imprese, italiane e non, fermate, gambizzate e spesso troncate dal carrozzone della burocrazia Italiana, che rappresenta il più becero grado di giustizialismo zelante che vuole vedere solo corrotti o corruttori. Che il governo Draghi rappresenti una svolta a quanto detto, per spendere i soldi del recovery, per affidare rapidamente appalti e commesse e immettere nell’economia reale 230 ca. miliardi di euro e riporti l’Italia ad essere appetibile al capitale estero, anche risolvendo l’altro grande problema: il funzionamento della giustizia.

 

SPACE: FINAL FRONTIER (AGAIN)

Di Gabriele Volpi

Il 15 maggio il rover cinese Zhurong è ufficialmente atterrato sulla piana Utopia Planitia di Marte, portando la Cina ad essere la seconda nazione al mondo ad aver mai spedito un rover movente su Marte. Questo episodio conferma il sempre più crescente rinnovato interesse per lo spazio, non più in forma di grandi collaborazioni come è stato per la ISS ma come una rinnovata corsa tra blocco occidentale ed orientale. La posta in gioco rispetto agli anni’70 non è solo pura immagine, ma la possibilità di accaparrarsi (per ora soprattutto sulla Luna) risorse preziose, quali le famose terre rare necessarie per l’industria dei microcircuiti. Neppure l’Europa si esenta dal partecipare, presentando (oltre alle innumerevoli collaborazioni con il programma americano Artemis per la costruzione di moduli abitabili) il progetto Moonlight, una costellazione di satelliti in orbita lunare per fornire servizi di comunicazione e geo localizzazione per le future missioni lunari. Sicuramente i tempi promettono novità interessanti nel campo dell’Esplorazione Spaziale.

 

TASSE, GIOVANI E TECNOLOGIA

Di Nicolò Donghi

Fresca di qualche giorno, la notizia di una dote ai diciottenni presentata da Letta lascia qualche spunto di riflessione. Veramente la soluzione migliore che possa venire in mente ad un gruppo politico può essere aumentare le tasse o utilizzare i fondi dello stato per darli a dei ragazzi che, ovviamente senza colpe, ancora non sono in grado di gestirli? Forse una soluzione sarebbe potuta essere prevedere maggiori fondi nel piano di ripartenza nazionale, che è fatto in modo da creare risorse, non è nato, almeno in origine, per sferzare ulteriormente i cittadini. Un’altra soluzione che si addice allo Stato potrebbe essere cercare finalmente una posizione di rilievo e di rispettabilità tassando chi da anni non paga una grande quantità di tasse in Italia, come i colossi tecnologici, di certo non i cittadini. In quest’ultima situazione, tuttavia, uno stato che si rispetti investirebbe i propri liquidi nella propria tecnologia, nel proprio stato dell’arte, non certo in bieche forme di assistenzialismo per accaparrare voti.

286
CONDIVIDI