Corre sempre più velocemente la voce che il candidato scelto da certa coalizione per salire -ove accadesse il vero prodigio- quei gradini del Campidoglio sia certo…. Professor Enrico Michetti.
Certo, lui non è “l’oscuro commercialista di Bari” che il prof. Nino Andretta ebbe seduto al suo fianco nel secondo governo Spadolini nel 1982, ma poco ci manca.
Sì: perché sembra proprio che, con mano pesante (quindi da mordere senza pietà) ed evitando -di tal guisa- di mettere in vetrina i propri (pochi) gioielli di partito o parlamentari, Giorgia Meloni abbia preteso una convergenza unanime degli… invertebrati  su quel nome. Lega e Forza Italia fanno finta di non capire, ma sono proprio loro. Ovviamente Enrico è un nome proveniente dalla…”società civile”: quasi che il politico provenga da una società incivile.   Mah…
È pure in rappresentanza del popolo italiano, il politico.
Tuttavia la Nostra impavida eroina non si cura proprio di questi dettagli, con buona pace di tutto quel vasto mondo moderato che l’ha pure sempre…snobbata.
Così, dopo di aver messo da parte i propri familiari (perché troppo oberati da impegni), lei ha optato per l’Uomo.
Noi Michetti non lo votiamo, tanto per mettere subito le cose in chiaro.
Anche perché sarebbe assai istruttivo giungesse forte il segnale che non potrà mai passare a Roma un uomo di destra estrema.
Gianni è stato più che sufficiente. Neppure Alemanno, udite udite, é riuscito ad interrompere quel prodigioso e crescente successo che -correva l’anno 1993- Silvio Berlusconi avviò proprio qui nella Capitale per quella coalizione che era davvero moderata e liberale. Una domanda ci sia consentita. Che farà Giorgia, tutta sola (o con pochi intimi) con il suo…toh.. 15%: dove andrà, ma soprattutto con chi ci andrà se non avrà più alleati?
Noi liberali, lo ha ribadito il nostro ultimo Congresso, non siamo né di destra né di sinistra e saremo sempre pronti a guardarci intorno per tutto l’orizzonte per scorgere, finalmente, un Sindaco degno di quest’Urbe.

Che sappia, prima di tutto, far riacquistare un minimo senso di comunità e civico a questa città che di guerre ne ha già viste abbastanza.

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