Diciamo subito una cosa, che va posta subito in premessa.

La soddisfazione dei bisogni collettivi deve essere sempre ponderata, rapportando ogni attesa con l’altra: per non creare squilibri e per non generare vera insoddisfazione tra i contribuenti.
Però, prima di tutto, va fatta una puntuale ricognizione sui cd. “buchi neri”: che sono rimasti come eredità dalle precedenti Amministrazioni.
Soprattutto in una grande città com’è l’Urbe, che ha subíto un intero lustro di incurie e insipienze operative dalla cd…. “cura M5S”.
È più importante rifare il patrimonio civico dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti, ovvero asfaltare le strade, che oggi sono in formato… “gruviera”?
È più importante fare una seria manutenzione, dopo di averlo recuperato, del patrimonio arboreo pubblico (che già era di invidia per il mondo intero), oppure far sì che i mezzi pubblici -ahimè usurati oltre ogni misura- non creino notevoli problemi di sicurezza per le persone?
Oppure ancora: é meglio che i Vigili Urbani svolgano appieno i propri doveri d’ufficio, o è bene sistemare i cimiteri perché non continuino le indecenze che pure si stanno aggravando?
Non solo e non tanto per quel che riguarda le pratiche di sepoltura e incenerimento  dei poveri defunti, ma pure per evitare episodi incresciosi come quello su cui si sofferma il giornale Quotidiano “Il Tempo”. Che ci  narra di come un grande romano, Gigi Proietti, anziché avere degna sepoltura nel Cimitero Monumentale del Verano (come sarebbe giusto) sia stato “dirottato”…in Umbria, nella tomba di famiglia?
E potremmo proseguire..
Questi sono solo alcuni esempi che dovrebbero ispirare delle sane politiche di priorità da catalogare e ristorare (con la graduale diversità che é pure necessaria per le varie realtà Municipali).
Ma per poter far questo si deve avere, innanzitutto, piena contezza -Municipio per Municipio-, tema per tema, persino partito per partito (se si è in coalizione), di tutte quelle che siano le priorità da affrontare.
Ecco, è proprio per far questo che serve un capace politico: che è come il minatore, ché sa bene da dove e come estrarre… le pepíte di materiale prezioso, roccia per roccia.
Tutti sarebbero capaci di buttare ché ne só delle…bombe atomiche sulla miniera: devastando tutto per non trovare proprio nulla.
Ecco, noi abbiamo alle spalle un lustro di bombe atomiche, che hanno lasciato di fatto tramortita l’Urbe.
Sì è rubato poco, non nulla, ma ciò non è affatto di consolazione o di compensazione -anzi- dei veri disastri che sono stati provocati da quei dilettanti di pentastellati, a iniziare proprio da Virginia Raggi!
Nessuno ci potrà mai levare dalla testa il pensiero che ora più che mai occorre un bravo politico, che sia attento e pure ammodo: ché sappia tessere con sagacia la tela delle complessità.
Perché la gestione delle situazioni estreme e la cautela della azione fanno parte del DNA di un vero uomo politico.
Ciò di cui Roma ha oggi bisogno.
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