Inutile girarci intorno la drammatica e agghiacciante verità sulla tragedia del Mottarone ci insegna, speriamo che sia per davvero, da noi gli insegnamenti sono serviti a poco, due cose, la prima che su certe infrastrutture i controlli devono essere più fiscali, ravvicinati e definiti, la seconda che le conseguenze della pandemia sono più vaste, profonde e pericolose di quanto non si sappia.

Del resto che più persone fino a ieri inappuntabili, coscienti e perbene, si trasformino in mostri criminali spietati e potenziali assassini per denaro, per evitare di perdere gli incassi dopo un lungo periodo di chiusura forzata è sconcertante e terrificante assieme.

Ebbene non siamo né psicologi, né magistrati, parliamo da spettatori di una tragedia assurda che se fosse per noi meriterebbe la pena più forte ed implacabile possibile, nulla può reggere di fronte alla disperazione e al dolore immenso per le vittime di un dramma evitabile, ma qualche domanda è obbligatoria.

Insomma, per noi, solo un cervello andato in fumo, trasformato all’improvviso in quello di un mostro spietato e incallito, solo una mente andata in malora potrebbe partorire tanto, altrimenti difficile pensare e ragionare su fatti tanto sconvolgenti.

Per gente come noi, solo immaginare di manomettere ad hoc un sistema fondamentale per la sicurezza di una infrastruttura così particolare come una funicolare è impossibile, peggio se la manomissione è perpetrata e consapevole nel tempo da più persone coalizzate, è chiaro dunque che venga da dire, roba da matti, oltreché da criminale ovviamente, insomma incredibile ma purtroppo vero.

Dopodiché ci penseranno le autorità competenti a stabilire quello che dovrà essere stabilito e che auguriamo avvenga in tempi rapidi e in modo chiaro ed esemplare affinché resti la testimonianza della gravità enorme di un reato così sconsiderato.

Nonostante ciò restano sia l’urgenza di stabilire per legge controlli più frequenti e censori, peraltro ci chiediamo vista la forza con cui si promuove la digitalizzazione, se non sia installabile qualche diavoleria di chip che controlli in tempo reale l’efficienza delle infrastrutture e blocchi in automatico il funzionamento, simile all’interruttore salvavita, sia la necessità di valutare cosa stia provocando la chiusura da pandemia nella società.

Del resto come negare che in 18 mesi di chiusura forzata siano aumentati i fenomeni criminogeni, depressivi, dall’autolesionismo, alla violenza contro gli altri, sulle donne specialmente, ai suicidi, al bullismo più brutale giovanile, ai cosiddetti esaurimenti nervosi, insomma a tante e troppe manifestazioni di devianze gravi conseguenti ai problemi più in generale pandemici.

Ecco perché dicevamo, l’abbiamo scritto in questi mesi, che l’attenzione maggiore va rivolta ai settori che hanno concretamente più sofferto la chiusura e gli obblighi commerciali, parliamo certamente dei giovani chiusi in casa per così lungo tempo, obbligati a una distanza sociale ed emozionale fino ieri sconosciuta, così come a tutto il mondo del lavoro privato, del fatturato, che è stato bloccato rispetto al mondo statale.

Insomma bisognerà porre attenzione, creare delle strutture ad hoc di assistenza e monitoraggio, di prevenzione soprattutto, visto che prevenire è meglio che curare, dei fenomeni psicologici di devianza che ci sono e ci saranno di più per via della pandemia, inutile negare inutile girarci attorno, grave davvero sarebbe fare finta o peggio sottovalutare l’incidenza psicologica sulle chiusure da covid.

Del resto affrontare la crisi sanitaria vuol dire certamente il piano vaccinale, il monitoraggio dei guariti, il raggiungimento dell’immunità, la prevenzione coi richiami o quel che sia, ma vuol dire anche controllare e curare le conseguenze della crisi sociale.

Solo così tragedie insopportabili come il Mottarone, come quella del Morandi, serviranno a testimonianza del dolore a cui ci uniamo delle famiglie delle vittime di questi inaccettabili disastri, che oltretutto ci espongono alla berlina del mondo proprio nel momento più particolare delle riaperture, solo così avremo un futuro più sicuro, controlli draconiani sulle infrastrutture e prevenzione e sostegno per le conseguenze di ogni tipo da covid.

E qui vi salutiamo, per qualche giorno non ci vedremo per commentare i fatti quotidiani, saremo fuori ma resteremo in contatto magari con alcuni post attraverso i social, buona festa della Repubblica, evviva la libertà e l’Italia democratica Repubblicana, evviva la democrazia che non è il fascismo e nemmeno il comunismo.

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1 COMMENTO

  1. Caro Alfredo, ormai è dimostrato che il lungo lockdown a cui siamo stati costretti, ha avuto effetti collaterali gravi, sia sulle persone, sia sulle cose.
    Sulle persone, perché la forzata convivenza ed il forzato isolamento, nei soggetti più fragili ha acuito i problemi psichici e depressivi, sulle cose perché il mancato funzionamento avrebbe richiesto controlli maggiori e più accurati, prima della riapertura.
    Purtroppo la funivia del Mottarone ne è il tragico epilogo: una funivia obsoleta, con controlli radi e non radicali, una serie recente di blocchi della cabina le cui cause non sono state approfondite in tempo, un gestore che con tutta la sua squadra blocca i freni di sicurezza per non compromettere il prevedibile afflusso di gente alla riapertura, confidando nella fortuna e mai supponendo nella rottura del cavo trainante. Insomma un insieme di circostanze che non si sarebbero dovute verificare, ma che purtroppo hanno portato alla morte di 14 persone.
    Ma la stessa superficialità dei controlli e dei gestori si era vista con il ponte Morandi a Genova, evidentemente nessuno pensava che potesse crollare, non posso pensare che il gestore scientemente possa aver agito per farlo crollare, sapeva che aveva urgente bisogno di manutenzione, ma non credo che potesse supporre la tragedia che poi è avvenuta.
    Lo stesso al Mottarone, il gestore ha cercato di salvare l’incasso, ma non credo pensasse nella rottura del cavo.
    Ovvio che non sono assolutamente scusanti, anzi! Ma siamo in Italia, paese della burocrazia, dove i controlli sono annacquati dalle troppe norme, spesso discordanti tra loro, ma è possibile che nessuno ha pensato a passare ai raggi X sia il cavo portante, sia il cavo traente? In 18 mesi di inattività e mancanza di presenza in loco del personale, possibile che non ci fosse un sensore per avvertire il gestore nel caso che dei fulmini avessero colpito i cavi?
    Insomma si fanno migliaia di norme inutili, superate, contradittorie e poi si piangono dei morti. Forse varrebbe la pena di buttare tutto e rifarlo con maggiore semplicità e chiarezza, ma specificando che le pene sono certe, pesanti e rapide. Un discorso di semplicità e chiarezza che varrebbe per tutto; si parte dal principio che il cittadino è fondamentalmente onesto, ma se dai controlli ciò non dovesse essere, la Giustizia agirà rapidamente e pesantemente senza sconti, senza appelli.
    Fantascienza? Si, purtroppo siamo in Italia: fotti tu, che fotto anch’io. Lo Stato è il primo a fottere il cittadino con 200.000 leggi (3.000 in GB, 5.500 in Germania, 7.000 in Francia) , regolamenti e tasse inique ed il cittadino si difende arrangiandosi, evadendo, dichiarando il falso. Nulla di cambiato rispetto allo Stato papalino o ai vari Borboni, cambia solo il nome.
    Auguriamoci che la riforma della Giustizia possa riportare l’Italia dentro la media europea perché le troppe leggi favoriscono alcuni a danno di altri, le troppe leggi favoriscono l’interpretazione delle leggi anziché l’applicazione, le troppe leggi favoriscono l’elusione anziché il rispetto…
    Un caro abbraccio ed un sereno fine settimana

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