Come dicevo qualche articolo fa la pandemia ha portato a vari cambiamenti di abitudini e di stile in quasi tutti noi in particolar modo perché ci siamo trovati impreparati difronte ad un evento del genere e quando non si pensa che possa accadere un qualcosa di spiacevole e sgradito, insorge un trauma in chi subisce che lascia una ferita a breve o a lungo termine mentre quando avviene qualcosa di molto piacevole e gradito in noi si innesca una emozione di piacevole stupore che porta beneficio e gioia ma non è purtroppo il nostro caso. La pandemia ha portato ad avere a che fare con uno strano virus Covid-19 a noi prima sconosciuto che ha bloccato e sconvolto l’intero pianeta e varie generazioni. Ha mutato e sta cambiando le nostre abitudini partendo dal mondo lavorativo. Come dicevo settimane fa per alcuni è stata la rovina che ha portato alla  chiusura di attività, indebitamento, senso di fallimento e  di incertezza ma per altri a livello economico non è mutato nulla anzi addirittura c’è stato un aumento dello stipendio e un cambiamento vantaggioso di ubicazione, dall’ufficio a casa con lo smart working.  Per qualcuno il mondo dell’ufficio e lo stare con colleghi poteva essere una gioia e uno svago ma per molti altri poteva essere avvertito come un incubo perché si sa che a volte la costrizione a condividere gli stessi ambienti per giornate intere può essere faticoso e a volte si innescano dinamiche che per alcuni si traducono in vera oppressione. Il mobbing è uno dei quei fenomeni non piacevoli per chi lo subisce che si innesca nel mondo lavorativo attraverso atti persecutori al pari del bullismo nei giovani, dove vi è una vittima e spesso più aguzzini che si accaniscono contro colui perché considerato diverso, più fragile. Per il mobbizzato in questo caso andare a lavoro diviene angosciante sino a portarlo ad avere alterazioni dell’equilibrio socio-emotivo che conducono ad ansia, attacchi di panico, depressione, ossessioni, anestesia emozionale e altro ancora inducendolo all’evitamento del luogo di lavoro; in questo caso possiamo dire che la pandemia è stata una vera benedizione! In qualità di psicologa ho seguito casi di persone mobbizzate dalla sintomatologia molto vasta ed invalidante che riguarda la  cefalea, le vertigini, i disturbi gastrointestinali, la dermatosi, mal di schiena, disturbi della sessualità, disturbi del sonno, nausea etc e per chi subisce il mobbing è angosciante la sola idea di doversi recare a lavoro. Tra i casi che ho seguito mi ha colpito in particolar modo quello dove la vittima era perseguitata dal proprio titolare con lo scopo di indurlo a licenziarsi in quanto non più gradito e perché da sostituire con un altro. Le mansioni che doveva svolgere erano sempre più impegnative e faticose, le umiliazioni per mezzo di parole pesanti erano all’ordine del giorno, seguivano minacce e poco dopo anche maltrattamenti  fisici e prolungamento dell’orario di lavoro. Benchè il titolare sapesse che era un uomo con moglie e due bambini piccoli il trattamento rimaneva medesimo se non peggiorativo. Tutto questo aveva ridotto il povero malcapitato ad avere una grave depressione e a sentirsi privo di speranza per il futuro.  In questo caso la pandemia con il suo smart working potrebbe aver salvato molte situazioni sgradevoli che avvenivano in ambito lavorativo ma credo che questo sia l’unica nota positiva (o una delle poche) in quanto il Covid ha portato in modo repentino ad un mutamento delle nostre abitudini e delle nostre libertà provocando un senso di incertezza spiccato in tutti noi per il futuro. Credo non sarà mai più come prima e questa potrebbe essere una delle tante pandemie che seguiranno nel nostro cammino. Chi vivrà vedrà…

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