PRIMI PASSI VERSO LA NORMALITÀ

Di Tommaso Lipari

Con l’avanzare della campagna di vaccinazione cadranno le condizioni che hanno portato alle restrizioni e non ci sarà più bisogno dei protocolli di sicurezza per i diversi settori. Lo scrivono le Regioni nella premessa alle nuove linee guida. “Un’elevata adesione alla campagna vaccinale, favorita da adeguata promozione della stessa determinerà le condizioni immunitarie di protezione dallo sviluppo di patologia grave e d’infezione sia dei lavoratori sia degli utenti delle attività, contribuendo a evitare che si ripresentino le condizioni che hanno portato alle diverse restrizioni nel corso degli ultimi 15-16 mesi”. Feste di matrimonio con green pass anche in zona bianca. “Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso, devono svolgersi nel rispetto di protocolli e con la prescrizione che i partecipanti siano muniti di una delle certificazioni verdi anche in zona bianca”.

 

DITTATURE E DOVE TROVARLE

Di Francesco Conti

In Myanmar la situazione ricorda una guerra civile, per via della violenza e del numero di morti. L’ultima notizia riguarda un giornalista americano che è stato fermato mentre cercava legalmente di lasciare il paese. Come gravità, non è paragonabile alle vite perse, ma ciò ci ricorda che siamo di fronte ad un governo autoritario che si è instaurato con la forza e impiega quest’ultima per bloccare il dissenso e chiunque fornisca informazioni non allineate. Tuttavia, non bisogna allontanarsi troppo dall’Italia per assistere a qualcosa di simile. Un jet bielorusso, su ordine di Lukashenko, ha intercettato e costretto all’atterraggio a Minsk un aereo di linea, per arrestare un dissidente che era a bordo. Non c’è bisogno di entrare nel dettaglio: si tratta di una palese infrazione delle leggi internazionali, di un colpo di mano che solo un dittatore può fare e di una minaccia alla libertà individuale che gli stati europei devono condannare con tutte le forze.

 

PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE

Di Gianmatteo Lombardi

L’Italia è un paese dalle infrastrutture estremamente fragili e non lo abbiamo scoperto venendo a conoscenza di quanto successo a Stresa lo scorso 23 maggio. Simili stragi sono purtroppo ordinarietà nella nostra realtà, non in grado ormai da decenni di saper affrontare il problema di infrastrutture e di sicurezza da cui è afflitta e di saper dare l’adeguata rilevanza al concetto di manutenzione. Lascia dunque alquanto perplessi il decreto semplificazioni di cui si parla da diverse settimane, che dunque in nome di una sacrosanta sburocratizzazione rischia allo stesso tempo di rimuovere significativi paletti in termini di controlli e sicurezza delle opere. In Italia c’è un evidente problema culturale e all’orizzonte non si scorgono soluzioni in merito.

 

MAXXI L’AQUILA: UNA METAFORA DI RIPARTENZA PER LA NOSTRA ITALIA

Di Giulia Pantaleo

Maxxi a L’Aquila: inaugurato il museo del contemporaneo nella città ferita dal Terremoto, simbolo di rinascita dopo il sisma e il Covid. L’arte contemporanea irrompe all’Aquila nel settecentesco Palazzo Ardinghelli, riportato al suo antico splendore grazie ai 7 milioni di euro donati dalla Federazione russa, arrivati all’indomani del terremoto. Dopo la falsa partenza un anno fa, dovuta alla pandemia, oggi apre finalmente al pubblico il nuovissimo Maxxi L’Aquila (Museo nazionale delle Arti del XXI secolo). “Non è una sede distaccata, questo è il Maxxi”, sottolinea la presidente Giovanna Melandri, spiegando il progetto di un museo che ambisce a essere laboratorio, propulsore di cultura e di arte, di contatti internazionali e con il territorio. “Nella piccola cappella al piano nobile, mirabilmente restaurata, la Colonna nel vuoto di Ettore Spalletti quasi commuove, con il suo invito laico a guardare al cielo, opera testamento che è un capolavoro di poesia. Qualche sala prima, gli straordinari arazzi di William Kentridge sono un’esplosione di vita e di colori, grandi carte geografiche che rimandano alla diaspora e al nomadismo sotto lo scheletro della grande volta in legno che i restauratori, volutamente, hanno lasciato scoperta a ricordo del terremoto che nel 2009 ha ridotto in macerie arte, palazzi e vite” (Ansa). Come nella sua sede di Roma, il MAXXI L’Aquila punta a far dialogare arti visive, performance, fotografia e architettura, interrogandosi sulla contemporaneità, e a realizzare, attraverso le produzioni di artisti e creativi, la sua missione istituzionale e la sua vocazione culturale e sociale. Accanto a progetti site specific, le sale di Palazzo Ardinghelli ospitano opere della Collezione MAXXI con una programmazione di mostre temporanee d’arte, architettura e fotografia. Il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij afferma: “La bellezza salverà il mondo”. Ne siamo sicuri. Frattanto, abbiamo già scelto una meta per le nostre vacanze estive.

 

IL VOLONTARIO DELLA MORTE

Di Gianluca Lo Mele Buonamico

Novantasette anni fa, il deputato del Partito Socialista Unitario Giacomo Matteotti denunciava dagli scranni di Palazzo Montecitorio i brogli elettorali del 6 aprile. Da quella tornata, anche grazie alla legge elettorale fortemente maggioritaria approvata nel novembre 1923 (la cosiddetta “Legge Acerbo”), era uscita vittoriosa la Lista Nazionale guidata dal Duce. “Contestiamo in questo luogo e in tronco la validità delle elezioni della maggioranza […] L’elezione secondo noi è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni. […] Per vostra stessa conferma dunque nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà […] Vi è una milizia armata, composta di cittadini di un solo Partito, la quale ha il compito dichiarato di sostenere un determinato Governo con la forza, anche se ad esso il consenso mancasse”. Rapito e assassinato il 10 aprile dai sicari fascisti, il suo corpo venne ritrovato ad agosto e Mussolini ne assunse la responsabilità politica, morale, storica dell’accaduto. Il “volontario della morte” (così lo definì Gobetti) sapeva che la sua denuncia significava una sola cosa: dopo il suo intervento, infatti, si rivolse ai suoi dicendo “Io, il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me”.

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