Altezza Reale, ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscerLa in questa vita terrena e di godere della Sua stima, che per me è stato il più ambito dei riconoscimenti, perché Lei, in tutto degno di Sua Maestà, il Re Umberto II, ha onorato la Sua Casa e la nostra Patria come pochi hanno saputo. L’ha fatto mantenendo sempre alto il prestigio della Corona, in Italia e all’estero, l’ha fatto illustrando il nostro Paese al meglio delle sue millenarie tradizioni, che il Risorgimento Nazionale seppe rifondere assieme, l’ha fatto – col consenso di Sua Maestà il Re Umberto – giurando fedeltà alla Repubblica, pur di poter servire la Patria in Marina.  La commozione che, indipendentemente dalla questione istituzionale, prende tutti gli Italiani consapevoli di essere tali, mi spinge a ricordare le tante occasioni d’incontro con Lei, in celebrazioni ufficiali o in incontri con le persone più vicine, a cui ha sempre riservato un’attenzione vera, spontanea e curiosa degli altri. Di tutti gli altri. Ora che prende commiato per entrare nell’albo d’oro della storia di Casa Savoia, è tutta la vicenda nazionale che mi torna in mente, così legata alla dinastia da esserne indistinguibile. Una storia che ha vissuto la mia famiglia e hanno vissuto tutti gli Italiani. Altezza Reale, volevo semplicemente ricordarLa, perché ne sentivo il dovere e perché ne avevo il più grande desiderio. Poi il mio scritto ha preso, quasi autonomamente, la forma di una lettera a Lei indirizzata, perché Lei resterà sempre con noi, nelle nostre coscienze, nei nostri pensieri e nelle nostre azioni. Viva l’Italia!          

 

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