La ormai data per certa Federazione tra la LegaSalvini e Forza Italia  apre sempre maggiori spazi di riflessione.
Perché ormai è abbastanza netto il solco che separa le due anime di governo da quella ossessivamente negativa e sovranista della destra estrema.
Tutto ciò non potrà che avere delle conseguenze anche in chiave elettorale: seppure tutti facciano finta che non stia succedendo niente, il dado è finalmente ormai tratto.
Le vicine elezioni amministrative si confida possano esplicitare questo arcano fino in fondo.
Perché i tanti elettori dell’ex-centrodestra, detto  in parole povere, abbiano chiaro sino in fondo che il loro voto a Fratelli d’Italia equivale in tutto e per tutto a quello che una volta veniva dato al vecchio  Movimento Sociale Italiano.
Del tutto arroccato su sé stesso.
Gianfranco Fini?  Resettato.
Il Polo delle Libertà? Resettato.
L’evoluzione di affidabilità della destra? Depennata.
Premesso tutto questo (non augurando niente di male a questi  nostri nuovi avversari politici, ex cugini) c’è da dire che si sta aprendo uno sconfinato spazio d’azione per tutti gli elettori moderati.
Perché non è affatto automatico, ad esempio in chiave europea, che Lega e FI confluiscano entrambi -e per forza- nel Partito Popolare Europeo.
Lasciando scoperta, ad esempio, tutta quell’anima laica e  liberale che con Angela Merkel non ha proprio avuto niente a che spartire.
Perché il sentire liberale è laico ed aconfessionale, mentre quello della maggior parte del PPE è di ispirazione cristiana.
I due modelli di Stato, poi, ipoteticamente sognati sono tutt’affatto diversi.
Pure sull’Europa le tesi sono articolate.
Di tal guisa, la federazione LEGA-FI avrà senso vero e pregnante solo se si differenzierà pure in Europa: dai socialisti-comunisti per un verso e dalle destre sovraniste dall’altro.
Tutto ciò non potrà che avere un portato diretto e una ripercussione pure sulle prossime elezioni politiche nazionali.
Dove non sarebbe affatto utopico immaginare un nuovo bipolarismo: tra l’ala pro-governativa e quella di opposizione.
Di tal guisa scardinando i vecchi feticci di destra e sinistra.
E in Europa?
Qui la LegaSalvini potrebbe (ripetiamo l’idea che avanzammo un paio di mesi fa) comodamente accasarsi in quel raggruppamento che trova soci pure noi del PLI e che si chiama “RENEW EUROPE”.
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