Referendum giustizia

Di Giuseppe Perruolo

Il 3 Giugno 2021, il leader della Lega Matteo Salvini, e alcuni esponenti del partito Radicale hanno depositato in Cassazione i quesiti referendari in materia di giustizia. Il comitato promotore, che ha la doppia presidenza Salvini-Turco, ha affermato che la scelta del referendum è la via più giusta per proporre una riforma in materia giustizia. Riportando le affermazioni del leader della Lega: “La riforma in Parlamento? Alcuni temi non potranno trovare spazio in Parlamento e li mettiamo nelle mani dei cittadini”, è chiaro come l’intento sia quello di proporre una riforma alternativa a quella a cui sta lavorando il ministro della Giustizia Marta Cartabia. Il Referendum verterebbe in pratica, su sei argomenti principali, stravolgendo l’attuale sistema, in particolare: separazione delle carriere dei magistrati, abrogazione della Legge Severino, responsabilità civile dei magistrati, custodia cautelare, abolizione raccolta firme lista magistrati e consigli giudiziari. Dal mondo politico sono stati diversi e discordanti la condivisione della proposta “Referendum Giustizia”, va ricordato, però, che la riforma in materia giudiziaria è uno dei vincoli per l’erogazione del Recovery Plan.

 

Finalmente liberi

Di Luca Degiorgis

Da domani almeno 7 regioni passeranno in zona bianca, ciò consiste nel totale o quasi annullamento delle restrizioni dovute al covid. L’unico nodo ancora al pettine pare sia la questione discoteche, di cui i gestori chiedono chiarezza riguardo alle regole da applicare. Negli scorsi giorni l’Italia è andata oltre le aspettative del piano del generale Figliuolo con oltre 600mila vaccinazioni in un giorno. In alcune città come Bari si stanno già iniziando le inoculazioni per i minorenni fragili. A Milano c’è stato un vero e proprio boom di prenotazioni per la fascia 16-29, oltre 400mila in poche ore sul sito della regione Lombardia. Andando avanti di questo passo presto tutto il paese sarà in zona bianca con annesse le progressive rinunce ai provvedimenti, chiaramente il coprifuoco che si sta già valutando di togliere e l’uso delle mascherine all’aperto, più complicato nel breve periodo. Dovrebbe inoltre arrivare in questi giorni il famoso Green Pass, che permetterebbe a tutti i cittadini UE vaccinati o tamponati di viaggiare in libertà per i paesi dell’Unione. Fino a qualche mese fa sembrava impossibile, ma la luce in fondo al tunnel si comincia a vedere chiaramente.

 

Ministro, aggiunga un posto a tavola

Di Pietro Mazzeri

Sembra che la più grande preoccupazione della politica italiana, quando non è intenta a proporre qualche nuova tassa o qualche nuovo bonus – come sempre pagati da Pantalone – sia quella di legiferare sul numero di persone che possono sedersi attorno ad un tavolo per pranzo o per cena. Dopo lunghissime e scientificissime consultazioni si è arrivati a confermare che più di sei persone allo stesso tavolo rappresentino un pericolo che il grande ed efficientissimo stato italiano non permetta di far correre ai propri sudditi. Anche se basterebbe passare per i tavolini dei bar del centro storico di qualsiasi cittadina dello stivale per appurare che, per fortuna, di queste regole non freghi proprio a nessuno. Il triste declino, attorno a un tavolo che conta meno di sei commensali, di uno stato in bancarotta: a chi toccherà pagare quando arriverà il conto?

 

Libro di Giorgia Meloni: la strana libertà di espressione dei nostri giorni.

Di Gabriele Panico

Ha fatto molto discutere la pubblicazione del libro autobiografico del leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Oltre ai soliti attacchi personali ed accuse di prosecuzione di vecchie ideologie anacronistiche è stata pubblicata una foto di uno scaffale in cui il libro veniva esposto capovolto. L’immagine postata da un prof. universitario, tale Simon Levis Sullam, richiama l’esecuzione avvenuta a Piazzale Loreto. Questo gesto, credo debba provocare sdegno per i metodi utilizzati nell’esprimere una divergenza di ideale. Diceva un vecchio filosofo: non condivido le tue idee ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle. È giusto criticare i metodi, le espressioni verbali accese, anticonformiste la differente visione politica, ma è importante non sfociare in quello che reputo la vera violenza che se condivisi da persone poco inclini al dialogo possono provocare scontri. È giusto non condividere le idee della Meloni ma è “FASCISTA” e dittatoriale capovolgere la sua immagine.

 

Festival economia di Trento

Di Francesco D’Ignazio

Si sta tenendo in questi giorni il festival dell’economia di Trento e l’argomento di quest’anno è il ritorno dello stato in economia. Il tema non è più soltanto nazionale, con la Cassa Depositi e Prestiti divenuta ormai reminiscente della vecchia IRI. Anche in paesi considerati liberisti come gli Stati Uniti sono sempre di più i commentatori che invocano piani di investimenti statali per far ripartire l’economia, citando il successo della collaborazione fra stato ed imprese per lo sviluppo veloce dei vaccini. Che questa interpretazione sia corretta o no, anche senza l’intervento dello stato osserviamo da diversi anni un processo di concentrazione del settore privato: da un lato la nascita di monopoli nel mondo del Big Tech, dall’altro il fatto che una manciata di holding companies, prima fra tutte Blackrock, siano azioniste di maggioranza di tutte le principali aziende americane e siano sempre più decise a imporsi nel processo decisionale di queste.

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