Le prossime elezioni amministrative potrebbero essere le prove d’amore finali per tutte le coalizioni che forzosamente sono convolate a nozze nell’epoca maggioritaria.
Prendiamo Roma ad esempio.
Qui, con buona dose di probabilità, si consumerà poi il divorzio definitivo di Giorgia Meloni da Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.
Tutto iniziò proprio a Roma (Fini candidato Sindaco e Berlusconi che opzionò per lui) e tutto a Roma finirà (Meloni che snobba gli altri e impone il suo vacuo commentatore radiofonico).    Questa è la storia.
Giorgia Meloni dalla scelta di allora ebbe pure tutti i vantaggi  che una brava ragazza di borgata avrebbe potuto vedere col cannocchiale (potendo -che ne só?- al massimo diventare consigliere della sua circoscrizione) nella Prima Repubblica. Perché questo è.
Ma  oggi sceglie il candidato e pure il taglio da dare alla prossima campagna elettorale.
Assumendosi pure tutte intere le più ardue responsabilità nel dire “no” a Guido Bertolaso (verso cui pure propendevano Salvini e Berlusconi) e facendo optare gli “alleati”… per un  affabulatore radiofonico che ambirebbe a diventare Sindaco della Capitale più bella al mondo.
Vabbè che dopo l’horror di Virginia tutto è ormai possibile…
L’affabulatore arriverà al 27%?
O al 35%?   Andrà al ballottaggio?
Il merito di quel risultato sarà solo di Giorgia. E di nessun altro.
E la Lega Salvini? E Forza Italia?
Non pervenuti.
Faranno buon viso a cattivo gioco i due leoni.
Tanto c’è il voto disgiunto e tutti avranno la coscienza a posto.
Da Roma tutto parte ed a Roma tutto arriva a conclusione.
Anche a sinistra si sta pure preannunciando un bel “Big Bang”.
Sono significativi i concetti che ieri ha sottolineato il guru Goffredo Bettini: dove tra il PD e il M5S… stanno già volando gli stracci.
Quindi la scomposizione delle sinistre che supportavano il  Conte2 è già attivata.
Sarà curioso vedere se il semestre bianco porterà al concepimento di un nuovo bipolarismo politico.
Quello che, sotto gli auspici di Mario Draghi, potrebbe vedere da una parte i partiti che sostengono il suo governo e, dall’altra, le forze di opposizione.
Quegli estremismi sovranisti e antieuropeisti che hanno in Giorgia Meloni il più convinto player.
Sarà interessante vedere altresí come si voterà dopo la scorpacciata di milioni targati UE.
Di qua il governo Draghi con le sue opere, di là il… “no” antieuropeista a prescindere.
Questo sarà il nuovo bipolarismo?
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