DDL ZAN E CONCORDATO

Di Matteo Mercurio

Nonostante siano passati quasi 100 anni da quando i patti lateranensi furono stipulati, tra il regno d’Italia e la santa Sede, ancora oggi determinano i rapporti tra le due entità. Ciò che fa pensare, rispetto a tali concordati, è la decisione da parte della Santa Sede di utilizzarli come pretesto per cercare di rallentare e modificare il tanto discusso DDL zan, di cui molto si è detto negli ultimi mesi. Questa potrebbe essere un’occasione valida, per lo stato italiano, di ribadire la propria laicità e la propria posizione a tutela delle libertà di ogni cittadino, magari prendendo in considerazione una revisione di un documento che ha valenza di trattato internazionale.

 

BLACK LIVES MATTER

Di Danilo Aglioti

L’importanza e la novità dei diritti, delle uguaglianze e degli arcobaleni, li abbiamo trovati nel mondo del calcio, insomma, con un semplice inginocchiamento. Se sei un antirazzista, non importa cosa fai nel resto della tua giornata l’importante è che prima dell’inizio di una partita tu ti inginocchia. Questo perché ormai, grazie al mondo social, a questa nuova vita semi virtuale l’apparenza è quello che conta, e non importa se poi al di fuori dell’inginocchiamento sei una persona devota al volontariato, nell’aiuto e sostegno, ciò che importa è quello che fai davanti ad una tv, soprattutto, senza libertà. Ed allora io sto con l’Italia, con la libertà personale di decisione, sì perché non è questione di obbligo ma di volontà personale, perché, ad ogni modo, abbiamo voluto questa libertà per la quale nella storia abbiamo lottato, quindi io non posso essere più che d’accordo con i miei calciatori e con le loro volontà personali. Quindi Viva l’Italia e la nostra libertà!

 

COVID: RIAPERTURE E SPERANZE PER IL FUTURO

Di Francesco Conti

In Italia le regioni assumono gradualmente il colore bianco. I divieti cadono e, come in Francia, anche le mascherine all’aperto presto non saranno più obbligatorie. Questi fatti, accolti con gioia dalla popolazione italiana, dovrebbero essere indicativi di una recessione del virus guidata non solo dal clima, ma anche dalla campagna vaccinale che, nonostante i problemi, procede a ritmi sempre più incalzanti. Se vero, ciò sancirebbe la vittoria della medicina e della tecnologia umana sulla pandemia. Purtroppo, non sappiamo se e come il virus si modificherà in futuro e per quanto tempo dovremo conviverci. A ricordarcelo è il Regno Unito, dove la variante Delta dilaga e innalza il livello dei contagi, che era sceso in seguito all’ottima campagna vaccinale del governo inglese. Si noti che, nonostante l’aumento del numero di casi, lo stesso non vale per quello dei morti. Questo ci fa sperare che, nonostante tutto, le sorti della battaglia stiano volgendo a nostro favore.

 

HONG KONG: UNA QUESTIONE ORMAI DIMENTICATA

Di Pasquale Biscotti

Dopo un altro anno di emergenza pandemica la situazione nell’ex colonia britannica cade sempre più nell’oblio. Sporadicamente arrivano notizie inerenti la inesorabile demolizione di tutte le istituzioni democratiche superstiti, anche se inspiegabilmente l’indignazione a livello internazionale è sempre più affievolita e irrilevante. Anche quando sotto attacco finisce la libertà di stampa, elemento che dovrebbe rendere sensibile tutta la categoria e che pertanto andrebbe portato alla massima attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Qualche giorno fa, il 17 giugno, per citare un esempio recente, cinquecento poliziotti hanno fatto irruzione nella redazione dell’Apple Daily il cui editore, Jimmy Lai, si trova agli arresti. Ancora più preoccupante il commento di un membro del Parlamento locale, Holden Chow, che su Twitter ha scritto che “non si può abusare della libertà di stampa mettendo in pericolo la sicurezza nazionale”. E abbiamo detto tutto.

 

BEZOS È SEMPRE UN PASSO AVANTI

Di Nicolò Donghi

Nonostante le recenti polemiche a lui legate e nonostante la bufera sulle sue questioni fiscali negli USA e nel resto del mondo, Jeff Bezos mostra come sempre di essere un passo avanti per scelta degli investimenti rispetto a molti suoi pari. Notizia di questi giorni, l’imprenditore americano, avrebbe iniziato ad investire nel nucleare pulito. L’idea alle spalle è semplice: la visione di un futuro in cui lentamente le grandi aziende del fossile soccombono ai grandi produttori di energia di fonte sostenibile. Oltre ad avere instaurato un monopolio commerciale con Amazon, ad essere nel mondo dei supermercati e ad avere anche una forte presenza nel settore farmaceutico e in quello spaziale, Bezos si pone in questa maniera al centro di un mercato che ha un’espansione prevista potenzialmente illimitata, considerando la futura crescita del fabbisogno energetico mondiale. Se quindi la scelta in termini di gestione delle tasse delle sue aziende è questionabile, la sua scaltrezza non lo è per nulla, chapeau.

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