di Jessica Fantauzzi

Così si intitola il libro dell’Ing. Elettrotecnico Sergio Fontanot edito da <<GRUPPO CTL EDITORE>> nel 2020.

Il testo vede l’amicizia di due giovani uomini avventurosi che sognano un’ideologica famiglia perfetta, da loro definita Tecno-Famiglia.

La storia ambientata più o meno nel 2010 tra Venezia e Bucarest, parla di Giorgio, ingegnere civile e architetto trevisano, e Filippo, avvocato e dottore commercialista-fiscalista perugino, sono i nostri due “velisti della domenica” e grandi amici di vecchia data che, portati da amici e parenti i quali chiedono perché ancora non hanno rispettive famiglie dati lo loro quarant’anni, esaminano i difetti della famiglia “tradizionale” (madre-padre). Evidenziando solo aspetti negativi giungono a conclusione di progettare una loro neo-struttura familiare di sicurezza, una tecno-famiglia con base tecnico-scientifica e poiché “il sangue non è acqua deve essere “bio” come la fruttaverdura di moda, anche se non a kilometrozero, come nel buon vecchio Matrimonio”. Per il loro programma hanno bisogno di una madre, Iurta, e questo li porta ad affrontare un viaggio a Bucarest, in Romania, per recarsi in una clinica specializzata in diverse prestazioni tra cui inseminazioni e nascite pilotate. Durante il loro viaggio incontreranno curiose personalità con le quali non mancheranno scambi etico-storico-politico-culturali e si imbatteranno in un’avventura eroica sulle coste del Mar Nero. Fino alla fine non si saprà se il loro progetto di famiglia sarà concretizzato con o senza ulteriori contrasti.

Tra le pagine di questo libro è possibile vedere come due uomini, legati da profonda amicizia, mossi dalla consapevolezza di voler formare una famiglia felice uniscono le loro forze, intellettuali ed economiche, affinché la loro idea si trasformi in un progetto concreto da realizzare e in fine verificare i risultati da loro ipotizzati in principio. Possiamo inoltre cogliere come la famiglia possa essere formata da due persone dello stesso sesso pur non avendo queste un legame sentimentale di tipo amoroso. Il fattore biologico non è determinante nella famiglia per amare un figlio, anche se nella nostra storia i due cercano una madre surrogata, ma è determinate la pace e l’armonia che nella famiglia si instaura in qualunque modo essa sia formata.

Il testo è scorrevole. Non tanto all’inizio ma da metà della narrazione, dove il ritmo diventa più concitato e coinvolgente. Si tratta di una lettura impegnata ma adatta ad un vasto pubblico che possa o meno accettare l’ideologia di una famiglia non convenzionale.

Sergio Fontanot PAMAPA – Il sangue non è acqua; cit. pag. 26

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