L’EREDITÀ DI SIMONE VEIL

Di Gianluca Lo Mele Buonamico

Quattro anni fa (il 30 giugno 2017) ci lasciava Simone Veil, superstite dell’olocausto (internata nei campi di Auschwitz-Birkenau, Bobrek, Bergen-Belsen) e prima donna Presidente del Parlamento Europeo. Fin dagli anni ’50 si impegnò nelle istituzioni, in particolare fu ministro della Sanità negli anni ’70 e ‘90. È ricordata in particolare per l’approvazione della legge sull’aborto, nota come “Loi Veil”: un deputato arrivò addirittura a posare un feto sotto formalina sui banchi dell’aula, nel tentativo di fomentare la destra conservatrice. Nel 1979 Simone diventò la prima donna Presidente del Parlamento europeo (nonché prima donna Presidente di un’istituzione UE), la prima a presiedere il Parlamento europeo direttamente eletto e guida del gruppo liberale a Bruxelles. Negli anni ’90 fu la prima donna presidente della Fondazione per la memoria della Shoah. Eletta nel 2008 all’accademia di Francia, la Veil scelse di far incidere sulla spada realizzata per ciascun membro dell’accademia, il numero del suo tatuaggio di Auschwitz, 78651, il motto della Repubblica francese «Libertà, uguaglianza, fratellanza» e il motto dell’Unione europea «Unita nella diversità».

 

L’EUROPA SI INGINOCCHIA DAVANTI ALL’ITALIA

Di Ledia Ninga

Il nuovo rituale pre partita è inginocchiarsi in solidarietà al movimento di Black Lives Matter, come gesto-manifesto del proprio anti razzismo. Una “moda” esportata dagli Stati Uniti, al centro della polemica di questi europei di calcio. E come ogni polemica, viene esasperata al punto di diventare ridicola. E così è stato quando la squadra degli Azzurri ha dichiarato di genuflettersi “per rispetto della nazionale belga” il che ricorda quando i genitori ci dicevano “E se lui si butta dal balcone, lo fai anche tu?”. E come se non bastasse, le più grasse risate ci vengono al solito regalate dalla cricca grillina dei giornalisti che dichiara di tifare il Belgio. D’altronde, con il movimento in frantumi rimane questo da preoccuparsi. Alla luce di tutto ciò, vi chiediamo di ritornare a occuparci di quello che veramente conta in questa competizione: il bel giuoco e la gioia di rivederci tutti quanti allo stadio o davanti agli schermi. Viva il calcio e viva l’Italia.

 

LIBERAL-REFERENDA!

Di Alessio Torrano

La campagna di raccolta firme per i referenda sulla giustizia è in queste ore partita in tutte le principali piazze del Paese. Proposti da un’insolita coppia radical-leghista, essi sono rappresentano il primo passo per il non breve ma fondamentale passo che conduce ad una profonda riforma della giustizia. Dopo 30 anni, da tangentopoli e l’orrenda campagna mediatica di aggressione violenta che ne seguì, la magistratura ha acquisito un potere enorme, senza contrappesi, senza controlli, senza responsabilità. Negli ultimi 3 disastrosi anni di governo, abbiamo messo quasi in dubbio la presunzione di innocenza. Tutto questo è stato ribaltato, non ce ne vogliano quel che rimane dei grillini. 2 quesiti su tutti: responsabilità civile, perché non è possibile che chi sbagli non paghi, e separazione delle carriera tra magistratura inquirente e magistratura giudicante, per spezzare finalmente il giogo delle correnti, con i danni che questo ha provocato. Chiedere a Palamara.

 

TELEFONINO A SCUOLA: DIALOGO TRA LIBERTÀ E ISTRUZIONE

Di Lorenzo Dorindo

Il governo britannico vieta l’uso dei cellulari all’interno delle mura scolastiche al fine di aiutare i ragazzi nella concentrazione e quindi ad avere un miglior profitto. Lo Stato deve fornire ai giovani cittadini i mezzi per l’istruzione e far sì che ciò avvenga all’interno della condizione fondamentale dell’essere umano: la libertà qui intesa come facoltà di poter scegliere. La scuola diventerebbe così un’istituzione di liberi individui esercitanti il proprio diritto alla conoscenza. Questa libertà spesso viene usurpata imponendo divieti, come quello del cellulare. I governi, quindi, dovrebbero cercare di educare nelle scuole gli individui prima alla libertà (alla possibilità di compiere una scelta) e poi alla conoscenza, stimolando gli alunni affinché possano poter compiere delle scelte come tra telefonino o non telefonino, arrivando, grazie alla loro libertà, allo scopo della riforma evitando l’intervento diretto (un divieto) dello Stato.

 

VEDO STELLE CHE CADONO

Di Riccardo Ferri

È guerra di nervi tra Conte e Grillo. L’ultimo colpo di teatro dell’ex comico è la nomina di sette “saggi” incaricati di modificare Statuto, Carta dei valori e Codice Etico del Movimento. Questa mossa ha spiazzato gran parte dei parlamentari e dei militanti a 5 Stelle, finora completamente esclusi dalla discussione. Con buona pace della partecipazione dal basso e della democrazia diretta. D’altra parte, una fetta consistente dei senatori pentastellati seguirebbe l’ex premier Conte in una nuova formazione politica. Molti di essi sono infatti al secondo mandato e, con Grillo a capo del movimento, non avrebbero chance di essere rieletti, dato il limite di due mandati. E i sondaggi? Secondo Alessandra Ghisleri la scissione di Conte porterebbe il M5S dal 15% al 7%. Erodendo altri due punti percentuali al PD, l’ex premier volerebbe così al 10%. Lunedì il faccia a faccia tra i due. La fine del Movimento 5 Stelle è vicina?

 

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