VITTORIA AZZURRI: RIPRESA PIÙ SALDA?

di Gennaro Romano

Gli economisti stimano in genere crescite del PIL dello 0.7% dopo grandi vittorie calcistiche: significherebbe per l’Italia un possibile aumento aggiuntivo di 12 miliardi in un momento di grande ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid. Prendiamo ad esempio l’anno successivo all’ultima grande vittoria degli azzurri al mondiale di calcio del 2006: l’economia nazionale crebbe in modo sostenuto, con un aumento record del 4,1% del Pil a valori correnti, il numero di disoccupati diminuì del 10%, si verificò un incremento delle esportazioni di Made in Italy del 10% e infine un aumento di 2,36 milioni di ingressi nel nostro Paese a scopo di turismo, che significò in termini percentuali un +3,5% rispetto all’anno precedente. Dobbiamo appoggiarci a questi risultati del passato per sperare di superare il danno economico della pandemia? Il calcio non riuscì a tirarci fuori dai disastri che seguirono e il ruolo delle politiche rimane essenziale: vogliamo sperare che di questa cosa, oltre i presidenti Draghi e Mattarella, sia consapevole anche qualcun altro.

 

WHIRLPOOL, L’ORA DELLA VERITÀ

di Gianmatteo Lombardi

Nel corso degli ultimi giorni Whirlpool ha deciso di dare inizio alla procedura di licenziamento collettivo per i lavoratori dello stabilimento di via Argine a Napoli. L’annuncio, secondo quanto riportato da fonti sindacali, è stato fatto dai vertici della multinazionale nel corso dell’incontro on line convocato dal Mise e al quale hanno preso parte azienda e sindacati. Da giorni sono in atto azioni di protesta che finora hanno coinvolto principalmente la città di Napoli e che culmineranno il 22 luglio con una manifestazione nazionale che si terrà a Roma, accompagnata da otto ore di sciopero in tutto il gruppo Whirlpool. Questa è solo una delle crisi industriali tornate a esplodere in Italia con la fine del blocco dei licenziamenti a partire dal primo luglio. Invitiamo il governo a maneggiare la situazione con estrema cura, con la speranza di non ridurre sul lastrico migliaia di lavoratori.

 

LIBERAL SOCIAL CLUB

di Alessandro Urselli

Dopo più di sessant’anni di oppressione, il popolo cubano è sceso per le strade chiedendo libertà, scalzando la maschera dell’isola felice e musicale. Ah, e no, non è nemmeno un baluardo della medicina e dell’istruzione. E ancora, no, non è colpa (solo) dell’embargo USA se Cuba è una nazione in ginocchio. Cuba è una dittatura, con un’economia stagnante e con la libertà saldata su una falce e ribattuta con un martello. Eppure Cuba ha regalato al mondo i Buena Vista Social Club, Celia cruz, il miglior pugilato, il mojito, gli apprezzatissimi sigari e il suo rum. Impossibile non pensare alle sue spiagge, al settore turistico/ricettivo e al potenziale di crescita nei diversi settori (tech, infrastrutture, agricoltura ecc) finora represso da un’ideologia che, da rivoluzionaria, si è tramutata in autoritaria. Cuba ha bisogno ancora una volta di una rivoluzione. Si, ma questa volta liberale!

#SosCuba

 

EFFETTO EUROPEO

di Tommaso Lipari

Euro 2020 potrebbe rivelarsi molto più di un semplice trionfo in un torneo calcistico. Come riporta il Sole 24 Ore, il rigore parato da Donnarumma e la successiva vittoria degli Azzurri potrebbero generare un aumento di 12 miliardi del prodotto interno lordo (Pil) italiano. Alla base della cifra vi sono gli studi degli economisti, secondo i quali una grande vittoria calcistica genera una crescita dello 0,7% del Pil di un Paese. Questa crescita potrebbe essere accompagnata e supportata da un incremento del 10% dell’export Made in Italy, come già successo in occasione dei Mondiali 2006. Alessandro Terzulli, chief economist di SACE (export credit agency italiana), è fiducioso a riguardo: «È indubbio che un certo effetto fiducia, almeno nel breve periodo, ci sarà. Mi aspetto una ripresa del canale Horeca e di tutti i prodotti, dal cibo al vino ai liquori, che vengono consumati fuori. Questo effetto sui consumi non riguarderà soltanto gli italiani, ora più propensi a ritrovarsi fuori e festeggiare, ma anche alcuni dei Paesi dove il made in Italy è più apprezzato.

 

NUOVO MOTU PROPRIO

di Francesco D’Ignazio

Con il nuovo Motu Proprio Francesco stronca la messa in latino. Il 16 luglio 2021 è stato pubblicato il Motu proprio Traditionis Custodes, che ha riformato il Motu proprio Summorum Pontificum emesso da Benedetto XVI nel 2007, nel quale veniva liberalizzata la celebrazione della messa nel rito antico. L’obbiettivo dichiarato della stretta data alle messe in latino è l’unità della Chiesa, minacciata secondo il Pontefice da correnti avverse al papato, che si servono delle messe a rito antico per dividere la comunità dei cattolici. La reazione di giubilo da parte dei cattolici progressisti e di protesta da parte dei tradizionalisti farebbe pensare tuttavia che l’obbiettivo di incoraggiare l’unità sia stato mancato. Alcuni osservatori esterni (fra cui anche molti favorevoli allo spirito dell’attuale papato) si domandano invece quale sia il bisogno di aprire un nuovo fronte interno per pontificato che sembra sempre più in crisi ed ha ormai perso lo slancio che ne aveva caratterizzato l’avvento.

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