Il detto dice la mia libertà termina quando la tua ha inizio. C’è chi parla di democrazia da sempre ma che alla fine riguarda la sua e non quella degli altri. Pensiero liberale quando può far conto al proprio tornaconto senza tenere a mente il punto di vista altrui ergo “me ne fotto della tua libertà di pensiero e me ne frego, io sono io… degli altri chissenefrega di ciò che desiderano e che pensano”. Di chiacchiere si riempiono i salotti ed il mondo ma i contenuti spesso stringi stringi sono all’acqua di rose senza fondamenta e senza contenuto. Spesso si ritiene che il bravo comunicatore sia colui che porta a sé l’acqua al suo mulino, l’imbonitore, colui che convince e che convince le masse. A mio avviso il bravo comunicatore è colui che dalle chiacchiere passa ai fatti, è di insegnamento ed è coerente con il suo comportamentocon ciò che dice sia nella vita personale che lavorativa. Basta poco per passare dal re della comunicazione a cantastorie di corte ma non tutti gli individui sono dotati di antenne radar da distinguere un comunicatore serio da un semplice ciarlatano “intortatore” (colui che raggira) seriale di vittime. Solitamente il cantastorie tenta con un linguaggio forbito e scorrevole di abbindolare il pubblico maschile con lo scopo di un lauto guadagno e solitamente ciò avviene nell’ambito lavorativo. Tutto è studiato a tavolino dalla comunicazione verbale a quella non verbale (la PNL insegna ed è molto utile per scoprire menzogne del verbale attraverso l’analogico). Chi invece tenta di servirsi di un buon eloquio essendone dotato anche grazie ad un buon bagaglio culturale e lo utilizza in modo subdolo nei confronti dell’universo femminile lo fa solitamente per far cadere in tentazione più donne possibili e solitamente per scopi sessuali. Alla buona conversazione si aggiungono solitamente le frasi ad effetto con atteggiamento fiero, apparente autostima, eleganza di modi e nel vestiario, sguardo sicuro, perenne mezzo sorriso, quella giusta arroganza che ricorda la pubblicità degli anni ’80 “Per l’uomo che non deve chiedere mai “e frasi ad effetto da psicologo dè noantri(detto romano per dire che si sente psicologo ma non lo è in quanto non laureato in psicologia). La comunicazione viene ovviamente utilizzata in particolare nell’ambito politico anzi diciamo che è la base; spesso il politico di turno che utilizza la seduzione per convincere gli altri osserva lo stesso atteggiamento menzionato in precedenza che comprende sicurezza in sé, sguardo fiero etc e mentre espone il suo programma elettorale in previsione della corsa alle urne abbonda elencando tante più cose possibili che sistemerà e risolverà durante il suo mandato nel caso fosse eletto ma che spesso non riuscirà a portare a termine. Il bravo comunicatore è colui che non si dilunga troppo ma che ha il dono della sintesi ma che in particolar modo utilizza la parola per informare gli altri e per far apprendere nozioni importanti ed in particolare autentiche. Il bravo comunicatore non è colui che predica bene ma razzola male ma colui che è di esempio, mentoree che promettendo mantiene la parola data. Il bravo comunicatore è colui che non uilizza le parole per manipolare o umiliare ma per aiutare e trasmettere sapienza rimanendo coerente con quello che poi fa. A Napoli e dintorni c’è un famoso detto che dice si dice chiacchiere e tabacchere ‘e ligno, ‘o banco ‘e napule nun se ‘mpegna”e l’uomo con la U maiscola di distingue dal  buffone perché fa in modo che una persona non possa pensare questo di luio che le sue parole siano dette al vento. Ad ogni azione segue sempre una reazione ed il finale lo decidiamo noi in base al nostro codice di comportamento etico e morale. Cantastorie non si nascema brave persone sì….rimanere tali è solo compito nostro.

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