Delle stupide teste infantili hanno elaborato il penoso tentativo di deviare la vera sostanza del confronto politico che si deve aprire sul futuro di Roma Capitale chiedendo, udite udite, ai fronti opposti di esibire il… “passi” vaccinale!
Richiesta ignobile questa, perché lo strumentalizzare per bassi fini politici tutto il dolore per le troppe vittime e pure  il faticoso travaglio di tanta gente che ancora è incerta, solo la bacata mente di sinistra poteva alambiccare.
Chi vi scrive è regolarmente bi-vaccinato, ma non ci sembra sia questo il canale più corretto per impostare un vero confronto: che sia in grado di dare ai troppi problemi marcíti della Capitale un dignitoso spazio di confronto.
In questa nota tenteremo di esporvi le due opzioni di scelta che ciascuno di noi si avrà nella scheda -è auspicabile- il 10 ottobre p.v.
Un ragionamento che vuole dare seguito alla presentazione di Enrico Michetti a cui abbiamo voluto prendere parte ieri.
In essa c’era, innanzitutto e in primo luogo, da assicurarsi sul vero spessore civico e antifascista di quell’esponente moderato.
Ne abbiamo ricavato una ottima impressione: anche per la netta distanza che lui ha tenuto  dai toni alti e barricaderi del suo sponsor principale, Giorgia Meloni.
Esame passato, quindi.
L’uomo, comunque, non dovrebbe
superare (lo si sapeva) la fatidica soglia della maggioranza assoluta di consensi nel primo turno.
Quindi il primo passaggio che avremmo di fronte -dato che nessun altro conseguirà il 50%+1 dei voti- (a vera domanda da porsi nel primo turno) sarà: “come posso fare per impedire a Virginia Raggi di accedere al ballottaggio?”
Lì, a sinistra, i candidati che vantano maggiori quotazioni -e ai quali dare una qualche possibilità di accesso al secondo turno- sono Roberto Gualtieri e Carlo Calenda.
Posto, lo ripetiamo, Enrico Michetti non dovrebbe, nelle più ottimistiche delle ipotesi, passare subito e di slancio l’asticella.
Ma bensì bordeggiare attorno al 40%: quindi lontano dalla soglia topica.
Né deriva che la prima risposta che potrebbe dare l’accorto, cosciente e consapevole, elettore dovrebbe essere quella appostata tra uno di quei due candidati.
Contribuendo, di tal guisa, a inibire, precludendolo, ogni viottolo  al bocciato Sindaco uscente: di fatto chiudendo alla donna ogni via di accesso al piano nobile del Campidoglio.
Al secondo turno si potrà, con calma e finalmente, scegliere tra due opzioni politiche alternative.
Venendo alle liste…
Con Forza Italia noi del PLI romano abbiamo già siglato delle buone intese per i vari Municipi e sulla lista del Consiglio Comunale.

il coordinatore romano PLI Sebastiani Luca
il presidente romano PLI Perticaro Sante
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