Il nostro sport -a Tokyo- ci ha dato una grande lezione, a voler ben vedere.

Anche l’Italia deve stare al passo con i tempi.
In un Telegiornale subito dopo le immagini vittoriose di un giovane… “diversamente bianco”… che cantava l’inno di Mameli sono risuonate le parole di un esponente di Forza Nuova che contestava il Green Pass e pure le regole poste a presidio del nostro salvataggio collettivo.
Allora dovrebbe venirci da pensare, al di là della politica.
C’è un Paese che rispetta le regole anche integrandosi e uno che pratica il sabotaggio di quelle stesse norme.
Troppo facile dedurre che appartiene alla prima categoria ha una stretta assonanza con il governo Draghi, mentre chi orgogliosamente non lo fa è un nostro…nemico (se si puó usare questo termine bipolare) e -di fatto- sabóta la salute collettiva.
Destra estrema in primis.
Troppo semplice arguire che tu possa cambiare opinione in merito solo quando sfiori con la mano la morte: troppo facile concludere che chi non si è vaccinato deve essere lasciato in mezzo alla strada in forza del detto che “chi è causa del suo mal…”
Non è così che si governa un Paese.
Tutti amiamo la libertà.
Di movimento, di pensiero, di opinione, politica e financo sanitaria.
Tutti dovremmo essere liberi di decidere se ammalarci oppure no.
Ma tutti siamo in dovere (e sottolineo dovere), posto che non viviamo isolati in un rifugio di montagna, di rispettare gli “altri” italiani e la loro sicurezza sanitaria collettiva.
Non esistono leggi, non esiste neppure la Costituzione: è semplice educazione civica.
Non terroristica: del resto un liberale non è affatto un anarchico.
E chi lo vuole essere non è liberale.
Punto.
Quello lo lasciamo ad altri.
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