Questo periodo storico che va da oggi fino al 2023 anno nel quale si terranno le prossime politiche e le regionali del Lazio è fondamentale, in quanto dopo anni di strapotere governativo, fra governi tecnici ed imposizioni provenienti dall’ala tedesca della finanza internazionale sta rapidamente terminando l’egemonia dei catto-comunisti a trazione Partito Democratico e tutte le forze ausiliarie di quell’area priva di carne e pesce che è il centro-sinistra. Innegabile è che hanno fallito, hanno mostrato all’intera popolazione italiana tutta la loro inadempienza caratterizzata da mancanze di idee se non di indottrinamenti ideologici, alla mancata tutela del settore sanitario, trasporto pubblico, burocrazia, giustizia e difesa, senza contare l’applicazione di politiche economiche che hanno danneggiato nel profondo il tessuto produttivo del nostro paese, ricordiamo le cure dell’ex premier Giuseppe Conte e dell’ex Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, in particolare verso le P.IVA. Infatti questi partiti oltre a dare del “fascista” a chi non la pensa come lui, hanno provocato immani disastri che hanno drasticamente portato allo stremo tutto ciò che stava collassando a causa dell’emergenza Sars-Covd.2, ad esempio non è stato potenziato il trasporto pubblico, aumentati i letti nelle terapie intensive, riformato il settore amministrativo rendendo più rapida la P.A. ( non viene mutato nell’ossatura dal 1990), oramai tutti i politicanti del centro-sinistra allineato con i dogmi inquisitori della globalizzazione e dell’iper-liberismo sono macchiette prive di argomentare e che vengono tutelate dai mass media di regime e da giornalisti allineati con il pensiero unico adibito all’intellighenzia “de sinistra” che dal 2011-2012 produce degli impulsi sgradevoli nella nostra nazione. Allora questa è l’occasione di perfezionare il tiro per il centro-destra, non più un’opposizione debole che tenti di moderarsi in relazione all’aggressività del cogito unico socialista, ma una linea politica dove possa sorgere una nuova visione europeista di destra distante rispetto alla demarcazione globalista che ha assunto l’Unione Europea, fino alla riacquisizione delle identità cattoliche e popolari vicine al pensiero occidentale e lontane dagli ateismi ideologici di cotanta sinistra. In secundis riprendere molto il pensiero di Draghi, un liberista non eccessivo ma che veda anche nella teoria economica gli insegnamenti di Jonh Maynard Keynes ( ricordiamo sempre le proverbiali parole su Draghi dell’economista e accademico Giulio Sapelli), tutelare i confini del territorio nazionale, aumentare l’occupazione, diminuire la pressione fiscale e soprattutto allontanarsi progressivamente dall’assistenzialismo del M5S (reddito di cittadinanza) ed evitare applicazioni teoriche provenienti da ambienti che ricalcano il sovranismosocialista che ad oggi in Italia è rappresentato dal noto saggista e filosofo Diego Fusaro profondamente vicino alla Russia di Putin a livello ideologico e noto per le sue pulsioni anti-capitalistiche e anti-atlantiste. In sintesi deve rinascere una destra europeista, moderata, che possa assorbire sia il centrismo che una dimensione di tutela dell’interesse nazionale, una destra keynesiana, repubblicana, anti-socialista e atlantista.

 

“Questo articolo non rappresenta la linea del PLI, ma viene volentieri ospitato su Rivoluzione Liberale, che come linea editoriale da sempre pubblica tutte le opinioni del variegato mondo liberale .”

 

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