Nel fondo che ha vergato domenica scorsa l’onorevole Roberto Gualtieri -candidato Sindaco per il PD- non ha mancato di ricordare con obiettiva putigliosità la figura del liberale Ernesto Nathan quale esempio da seguire.
È stato, questo, un importante riconoscimento che noi non possiamo affatto sorvolare: in più di assoluto rilievo se  rapportato a quello dei due soli uomini di sinistra citati come Francesco Rutelli e Walter Veltroni.
Quel grande liberale fu Sindaco della Capitale dal 1907 al 1913 ed emerse per la sua alta dirittura morale e civile, prodigandosi non poco per far assumere a Roma quel giusto peso specifico di autorevole continuità in campo storico, artistico e culturale.
Ruoli di primazía che, ahinoi, sono del tutto scomparsi dopo un intero lustro oscurantista: di “sgoverno” della città.
Nel mentre ringraziamo Gualtieri per questo alto riconoscimento tra le decine di primi cittadini di sinistra che si sono susseguiti da oltre un secolo in qua, non possiamo, tuttavia, mancare di osservare quanto il suo pensiero sia stato troppo.. “avvitato”.. sugli aspetti storico-culturali (ma non è questa la critica che viene osservata a Michetti?), omettendo invece del tutto le questioni più “di sostanza”: ovvero le voragini dentro cui ha finito per farci precipitare una sua diretta concorrente al primo turno, Virginia Raggi.
Ché non solo ha sdegnosamente respinto -con impulso infantile- alcune occasioni sportive e culturali internazionali di aggregazione (Olimpiadi?), ma ha pure finito per omettere la cura dei più semplici ed elementari servizi civici.
A costo di apparire noiosi ci sentiamo in dovere di ricordare come durante questo lustro si siano lasciati deperire: la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti; la cura,   l’ammodernamento e puntualità, del servizio ATAC e pure la pratica gestione dello straordinario patrimonio floreale e arboreo, tanto per fare alcuni eclatanti esempi concreti.
A cui non possiamo non aggiungere il pericoloso dissesto stradale e la scarsa attenzione ai Municipi.
Esempi concreti, questi, che non dovranno affatto essere sottovalutati quando si tratterà di rinnovare il vertice amministrativo, di impulso e coordinamento locale.
Il tutto con la puntuta persistenza di tasse locali a fronte di servizi indubitabilmente scesi in quanto a qualità.
Noi non crediamo che quella di Gualtieri, romano al 100%, sia stata semplice disattenzione.
Preferiamo pensare che lui abbia rispettato le “consegne” dategli dal suo partito: omettere, sorvolare, nascondere e tacitare le carenze riscontrate.
Anche perché Enrico Letta e Goffredo Bettini stanno già ordendo la trama per lo scontro finale di ballottaggio nel secondo turno.
Quello che (lo auspichiamo sul serio e ci stiamo dando da fare per questo) non dovrà vedere la donna quale protagonista.

Va archiviata con disonore al primo turno.

il coordinatore romano PLI Sebastiani Luca
il presidente romano PLI Perticaro Sante
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