La vittoria dei Talebani in Afghanistan, più che delle consuete giaculatorie recriminatorie sulla corruzione e/o sull’impotenza degli Stati Occidentali che nel corso di lunghi decenni non hanno saputo impedirla, merita approfondimenti più meditati e meno emotivi.

E’ augurabile, cioè, che la sarabanda che imperversa  sui  giornali dell’Occidente  con descrizioni e soprattutto con previsioni catastrofiche circa l’ipotizzabile violenza dei vincitori contro il resto della popolazione, religiosamente non fondamentalista stimoli soprattutto analisi e discussioni su un  tema che non solo è molto delicato ma anche terribilmente angoscioso; e ciò,  senza paraocchi fideistici o ideologici e partendo unicamente dai dati obiettivi e storicamente accertati.

Nella vicenda degli uomini di cui si ha memoria, la condanna della violenza è stata sempre e soltanto un’arma di propaganda nel corso dei secoli, quasi in ogni luogo del Pianeta. E’ ora che diventi un discorso serio e soprattutto più sincero.

Domanda: Chi è stato veramente contro la violenza?

Non sono mancate, ovviamente, persone carismatiche e di autorevole rilevanza intellettuale che si sono espresse sul tema con notevole chiarezza.

Per Gandhi, la violenza è da ritenere un “male assoluto” da contrastare con ogni mezzo in nome del diritto dell’uomo anche di sbagliare e di “peccare”.

Il buddismo l’ha sempre  esecrata a chiare lettere e se, di recente, ha dovuto, per la prima volta, praticarla ciò è avvenuto solo  nel sud est asiatico (Myanmar, Sri Lanka) come una reazione difensiva contro l’invadenza mussulmana e il sovraffollamento dagli islamici provocato in  terre non loro (Vim vi repellere licet, dicevano i Romani, parlando di legittima difesa).

Anche Confucio in Cina, prima che il suo insegnamento fosse soppiantatato dall’attuazione dei principi del marxismo di marca occidentale, predicando l’armonia tra gli esseri umani condannava la violenza.

Tutta le filosofia greca pre-socratica si riconosce nel rifiuto della violenza, partendo dall’idea  del mondo come creazione perfetta (Pitagora) e dalla necessità di condurvi una vita parimenti armoniosa.

Per converso, su di un fronte diverso, già da sedici secoli prima di Hobbes, la Bibbia dei popoli mediorientali aveva  ritenuto la violenza (con una casistica di 135 episodi e di 1157 racconti di efferata crudeltà),  come intimamente connaturata all’uomo e suscettibile di essere arginata ma non cancellata del tutto: una sorta di vis maior cui resisti non potest(secondo un brocardo latino).

Platone, nel Gorgia, in un crescendo di violenza sia pure solo verbale, esalta la cosiddetta tirannide del più forte che soggioga i deboli e consente di realizzare obiettivi altrimenti irraggiungibili.

Sulle sue orme, l’idealismo tedesco di fine Ottocento, soprattutto per bocca di Hegel, giudica necessaria la violenza diretta all’affermazione di  “alti valori morali e sociali”. La salvezza dell’umanità può dipendere o dalla guida illuminata di un popolo eletto da Dio (i tedeschi piuttosto che gli ebrei) o dalla lotta strenua del proletariato per l’uguaglianza universale.

Dalla breve disamina compiuta risulta abbastanza evidente che, nel tollerare e, addirittura giustificare, la violenza, l’Occidente, accogliendo nel suo seno sia le tre religioni monoteistiche mediorientali sia gli insegnamenti dell’Idealismo, prima platonico e poi tedesco, ha svolto un ruolo di primaria importanza.

E ciò non solo sul piano teorico ma su quello più tragicamente pratico.

Con “guerre sante di evangelizzazione” e “rivoluzioni politiche ritenute salvifiche”  ha portato a termine, in ordine decrescente per il numero delle vittime, i seguenti, violenti eccidi di individui umani:

1) dagli Islamici per duecentosettanta milioni; 2) dai Cristiani per centocinquanta milioni;  3) dai socialcomunisti per centodieci milioni; 4) dai nazifascisti per quaranta milioni.

Solo l’ebraismo, tra i tre movimenti religiosi definiti “impostori” dell’umanità (nelle persone, secondo una tripartizione attribuita a Spinoza, di: Mosè, Cristo e Maometto) non ha compiuto guerre “religiosamente sante” o “politicamente umanitarie”, pur finanziando le une e le altre con i cospicui prestiti delle banche nelle proprie mani.

Dal panorama storico sulla violenza nel Pianeta, l’Occidente, per le idee religiose e politiche venute in mente ai suoi abitanti, nel corso dei secoli, ha prodotto, negli ultimi due millenni, una carneficina complessiva di immani proporzioni.

Pur prescindendo dalle stragi islamiche, già sedicenti benefattori dell’umanità come i Cristiani, i Nazi-fascisti e i Social-comunisti hanno seminato terrore e morte dominando, con la violenza e la tirannide del più forte di “gorgiana” memoria, la scena mondiale.

Hanno cominciato i Cristiani demolendo i luoghi del culto pagano e sopprimendone i seguaci (Ipazia fu letteralmente squartata e i suoi resti dispersi in un letamaio; Carlo Magno fece la sua parte con i Sassoni e l’Inghilterra con l’Irlanda gaelica; le Crociate e l’Inquisizione compirono stragi di eretici, atei, ebrei, mussulmani e donne considerate “streghe”. Non ebbero sorte migliore le vittime della conquista del nuovo mondo con l’evangelizzazione degli infedeli.  In Centro-America, si giunse al saccheggio e alla eliminazione totale di interi popoli. Ulteriori tappe distruttive seguirono negli Stati Uniti d’America con i pellerossi. I cattolici ustasciain Croazia anticiparono i campi di sterminio dei nazisti (il più famoso era a Jasenovac).

Sulla stessa scia si sono posti, nel corso del “secolo breve” oltre ai nazifascisti anche i social comunisti con i gulag e le fosse bolsceviche.

Conclusione e domanda finale: pur ritenendo doverosa la condanna di ogni efferatezza religiosa o politica, il “pulpito” occidentale, sedicente democratico e liberale ma in realtà ancora impregnato di concezioni, religiose e politiche, assolutistiche e astratte, è veramente  il più adeguato  per lanciare strali contro le  ideologie oltranziste?

 

“Questo articolo non rappresenta la linea del PLI, ma viene volentieri ospitato su Rivoluzione Liberale, che come linea editoriale da sempre pubblica tutte le opinioni del variegato mondo liberale .”

232
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here