Alla vigilia di Ferragosto l’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale ha diffuso un rapporto sulla criticità romane, che ha bocciato il Sindaco uscente e pure tutta la maggioranza pentastellata.
Perché i cittadini romani sentono (a ragione) di non aver affatto gradito il lavoro svolto nel lustro passato e -con un buon margine di sicurezza- sarebbero pronti a bocciare senza appello l’una e gli altri nelle ormai prossime elezioni amministrative il 3 e 4 ottobre prossimi venturi.
Ma non sarà così facile e semplice cambiare registro.
Basti vedere le ben 5 liste che si schiereranno con la Raggi.
Perché in troppi, a parole,  pure si lamentano ma poi -nel segreto dell’urna- saranno ben pochi a fare una azione di sana autocritica. Perché di sana autocritica, in buona sostanza, trattasi.
Noi liberali saremmo fastidiosi ma non ci fidiamo dei sondaggi fino a quando delle schede realmente vidimate non seppelliranno davvero l’illusione pentastellata.
Come poter fare allora per dire… “end-5S”?
Votare, al primo turno, per l’unico candidato davvero alternativo al sistema pentastellato nell’area di sinistra: il PD Roberto Gualtieri.
A lui andrà il nostro voto.
Accompagnadoloo al consenso che esprimeremo in favore delle liste di Forza Italia: in Consiglio Comunale e nei Municipi.
Intendiamo dare così pratica attuazione al voto disgiunto.
Tale arma da fuoco democratica ce l’abbiamo, ci appartiene e noi del PLI l’abbiamo pure carica.
Perché la vera libertà abbisogna, accanto a dei bei concetti espressi a tavolino, pure di  esempi concreti da esplicitare col segno di matita impresso nella scheda elettorale: altrimenti l’illusione è solo vacuo esercizio retorico.
Se tu sei un vero liberale non puoi proprio accettare di farti mettere in gabbia, mai: a destra, ad esempio, dalla virulenta sovranista Meloni che ha avuto totale campo libero per distribuire le carte con tipica logica padronale, senza degnarsi di aprire alcun confronto con Lega e Forza Italia per la ricerca del miglior candidato (uomo o donna) possibile.
Tipico metodo sovranista, del tutto antidemocratico e un po’ fascista, questo.
Tanti moderati, da quella parte, li conosciamo bene e sappiamo che non sono delle vuote persone aduse calare la testa agli ordini del Kapò di turno.
O, almeno, i veri liberali non lo hanno mai fatto e mai lo faranno.
Quindi, ben consapevoli che la vera domanda a cui rispondere il 4 e 5 ottobre sarà questa (senza girarci attorno) :
“vuoi tu elettore romano resettare Virginia Raggi (con tutto il mondo M5S), inibendo a lei il passaggio al II° turno di ballottaggio ?”.
il coordinatore romano PLI Sebastiani Luca
il presidente romano PLI Perticaro Sante
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