Oggi si guarda all’organismo umano prevalentemente come ad una fitta rete di reazioni chimiche usando, per curarlo, molecole che interferiscono con tali reazioni chimiche. In realtà il corpo umano è sí una macchina chimica ma non è  solo questo essendo un sistema complesso che unisce materia ed energia , non solo biochimica ma biofisica. Si conosce quest’ultima – la biofisica – quando si parla di raggi X, di ecografia, di risonanza magnetica nucleare , di radioterapia.
L’essere umano è una realtà chimica e fisica. Lo hanno bene individuato Popp e Benveniste, Adey  e Giuliano Preparata, Emilio Del Giudice e Montagnier.
Il nostro “terreno cellulare” puó  essere sondato e indagato oggi tramite tecniche avanzate di microscopia a contrasto di fase, a campo oscuro e con la bioelettronica di Vincent.
Albert Einstein ci ha  indicato la via quantistica con  la formula E= mc2 con cui ha esemplificato il concetto rivoluzionario e fondamentale secondo cui la materia  è  energia e viceversa, o, detto meglio, con cui ha equiparato l’energia alla  massa/materia e la massa/materia alla energia. La materia  non è altro che una forma di energia. E viceversa. Noi siamo allo stesso tempo materia/massa  ed energia come due facce della stessa medaglia.
Il nostro “terreno” è quindi sì biochimico ma anche fisico-quantistico , entropico e di quanti entropici. Questi appena  nominati sono ad oggi gli “strumenti” o meglio i “sussidi energetici” osservabili a nostra disposizione con cui si possono indagare e cercare di comprendere lo stato e la condizione energetica – biofisica – oltre a quella materiale – biochimica – quest’ultima bene indagata e conosciuta dalla medicina classica tradizionale. Bisogna fare attenzione  perché ragionare in termini fisici quantistici ed “energetici” comporta pensare in termini sintetici induttivi secondo schemi dinamici cui qui , in Occidente, non si è abituati. Per lo più, infatti, abbiamo imparato  e siamo stati abituati a pensare in maniera  analitica deduttiva secondo schemi fissi di logica “tesi – antitesi”. Sono entrambi metodi complementari utili che rendono possibile la progressiva conoscenza umana scientifica, in divenire. La fisica quantistica comporta tuttavia  un necessario scarto e cambio di visuale e “ragionamento” quantistico. In questo senso sono rilevanti gli studi relativi alla medicina quantistica, alla bioelettronica ed alla biocibernetica, alla omotossicologia, alla medicina ortomolecolare, alla agopuntura, alla medicina filosofica ed alla medicina antropologica.
Noi esseri viventi siamo pervasi da forme di energia in continua evoluzione dinamica. Il nostro sistema nervoso centrale è una sorta di sistema cibernetico integrato , vale a dire che ogni nostra attività e funzione del nostro organismo è il prodotto dell’attività di determinati organi e strutture unitamente ad una regolazione di tipo ondulatorio di sistemi superiori di controllo. Ogni attività o funzione deriva da una serie di apporti informativi – input – esterni e interni e si svolge ed estrinseca come un fenomeno di adattamento- output -. Il centro modulatore è un sistema che decodifica il segnale , integra i vari input, in maniera  selettiva, flessibile ed essendo dotato di memoria. Per dirla in modo più semplice, il nostro terreno – biochimico e biofisico –  è sia ció che abbiamo ereditato dalla famiglia che ciò che l’ambiente – compreso e innanzitutto ciò che mangiamo e pensiamo – ci propina, e che noi propiniamo a noi stessi. Ciò ci rende unici , ed in quanto tali, la medicina efficace per uno non vale per un altro.  La medicina – sia essa tradizionale o quantistica – deve necessariamente essere diretta alla persona – al paziente – nella sua precisa e singola specificità. In pratica ciascuno di noi sviluppa casi di malattia e risponde alle cure in maniera individuale, specifica , unica e differente.
Un buon terreno o matrix  – biochimico e biofisico – non lascia spazio alla malattia perché non ne crea i presupposti . È stato Louis Pasteur a dire “il terreno è tutto, il microbo è nulla”.
Il nostro organismo è un insieme di cellule che ondeggia e fluisce grazie a equilibrati è corretto rapporti tra liquido extra cellulare e liquido intracellulare. Quando il nostro terreno comincia a non espellere correttamente le tossine si intasa , i processi metabolici si alterano, le cellule si impregnano , compare lo stress ossidativo . Fondamentale è dunque tenere il terreno correttamente operante, a cominciare dal  rapporto  tra i vasi sanguigni e le cellule. Se la via di trasporto verso le cellule è bloccata , queste hanno una funzione ridotta ; se la via di trasporto dalle cellule al sangue è limitata , le cellule progressivamente si avvelenano e lo stesso accade al tessuto connettivo.
Ha sostenuto Reckeweg che le malattie di lieve entità sono limitate ai liquidi corporei mentre  quelle gravi arrivano a livello cellulare. È fondamentale  tenere in equilibrio  e  curare il terreno – medicina preventiva-  riparando e rigenerando la matrice da cui parte il danno. Ma come?
L’inizio del deterioramento- invecchiamento, degenerazione – coincide con un aumento del ph del sangue , conseguenza del deposito delle proteine in eccesso nel tessuto connettivo e nelle membrane dei vasi sanguigni . Il tessuto connettivo è la matrice tra il sangue e le cellule del corpo.  Tutte le sostanze nutritive provengono dal sangue, attraversano il tessuto connettivo per arrivare alle cellule così come tutti i prodotti di scarto dalle cellule devono tornare al flusso sanguigno nello  stesso modo . Se il meccanismo del tessuto connettivo si sovraccarica di proteine in eccesso, si intasa e degenera : il nutrimento non arriva alle cellule , i prodotti di scarto delle cellule non fuoriescono , il tessuto connettivo si riempie sempre più non riuscendo ad arrivare ai vasi sanguigni. Si instaura un circolo vizioso che determina l’accumulo di scorie, il malfunzionamento, la degenerazione, aprendo le porte alla patologia, il terreno va verso la possibile malattia.
Per fare rientrare il range alla normalità si deve agire su tre fattori biologici: sul ph – ionizzazione – , sull’rH2 – elettrizzazione – e  sul ro – pressione osmotica-. Se il nostro organismo – il terreno –  è sano dispone di un corposo tesoro di sostanze antiossidanti diluito in una enorme quantità d’acqua. Il terreno di noi esseri umani qui in Occidente è alcalino-ossidato, ainoi il meno protetto. Il radicale libero è una molecola o un atomo su di giri (tecnicamente si dice particolarmente reattivo) che ha nel suo orbitale più esterno un elettrone spaiato . Sentendosi spaiato s a che, perché possa funzionare la sua carica elettromagnetica – che funziona solo se pari- ruba – si dice tecnicamente che esso è altamente instabile – all’atomo vicino l’elettrone necessario per pareggiare la sua carica e, così facendo, dà origine a nuove molecole instabili innescando una reazione a catena che, alla lunga, se non arrestata, danneggia le strutture cellulari . Produrre radicali liberi è normale, è fisiologico. Per produrre energia, ad esempio,  l’ossigeno, nella sua reazione biochimica cellulare, ne produce necessariamente. Il problema è che il sistema e il meccanismo di scarto poi funzioni, che i radicali liberi siano espulsi. Fattori responsabili della produzione dei radicali liberi sono di tipo esogeno come inquinamento, droghe, fumo, alcool, farmaci, radiazioni ionizzanti, radiazioni ultraviolette, stress psico fisico prolungato, sofisticazioni alimentari; ed endogeno come la produzione aerobica della energia (trasporto di elettroni nei mitocondri ), beta ossidazione (metabolismo acido grassi ), metabolismo di farmaci e sostanze tossiche , detossificazione dell’organismo, attività delle cellule fagocitate. È impossibile impedirne la formazione. È il nostro organismo che ha e deve fare correttamente funzionare il sistema di controllo e difesa in grado di neutralizzare buona parte degli effetti negativi associati alla produzione dei radicali liberi. Quando l’equilibrio dell’organismo è alterato per aumentata produzione di radicali liberi o per ridotta efficienza dei sistemi fisiologici di difesa antiossidanti, o per la concomitanza di entrambe le condizioni, si innesca lo stress ossidativo progressivo  , ci si intossica, ci si danneggia , ci si ammala.
Un modo per monitorare il terreno è il controllo dei fattori tossici, di cui ha parlato per primo Reckeweg il padre della omotossicologia secondo cui “le malattie sono espressione della lotta dell’organismo contro le omotossine, al fine di neutralizzarle ed espellerle, sono cioè l’espressione della lotta che l’organismo compie naturalmente per compensare i danni provocati irreversibilmente da esse”.  È interessante il percorso e le fasi di accrescimento e degenerazione che danno luogo alla patologia (fase di escrezione, fase di reazione, fase di deposito, fase di impregnazione, fase di degenerazione, fase di neoplasma) cui corrispondono precise patologie dell’organismo. Ancora più interessante è la possibilità di individuare e ancora meglio identificare le fasi umorali difettose cui corrisponderanno le fasi cellulari della malattia. Ecco gli schemi:

Il cancro rappresenta l’evoluzione patologica più grave del terreno alcalino ossidato. Si può rappresentare la cellula con tre cerchi concentrici: 1.il nucleo , alcalino, elettricamente negativo; 2.il citoplasma, acido, elettricamente positivo;3. la membrana nucleare , che controlla il flusso ionico. L’energia scorre dal citoplasma al nucleo , dall’esterno all’interno garantendo la stabilità energetica delle cellule in buona salute. Il citoplasma agisce come una sorta di tampone rispetto agli influssi chimici ed elettrici che colpiscono le cellule dall’esterno tutelandone l’equilibrio. Una forte e/o duratura alterazione dei valori bioelettronici dell’ambiente extra cellulare è in grado di modificare l’effetto tampone citoplasmatico deviando e mutando l’equilibrio vitale della cellula. Le cellule tumorali proliferano con progressione esponenziale. Quando si è in grado di scorgerle – di vedere la patologia tumorale in atto – si è a circa un miliardo di cellule tumorali abnormi già proliferate. Pur piccolo di dimensioni, da tempo è purtroppo maturo e metastatizzato ,  irreversibile.  In medicina quantistica il cancro è detto una grave perdita di coerenza che si estende a macchia d’olio causando danno molecolare ingravescente. La incoerenza riguarda i sistemi e i sottosistemi configuranti un tessuto o un organo. Con i parametri messi a disposizione dalla bioelettronica si può valutare la perdita della coerenza evidenziando l’incremento della entropia globale dell’organismo. La bioelettronica- o biologia elettronica creata nel 1948 dai Dottori Louis Claude Vincent e Jeanne Rousseau, oggi in Italia Franco Giovannini  – mostra le specifiche  tappe della progressiva distruzione dei meccanismi biochimici che sono alla base della nostra vita. I parametri bioelettronici sono proprio il ph – ionizzazione – , l’rH2- elettrizzazione- e il ro – pressione osmotica – già richiamati. Con essi si può leggere il terreno biologico di ciascuno di noi attraverso  l’analisi del sangue, dell’urina e della saliva. Si monitorano così i parametri biochimici del nostro organismo controllando l’evoluzione dei nostri processi metabolici , il grado di sovraccarico tossico, la capacità di autodrenaggio  e la reattività energetica consentendo la correzione delle variazioni patologiche in divenire. Evidenziate le alterazioni umorali che precedono quelle cellulari si può attuare la correzione senza o prima del danno che ne conseguirebbe.
Fondamentale per gli esseri umani è la loro/nostra acqua senza la quale non esisterebbe nè la ionizzazione nè l’elettrizzazione nè alcuna pressione osmotica. La nostra acqua ha proprietà elettromagnetiche e diamagnetiche. Specificamente il ph – pondus Hidrogenium letteralmente peso dell’idrogeno o potenziale  idrogenionico – definisce l’acidità o la alcalinità del liquido organico esaminato, quindi il suo equilibrio vitale; l’rH2 definisce l’ossidazione – invecchiamento – o la riduzione – giovinezza – del liquido organico esaminato ; il ro definisce la purezza del liquido organico esaminato , quindi il buon funzionamento degli organi preposti alla sua produzione. Studiando tali parametri biochimici la bioelettronica studia le micro correnti elettromagnetiche che sono alla base della nostra vita e la regolano. Tutti gli esseri viventi – noi tutti  – sono esposti a definiti campi elettromagnetici che scompaiono in coincidenza della morte. Tali parametri biochimici sono coincidenti con  i parametri biofisici, bioelettronici o bio cibernetichi. Possiamo quantificare l’energia sui liquidi organici e misurare l’entropia globale dei nostri organismi. Bene ricordare che la nostra energia funziona secondo le leggi dell’entropia vale a dire che il corpo umano dispensa più energia di quanto richiesto; di conseguenza la salute equivale a bilancio entropico negativo . Nel momento in cui il bilancio entropico – l’entropia globale – assume valore positivo si assiste alla graduale comparsa di fenomeni di invecchiamento e di patologie degenerative. Favorire l’entropia negativa e ridurre l’entropia positiva equivale cioè a migliorare la salute e a prolungare la vita. Il calcolo di misura dell’entropia globale di un organismo ai ottiene comparando l’energia immagazzinata del sangue e della saliva con  l’energia eliminata dell’urina. Fondamentale accorgersi delle deviazioni bioelettroniche della saliva (sistema digerente ) e dell’urina (sistema urinario ) che sono prodromiche rispetto a quelle del sangue . Tenere sotto controllo la nostra energia bioelettrica complessiva, la quale controlla orienta e coordina i meccanismi biologici le cui variazioni possono portare a manifestazioni patologiche conclamate, significa mantenere  in equilibrio il nostro bio terreno , la nostra salute , la nostra vita .

128
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here