Se tu non accetti di essere “humus” per prati pentastellati e pure di Giorgia Meloni, a noi pare che tu abbia di fronte una sola strada che puoi percorrere il 3 e 4 ottobre.
Votare Roberto Gualtieri al primo turno.  Ci spieghiamo.
Quel voto, sbaraglierebbe -in contemporanea-  due tavoli: quello pentastellato e -sull’altro fronte- quello fascista, autoreferenziale, di Giorgia Meloni.
Riaffermando la forza contrattuale del cittadino: non già di un centro politico che-ormai- vive solo nei sogni  di quelli che…”era meglio prima”.   “Prima” erano altri tempi, del tutto irrecuperabili ormai.
Oggi vige un nuovo sistema elettorale, il maggioritario, nella ripartizione dei seggi: con le sue regole e i suoi spazi di scelta.
Che dovrebbero essere preservati per intero, inspecie nei grandi Comuni.
Allora, per esercitare fino in fondo la potestà maggioritaria a noi pare  tu abbia, a Roma in particolare, solo una strada obbligata: togliere di mezzo il terzo incomodo.
Il refuso, lo sgorbio pentastellato.
Non fu proprio il comico genovese (acclamato a gran voce “statista”) ad affermare il suo esplicito intento di scardinare, abbattendo lo stesso, quel residuo di democrazia che pure abbiamo ancora, seppure in via marginale?
E non fu proprio Virginia Raggi (che se ne dovrà pure assumere tutta la responsabilità) a fungere da prima apripista per la credibilità nazionale del bluff grillino?
E non credete, voi, che sia giusto che -di quel danno- se ne assuma tutta la responsabilità, la donna?
In più, abbiamo netta la prova di strade disastrate come non mai; di rifiuti puzzolenti debordanti a causa di una insufficiente qualità della raccolta e dello smaltimento degli stessi; della pratica colpevole trascuratezza (che poi è eliminazione) di un patrimonio ambientale arboreo e floreale che era unico al mondo e del rischio epidemico che ha tuttora  pratica incarnazione animale in molti branchi di cinghiali che vagano per le vie e le piazze della città.
È giusto eliminarlo al primo turno questo virus politico?
Se risponderai di sì (come faremo noi liberali) allora devi percorrere una strada obbligata al primo turno: votare per Roberto Gualtieri.
Poi, nel secondo, finalmente libero, potrai scegliere per due programmi alternativi.

Non più per utopie fantastiche.
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