Valentina Cairoli, 26 anni, è una delle protagoniste nonché scenografa del docu-film “Come siamo (dietro le quinte)” del regista Pier Paolo Segneri. Intervistarla è stato piacevole perché è una persona che ama parlare e sa quel che dice. È molto simpatica ed è una ragazza che, nonostante le sue insicurezze, riesce comunque ad affrontare le situazioni con coraggio.

Valentina, cosa ti ha portato ad interpretare un ruolo da protagonista nel docu-film “Come siamo (dietro le quinte)?”

“Diciamo che quando il professor Segneri mi ha chiamata, durante la pandemia, è stato quasi come vedere la luce in fondo al tunnel. Mi ha dato il coraggio per intraprendere un nuovo percorso e la forza per credere in me stessa. Inoltre, mi ha parlato del fatto che avrei cantato. Il canto è il mio sogno nel cassetto, questa è stata l’occasione per tirarlo fuori dal chiuso del cassetto ed è stato bellissimo.”

“Trovarsi a fare l’attrice, in questo caso, per te, è stata una scelta professionale oppure di vita?”.

“In realtà, è stata una scelta improvvisata, io non ho mai recitato o fatto teatro. Ho sempre cantato, facendo concerti, quindi l’approccio con il pubblico è avvenuto in questo modo. È stata comunque una sfida che ho voluto accettare, in fondo si tratta di essere sé stessi, perciò quale miglior prova di questa per far uscire fuori il proprio carattere?.

“Quali sono le principali difficoltà che hai incontrato con questo lavoro cinematografico?”

“Una delle principali difficoltà è stata quella didovermi raccontare. Un po’ per la mia timidezza, un po’ per l’insicurezza. Interpretare il ruolo mettendo in gioco un parte consistente e autentica di me stessa è stato impegnativo; però, sapere che gli altri sia del cast che della troupe credevano in me, è servito per dimostrare che valgo qualcosa e gli altri mi hanno dato la fiducia di cui avevo bisogno.”

“Com’è stato rappresentare il personaggio? Ti sei ritrovata in lei?”.

“Il mio personaggio è molto simile a me. È una persona che si era un po’ rassegnata, piena di dubbi,che alla fine l’avevano bloccata, tanto da non riuscire a fare quasi più nulla, però non ha mai perso la speranza. Grazie a questo decide di andare a fare il provino per ottenere un ruolo nel film del suo ex professore del Liceo, per darsi così un’altra possibilità. Il fatto che dall’altra parte ci fosse il suo ex insegnante, il quale credeva in lei, le ha dato la grinta che le serviva per cogliere al meglio l’opportunità.”

“Che tipo di qualità hanno, secondo te, gli attori scelti dal prof. Segneri per il suo docu-film?”.

“Sicuramente tante. Spontaneità, sincerità e dolcezza ci hanno aiutato ad esprimere al meglio noi stessi. Non è facile, ad oggi, trovare delle persone che si aprano con tale semplicità. Crediamo tutti nell’amore e forse è anche per questo che si è creata una bellissima unione tra di noi. C’è stata complicità sin da subito e mi sono sentita a casa. Il rapporto con gli altri è stato fondamentale perché ci siamo ritrovati a tirare fuori quello che sentiamo e a mostrare come siamo davvero.”

“Tu hai firmato anche le scenografie di “Come siamo (dietro le quinte)”, cosa consiglieresti ai giovani che aspirano ad entrare nel mondo del cinema e della fiction televisiva?”.

“Posso dire che, in base alle mie esperienze, bisogna avere tanta passione e crederci veramente. Bisogna amare il proprio lavoro che, molto spesso, comporta il dover superare degli ostacoli, però se si affrontano con la passione arriveranno tante soddisfazioni.”

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