“Gualtieri é un passacarte, come Michetti”. “Torneremo indietro di 20 anni”. “Il voto degli iscritti conferma che è stato apprezzato il lavoro di 5 anni”.
Diavolaccio di un Sindaco, a sentirti parlare pare proprio che tu e i tuoi accoliti abitiate un altro pianeta, non questa città.
“Michetti lo voto perché lo dice Giorgia che, innanzitutto, è una donna”, riporta un giornalista da Piazza del Popolo: ché riferisce sul comizio di Michetti.
Strabuzziamo gli occhi e -basìti- ci guardiamo: non è che a destra stiano più in salute in quanto ad analisi e scelta di quadri dirigenti.
La domanda del titolo è una breve licenza poetica interamente dedicata al nostro Direttore ed è l’equivalente italiano del: “dove vogliamo andare?”
Noi, per parte nostra, per togliere tutti gli stati confusionali dai pensieri (in maniera particolare quello che è stato il momentaneo sgorbio pentastellato), suggeriamo di votare -al primo turno- per Roberto Gualtieri.
Ben sapendo che se lui prevarrà sul Sindaco uscente per solo un paio di incollature si guarderà bene dal ringraziarci. Ce lo aspettiamo.
E non sarebbe nemmeno giusto. Perché noi liberali non siamo mai stati né staremo mai a sinistra.
Noi però vogliamo farla fino in fondo la nostra parte -in questa campagna elettorale di Roma- in quanto pensiamo che l’unico modo corretto per raddirizzare il vero confronto in questo Paese (e nell’Urbe in particolare) sia quello di poter opzionare per una delle due grandi, permanenti, opzioni di scelta politica e amministrativa che -da sempre- hanno guidato la città.
Le vicende morali (che vogliamo combattere finché avremo fiato in gola) hanno finito per togliere…il sale… dal confronto vero, quello sui temi reali e di vita che tutti noi nella Capitale soffriamo.
Ci pare sia giusto e corretto che quest’ultimo possa risorgere a tutto tondo, prevalendo sulle cortine fumogene che -di fatto- ci hanno impedito di scegliere per il meglio; sia pur in presenza di debolezze umane che vanno condannate senza alcuna pietà.
Perché quella libertà di scelta (che favoriamo davvero per il II° turno) possa davvero esprimere tutta la sua responsabile proiezione verso il futuro di Roma, allora occorre che essa sia piena.
E ciò non potrà mai avvenire in assenza di una grande forza nazionale, da sempre portatrice di progetti di governo, rivolti al futuro più che al passato.
Lo dobbiamo a noi stessi e anche ai nostri figli.
Noi diremo poi -tra il primo e il secondo turno-, a testa davvero alta, a Roberto Gualtieri: “il PLI ti ha già dato, per cui -qui da noi- non aspettarti più niente di coeso”.
Lasceremo libertà di coscienza ai nostri elettori nel II° turno.
In tal modo riteniamo di aver fatto tutto il possibile (forse anche di più) per riportare il treno del vero confronto Politico sui binari giusti.
Luca Sebastiani Coordinatore  romano PLI
Sante Perticaro Presidente provinciale romano PLI
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