“La ferocia fiscale produce soltanto evasione difensiva, a volte di necessità”.
“Una nuova politica tributaria…(omissis)…è la grande riforma che da anni aspetta un Paese che ha uno dei più elevati prelievi tributari del mondo ed uno dei livelli di servizi più scadenti”.
Chi le ha dette queste cose?
Forse Mario Draghi introducendo i lavori del Consiglio dei Ministri dell’altroieri che ha votato la legge delega per avviare la riforma fiscale?
O, meglio ancora, il sen.Matteo Salvini invitando i suoi prodi leghisti a disertare.. per una forte dissenteria..(?) quegli stessi lavori?
Tranquilli, niente di tutto questo.
Con queste precise parole, pronunciate il 28 febbraio 2020, il nostro Presidente nazionale -On. Stefano De Luca- apriva i lavori del nostro XXXI° Congresso nazionale del Partito Liberale Italiano.
Quindi è lungi da noi trarre troppo facili conclusioni in materia.
Ecco perché avviare una sana azione ricognitiva e riformatrice non è -di per sé- un fatto negativo. Anzi.
Uno dei problemi principali che vive la politica di oggi è quello di essere travolta da giudizi sommari e approssimativi, resi con troppa facilità da chi -invece- dovrebbe (a nostre spese, sic) invece ragionare, soppesare, confrontarsi, elaborare e mediare.
Votando poi a favore, o contro, oppure astenendosi.
Perché questo deve fare un vero politico affidabile.
Non già lanciarsi in intemerate di spessore mediatico… da vera Bestia!
Troppo semplice sentenziare già, per poi lanciarsi in rete sul web…
Anche perché, per mettere in crisi l’incauto tapino, basterebbe  una  semplice domanda: “a quali tasse ti riferisci?”
Per un liberale ante-litteram ogni forma di tassazione -di per sé stessa- implicando la presenza dello Stato impiccione, è negativa.
La teorica libertà del singolo -al 100%- vorrebbe significare che il settore pubblico non dovrebbe proprio esistere, nemmeno per stamparti una… Carta di Identità.
Ma noi non siamo nel XVII secolo, come la pandemia ci insegna.
Abbiamo bisogno dell’ONU, della UE e dello Stato in tutte le sue forme di articolazione territoriali locali.
Abbiamo bisogno pure dei politici.
Il problema semmai è: “quanti” ce ne servono?
Sulla diversa graduazione di questi valori quantitativi (e qualitativi) una politica davvero seria dovrebbe confrontarsi.
Perché non ci si inventa una… malattia intestinale… per non rendere note le proprie tesi puntuali.
Draghi non ha mantenuto la parola?
C’è tutto il tempo (e le sedi) per metterlo in evidenza.
Anzi, perché i Ministri non sono stati presenti per poi votare “NO”?
Ci pare che la destra sovranista abbia imboccato la strada che la porterà alla clandestinità.
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