Transizione ecologica

Di Paolo Gramazio

Non esistono pasti gratis. L’obiettivo dei grandi leader mondiali è diminuire le emissioni di co2 per salvaguardare l’ambiente. La transizione ecologica oramai è nota a tutti, se ne discute da anni, mesi però nessuno si è mai chiesto quanto costerà questo cambiamento, e soprattutto chi sarà a pagarne le spese più di tutti?  Gli scenari non sono promettenti specialmente per le nazioni con tradizione del motore a combustione – Italia su tutte – La chiusura dello stabilimento GKN è un campanello d’allarme, l’auto elettrica richiede minor fabbisogno di manodopera per produzione e manutenzione e a farne le spese potrebbero essere i 500 mila addetti ai lavori. Questa riconversione industriale non può dirsi analoga ad altre riconversioni accadute in passato per progresso tecnologico- pensiamo al passaggio cellulare vs smartphone – questa riconversione avverrà per mera decisone politica.  Da contorno non mancano le solite propagande populiste che a gran voce – fingendo di difenderà a spada tratta la classe operaia – minacciano di multare le aziende che hanno intenzione di delocalizzare, dimenticandosi che una norma simile scoraggerebbe l’interesse di nuovi investitori poiché vedrebbero un costo nelle barriere all’uscita. La nostra classe politica spudoratamente decide di non vedere l’elefante nella stanza, preferendo – egoisticamente – ai soliti sproloqui di palazzo. Non esistono pasti gratis, ma qualcuno fa finta di non saperlo.

Il destino della Germania in mano ai liberali

Di Andrea Cantelmo

Dopo 16 anni, Angela Merkel non sarà la cancelliera della Germania. Il voto per il rinnovo del Bundestag non ha avuto vincitori netti ma solo un perdente, la Cdu-Csu, consegnando la politica tedesca a una fase di grande incertezza, proprio in un Paese che considera l’instabilità il peggiore dei mali. Spd ha ottenuto il 25,7% dei voti e il blocco conservatore Cdu/Csu è secondo con il 24,1% dei consensi, il risultato più basso di sempre. I Verdi si piazzano al terzo posto con il 14,8%, un risultato in netta crescita rispetto a quello del 2017, seguiti dai liberali di Fdp con l’11,5%. A decidere il destino del prossimo Governo tedesco saranno il terzo e quarto partito per voti ottenuti, ovvero i Verdi e Fdp. La maggior parte delle ipotetiche combinazioni previste per la coalizione di governo, li vede entrambi protagonisti. Scholz (leader di SPD) ha affermato che vuole raggiungere un accordo entro Natale, ma fino ad allora la Merkel manterrà il cancellierato ad interim.

Roma al voto

Di Danilo Aglioti

“Mancano poche ore al voto per cambiare Roma, che, lo speriamo in molti, avrà un nuovo sindaco. Ci troviamo in una vera lotta, dove nonostante i sondaggi, la certezza del vincitore ancora non la sappiamo, bensì quasi certamente arriveremo ad un ballottaggio. I candidati di rilievo in corsa sono per il Pd Gualtieri, per il Centro Destra Michetti e Carlo Calenda. Quest’ultimo correndo da solo, con un suo partito, come candidato dell’area liberale e moderata, appoggiato dalla Gioventù Liberale e dal Partito liberale italiano, è l’unico ad avere  un programma (studiato da un anno a questa parte, municipio per municipio) ed una squadra costituita da tecnici e professionisti assemblati, con uno scopo ed obiettivo, Roma. Roma ha bisogno di un cambiamento, di un vero cambiamento, la democrazia ci porta al voto, il voto è una libertà di scelta, la Gioventù Liberale Italiana liberamente può consigliare chi votare.”

L’Inevitabilità del Nucleare

Di Leonardo Rivalenti

Fanno discutere, già da diversi giorni, le dichiarazioni del Ministro Roberto Cingolani sula necessità di passare all’energia atomica per poter diminuire le emissioni di CO2 e riuscire, almeno in parte, nell’intento di ridurre l’impatto delle attività umane sull’ambiente. Per quanto contestato, il nucleare resta però la fonte di energia inevitabile per il nostro secolo. In primis per una questione di sovranità nazionale, dato che l’Italia possiede giacimenti di uranio che potrebbero venire ad essere utilizzati per tale scopo, mentre i bassi consumi dei reattori ridurrebbero comunque il fabbisogno di materie prime. Questo per non parlare del possibile uso del nucleare per fini militari. Anche sotto una prospettiva ecologica ed economica, l’energia nucleare si prospetta come l’unico modo di ridurre le emissioni di gas serra e abbattere i costi dell’elettricità, mantenendo una produttività alta. Occorre quindi vincere questo timore infantile e accettare che non si può remare contro l’evoluzione.

La “mamma d’Europa” se ne va

Di Luca Degiorgis

Angela Merkel, la cosiddetta “mamma d’Europa”, è ai saluti finali. La cancelliera ha visitato le più importanti capitali d’Europa, tra cui Parigi, per salutare i propri colleghi un’ultima volta da Cancelliera. Il piano di rilancio europeo post pandemia da 750 miliardi di euro, adottato nel 2020, porta il timbro tedesco. L’idea di questo pacchetto gigantesco, in parte composto da un prestito comune inedito per i 27, è stata avanzata dalla Francia e altri paesi, senza la Germania. Ma solo quando la Cancelliera si è allineata il progetto si è concretizzato. Dopo sedici anni al potere Angela Merkel ha un’immagine inossidabile, anche se è stata duramente criticata per aver mantenuto un atteggiamento più gestionale che visionario. Il “merkelismo”, in effetti, ha fatto spesso rima con conservatorismo. La politica perseguita in seguito alla crisi del debito greco, è forse la piccola grande macchia del suo mandato pluridecennale. L’“ancoraggio” europeo operato nel suo ultimo mandato ha garantito alla Cancelliera tedesca una popolarità da record nel momento degli addii. Proprio questo attaccamento a Bruxelles porta molti a pensare adesso a un futuro nell’Unione. D’altronde, chi meglio della mamma d’Europa può gestire i propri figli?

117
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here