Non ho conosciuto nessuno di quei genitori cui in Spagna, per un accordo segreto intercorso, secondo un documentario tedesco sugli anni della dittatura di Francisco Franco, programmato su  Netflix (La dura verità sul dittatore), tra lo Stato spagnolo e la Chiesa cattolica, in base al quale furono sottratti, con espedienti di vario genere da cliniche e da ospedali di quel Paese trecentomila neonati (dagli anni Cinquanta ai Novanta) perché ricevessero, in luoghi diversi dalla famiglia,  un’educazione cristiana e patriottica (in altri termini, si riduceva a binomio il noto trinomio del pensiero  fascista: Dio, Patria ma senza Famiglia).

Ho fatto questa premessa non solo per rassicurarvi che non scriverò alcun libro su     Dolores  o la Spagna del rapimento dei neonati, comependant di Helena o la Svezia dell’eugenetica e non farò alcun raffronto tra le nequizie dei protestanti luterani eugenetici e quelle dei cattolici, apostolici, romani, indottrinatori indefessi di verità (solo a loro) rivelate, ma anche per invitarvi a seguire le programmazioni delle piattaforme digitali  (Netflix, Prime Video, Disney) che finalmente, fuori dai condizionamenti di visti statali o ecclesiali, di censure perbeniste di burocrati ministeriali di media cultura e  di finanziamenti pubblici utili solo a rendere il cinema italiano, il più melenso del mondo (o altre diavolerie) raccontano fatti  del tempo che abbiamo vissuto ma della cui gravità non ci siamo mai resi conto per la coltre di menzogne della storia ufficiale degli uomini; in prima linea occidentali, ma non solo.

L’articolo che vi invio ha una grande attualità, perché è notizia di oggi l’imposizione del divieto di visione ai minori di anni 18 di un film “La scuola cattolica” che racconta la raccapricciante storia del delitto del Circeo.

Il documentario in questione, fatto in Germania con materiale di repertorio e con interviste a storici inglesi, spagnoli e di altra provenienza accademica racconta, invece, senza “peli sulla lingua” di come la Spagna di Franco sia stata, a parte il furto organizzato di neonati, anche la “zona franca” per il passaggio  di ex criminali di guerra nazisti, diretti in Argentina, nazione da essi prediletta per sottrarsi ai rigori di condanne ad essi inflitte per i loro orrendi misfatti.

Il filmato evidenzia anche l’opportunismo di Franco che, dopo avere ricevuto il sostegno (in armi e uomini) di Hitler e di Mussolini per affermare e consolidare il suo potere, si barcamena furbescamente per non entrare in guerra a fianco dell’Asse e, a guerra finita, si schiera sotterraneamente con gli Stati Uniti d’America per riceverne aiuti.

La lunga permanenza al potere del “Generalissimo” rappresenta la nota più sorprendente per gli intervistati; anche per le difficoltà economiche del Paese, non risolte dal dittatore per lunghissimi anni.

Non meravigliano di certo gli spettatori italiani le scene di folle plaudenti e immense nelle piazze spagnole: esse sono simili a quelle di Piazza Venezia a Romae spiegano bene gli effetti ottundenti che possono avere sulla popolazione due dottrine assolutistiche in combinazione tra di loro, per formare la “cultura” di una nazione.

Secondo gli autori del serial, Franco ha sempre avuto sino alla fine  l’appoggio più sperticato della Chiesa Cattolica che, attraverso l’Opus Dei, con propri esperti (o sedicenti tali), entrava a far parte integrante e sostanziale dei governi nominati dal Generalissimo.

Poche immagini sono dedicate all’assassinio di Carrero Blanco, il primo ministro scelto da Franco per il suo rigore clerico-fascista, e  morto in un attentato puntualmente ricostruito da Gillo Pontecorvo nel suo film “Ogro”, neppure citato nel documentario.

 

 

“Questo articolo non rappresenta la linea del PLI, ma viene volentieri ospitato su Rivoluzione Liberale, che come linea editoriale da sempre pubblica tutte le opinioni del variegato mondo liberale .”

  

 

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