Lasciamo perdere, per un attimo, la teoria che tutte le politiche di carità e assistenza sono utili, fermandoci -per un attimo- a ponderare la congruità di quella… “grande conquista”…fatta dal governo Conte1: la bandiera del M5S, che inizió a garrire al vento dal 1° aprile 2019 (risparmiamoci le troppo facili battute).
Ebbene, da quella data noi -popolo italiano- stamo convivendo con una nuova tipologia di aiuto di Stato: il “Reddito di cittadinanza”.
A due anni e mezzo da quella data la Corte dei Conti ha messo in luce che poco più di un milione (1.041.711) sono state le domande avanzate.
Tra esse 489.054 persone sono state affiancate dai cd. “navigator” e 588.521 sono state le imprese
-da essi contattate- per creare un incontro tra domanda e offerta di forza lavoro.
Mentre 791.364 (con alti e bassi, chè vengono pizzicati ogni giorno, anche all’estero) richiedenti hanno beneficiato della provvidenza economica, i destinatari di aiuti che hanno continuato ad essere monitorati sono stati solamente 174.182 (cioè poco più del 22%).
Del rimanente  78% si è persa  ogni traccia.
Le azioni che sono andate a buon fine (occupazioni), invece, sono state meno della metà: 477.466.
Anche se esse, per poco più di un terzo, hanno portato alla firma di un regolare contratto di lavoro: per il 65% a tempo determinato al di sotto del semestre.
Gli oltre 2.700 navigator -ciascuno con stipendio lordo di 27.500 € (e con possibilità di rimborso delle spese di 300€ mensili per trasferta)- per18 mesi di attività, invece, sono costati  a noi contribuenti 135 milioni di euro (7,5 al mese)  e hanno procurato  lavoro “instabile” (come detto) a 477.466 persone.
Per cui ciascun posto di lavoro attivato e venuto a costarci sui 52.000 €.
Più del doppio di quanto viene usualmente speso da un imprenditore privato per assumere -a tempo indeterminato, ndr.- un operaio: che gli costa attorno ai 25.000€.
È ora di fare il bilancio di  questa fase assistenzialistico-economica.

Una scelta che ha visto quale Regione guida la Campania (che ha attinto a ben il 22% del totale).

L’importo medio erogato è stato pari a 559 Euro a testa.
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