Abbiamo assistito, a volte increduli, allo scorrere davanti a noi di giornate caratterizzate da eventi inimmaginabili in una democrazia avanzata, con le rabbiose adunate di piazza dei No Vaxe lassalto alla sede della CGIL, dopo il fallito tentativo della massa rivoltosa di dirigersi verso Palazzo Chigi o il Parlamento. Non possiamo tuttavia non rilevare la sottovalutazione di quanto è avvenuto da parte del Ministero dellInterno, tanto che le successive manifestazioni, compresa quella molto partecipata di Milano, non sono state messe in grado di travalicare. Allo stesso tempo siamo rimasti basiti di fronte alla feroce propaganda che tali deplorevoli vicende hanno innescato da parte della sinistra italiana, che è riuscita ad influenzare la stragrande maggioranza dei media verso un rigurgito di odio antifascista, intriso da indomabile settarismo. La sinistra politica ormai da molto tempo risulta priva di idee e di progetti e finisce con lapparire tenuta insieme quasi esclusivamente dallodio settario verso una destra, accusata, spesso infondatamente, di inquinamento fascista. Essa, facendo ricorso ad un armamentario vecchio di quasi ottantanni, manifesta unostilità irrazionale e viscerale verso la parte politica avversa, nei cui confronti sa quasi esclusivamente scagliare laccusa di fascismo. Uno Stato debole, di fronte a tale spettacolo, è sostanzialmente rimasto silente, anzi è apparso intimorito, non soltanto dagli assalti barbarici e fascistoidi delle masse di manifestanti NO Vax, ma anche dalla reazione contraria della sinistra, palesemente settaria e priva di contenuti positivi unificanti. Tale impotenza si è rivelata in forma esplicita quando è stata autorizzata dal Ministero dellInterno la manifestazione unitaria dei sindacati in Piazza San Giovanni a Roma, mentre quella del popolo anti green pass di Milano non lo è stata, anche se poi, per la forza del numero, si è tenuta lo stesso. Una norma antiquata ed ormai priva di alcun senso, impone nellultimo giorno prima di ogni consultazione elettorale il silenzio della propaganda. Sono dellavviso che tale pausa, che non esiste nelle altre grandi democrazie, andrebbe presto abolita, anche perché limmenso canale, sostanzialmente anarchico, della Rete non può essere silenziato. Tuttavia la regola ancora permane e la nostra debole Repubblica ha consentito che venisse platealmente violata con la manifestazione politica, anzi politicissima, organizzata dai sindacati, alla quale hanno inopportunamente partecipato gli esponenti più rappresentativi della forze politiche della sinistra italiana. Ho condiviso che la destra non abbia commesso lerrore di contestare la legittimità di tale grande comizio di piazza nel giorno dedicato al silenzio elettorale, denunciando il privilegio che fosse lunica voce autorizzata, per di più in una delle città che si preparava ad andare al voto. Una contestazione da parte dei partiti della destra non avrebbe avuto alcun senso e prudentemente non c’è stata. Sarebbe invece opportuno cominciare a domandarsi se non sia arrivato il tempo di abolire questa pratica ipocrita del silenzio elettorale, che non ha più giustificazione nel terzo decennio del terzo millennio.

Vorrei quindi affrontate un tema più delicato, augurandomi che, una simile proposta avanzata da un liberale, non finisca col suscitare altre reazioni scomposte, con facili accuse di fascismo da parte di chi non ha nullaltro da dire. Paventando la minaccia fascista allordine democratico, invece, trova sempre, in un riflesso sentimentale, la spinta per infiammare il popolo della sinistra, che non riesce più a trovare altri collanti intorno a problematiche attuali, a causa di una desuetudine, protrattasi per troppo tempo, delle sue maggiori componenti politiche a misurarsi con la realtà. Caratteristica che in termini eguali  e contrari, in altre circostanze e con altri argomenti, si rileva in molte sortite dei partiti di una destra, più incline ai sentimenti ed alle emozioni, che a prospettare unidea di futuro. Controcorrente non condividiamo la proposta di cui molto si parla di scioglimento per legge del movimento Forza Nuova, che sicuramente è dedito alla violenza ed è  animato da palesi sentimenti di nostalgia del fascismo. A nostro avviso le idee o i sentimenti politici non si sopprimono per legge, semmai la magistratura ha il dovere ed i poteri per intervenire in tutti i casi di violazione delle norme vigenti. Lo scioglimento finirebbe con linorgoglire i relativi promotori e sostenitori e produrrebbe soltanto lo stesso effetto di quello avvenuto anni fa di Ordine Nuovo: far rinascere la stessa cosa con un altra denominazione, forse rafforzandola, grazie al privilegio  di potersi definire vittime di un sistema intollerante.

Mi permetto quindi di aggiungere una proposta finale: di fronte ad un pericolo che proprio in questi giorni si è rivelato inconsistente, in quanto fortunatamente solo frange minoritarie si riconoscono in idee aberranti, che la storia si è incaricata di cancellare, non sarebbe venuto il momento di pervenire ad una modifica costituzionale e della conseguente legge Scelba, per superare lormai  anacronistico riferimento al divieto di ricostituzione di partiti di orientamento fascista, dal momento che la Democrazia, almeno quella, è così consolidata e matura da poter ritenere superato ogni divieto di organizzare  soggetti che si ispirano a tale sciagurata esperienza? Sappiamo bene che, nonostante il divieto, queste tendenze esistono nella nostra società ed abbiamo avuto non solo le prove, ma insieme anche la precisa consapevolezza del perimetro limitato nel quale si possono espandere. Si eviterebbe così che  frange marginali tendano ad infiltrare forze politiche del tutto diverse, facendo affidamento sulla compattezza de propri aderenti, che si sentono esclusi dallagone politico e quindi possono rappresentare per singoli candidati, magari avventurieri, un interessante bacino di preferenze.

Siamo consapevoli che una simile proposta anomala e coraggiosa possa venire soltanto da un liberale, che non credo possa in alcun modo essere accusato di complicità o compiacenza con certe macchiette della storia, capaci anche di orrori, come cinsegna lesperienza, ma altrettanto con una miserabile sinistra, priva di intelligenza e di cultura politica e programmatica, che sa vivere soltanto di un ritrito e stantio antifascismo.

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